Accademia delle Opere APS – Omaggio a Rino Gaetano al Teatro Romano di Benevento

Musica, memoria, ironia e partecipazione hanno animato, venerdì 4 settembre 2026, il TeatroRomano di Benevento, che ha ospitato “Forever Young Rino Gaetano”, un grande viaggio musicale dedicato a uno dei cantautori più originali e amati della musica italiana.
L’evento, promosso dall’Accademia delle Opere APS, presieduta da Francesco Tuzio, con il sostegno di CESVOLAB – CSV Irpinia Sannio ETS, ha portato sul palco la Rino Gaetano Band, formazione da anni impegnata nel mantenere viva e valorizzare l’eredità artistica del cantautore.
Nato a Crotone con il nome di Salvatore Antonio Gaetano e scomparso prematuramente a Roma il 2giugno 1981, Rino Gaetano ha lasciato un segno profondo nella canzone italiana. La sua voce inconfondibile , ruvida e immediatamente riconoscibile, accompagnava testi nei quali ironia, nonsense e sarcasmo diventavano strumenti per raccontare le contraddizioni della società italiana.
Nelle sue canzoni trovavano spazio la questione meridionale, l’emigrazione, l’emarginazione, l’alienazione prodotta dalla società industriale, la politica e le disuguaglianze. Gaetano riusciva aosservare tutto questo senza lasciarsi imprigionare da facili appartenenze, colpendo con la stessa libertà convenzioni, privilegi e ipocrisie.
Brani come “Ma il cielo è sempre più blu”, “Gianna”, “Berta filava”, “Aida”, “Nun te reggae più” e“Mio fratello è figlio unico” sono ormai entrati nell’immaginario collettivo, continuando a parlare anche alle generazioni che non hanno conosciuto direttamente l’artista.
La sua presenza nella cultura italiana, infatti, non si è mai interrotta. “Il cielo è sempre più blu” ha dato il titolo e accompagnato l’omonimo film di Antonello Grimaldi; nel 2004 Giorgio Panariello gli dedicò su Rai Uno uno spettacolo televisivo; due anni dopo Daniele Luchetti scelse “Mio fratello è figlio unico” come titolo del proprio film. Anche la televisione gli ha reso omaggio con la miniserie “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu”, nella quale il cantautore è stato interpretato da Claudio Santamaria.
A ricordare, in apertura di serata, il percorso degli eventi già realizzati al Teatro Romano è stata la presentatrice Lella Preziosi, che ha richiamato gli omaggi dedicati negli anni a Pino Daniele e Lucio Battisti, il tributo a Fabrizio De André de La Cruna del Lago, gli Squallor for Ever e “Candle Light – Magia in Musica”, appuntamenti accolti con grande partecipazione dal pubblico.

Cuore dello spettacolo è stata naturalmente la musica. A guidare il progetto è Alessandro Gaetano, nipote di Rino, che attraverso concerti, iniziative culturali e produzioni dedicate continua a custodire e tramandare l’universo artistico dello zio. Con lui sul palco Ivan Amadori, voce e chitarra; Fabio Fraschini, basso; Michele Amadori, tastiere e cori; Alberto Lombardi, chitarra elettrica e cori; Marco Rovinelli, batteria.
Alessandro Gaetano ha partecipato con voce, chitarra e piccole percussioni.
La band ha restituito dal vivo l’energia, l’irriverenza e la profondità del repertorio di Rino Gaetano, alternando i grandi successi a composizioni meno conosciute e brani pubblicati postumi.
Il pubblico ha accompagnato i musicisti battendo le mani, cantando, ballando e illuminando la cavea del Teatro Romano con le luci dei telefoni. Un coinvolgimento crescente, trasformato poco a poco in una vera festa collettiva.
La musica di Gaetano ha mostrato ancora una volta la propria capacità di attraversare le generazioni, alternando leggerezza e denuncia sociale, poesia e sarcasmo.
Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione dell’Eco-atelier di Alta Moda Sartoriale Franco Francesca.

Già durante la conferenza stampa di presentazione, Franco Francesca aveva sottolineato la vicinanza tra la propria sensibilità artistica e quella di Rino Gaetano: una personalità libera, difficilmente riconducibile a schemi precostituiti.
Lo spettacolo si è aperto così con una sfilata sulle note di “Metà Africa, metà Europa”. Gli abiti realizzati dall’atelier sono stati indossati da ragazze e da due giovani originari della Guinea.Tutti portavano il caratteristico cappello legato all’immagine di Rino Gaetano, dando vita a un momento di grande eleganza e suggestione visiva. Alla realizzazione della sfilata ha collaborato anche l’hair stylist Gabriele, del Gruppo Gaeta – Salone Jean Louis David di Benevento.
Importante il contributo di CESVOLAB – CSV Irpinia Sannio ETS, con il presidente Raffaele Amore e la direttrice Maria Cristina Aceto, che ha sostenuto un appuntamento capace di unire musica, memoria e partecipazione in uno dei luoghi più suggestivi della città.
Nel suo intervento il vicepresidente Pasquale Orlando ha sottolineato la positiva collaborazione conl’Accademia delle Opere APS e ha espresso la propria soddisfazione per la possibilità di vivere un evento di tale portata nel Teatro Romano.
Anche il regista Giorgio Verdelli ha voluto far giungere il proprio saluto e ringraziare Francesco Tuzio per l’impegno dedicato alla realizzazione dello spettacolo e alla memoria di Rino Gaetano, artista al quale Verdelli dedicherà anche uno speciale televisivo.
I ringraziamenti sono stati rivolti inoltre al direttore emerito dell’area archeologica del Teatro Romano Ferdinando Creta e all’assessora alla Cultura del Comune di Benevento Antonella Tartaglia Polcini.
Alla macchina organizzativa hanno contribuito anche il laboratorio di serigrafia di Montesarchio Innovative Srl, il Royal Service di Gianni Calvaruso, il fonico di sala Mino Timbro, il fonico di palco Romano Calvaruso, gli operatori Ledwall Biagio e Carmine Santoriello e l’operatore videoLorenzo D’Amelia, insieme a tutto lo staff dell’Accademia delle Opere.
Il concerto si è concluso con il brano forse più universalmente conosciuto di Rino Gaetano, “Ma il cielo è sempre più blu”.
Al termine, Alessandro Gaetano ha salutato idealmente lo zio con poche parole che hanno racchiuso il senso dell’intera serata: «Rino vive. Buonanotte».
E in effetti, nel Teatro Romano di Benevento, Rino Gaetano è sembrato vivere ancora una volta attraverso le sue canzoni, i ricordi di chi lo ha conosciuto artisticamente e la curiosità di chi, magari proprio grazie a questo concerto, ha avuto occasione di scoprirlo.
Nostalgia e allegria si sono così incontrate senza contraddirsi, come spesso accade proprio nelle canzoni di Rino.
Al termine della serata Francesco Tuzio ha inoltre anticipato il prossimo progetto dell’Accademia delle Opere: la partecipazione alla rinascita del Teatro San Marco di Benevento, per il quale è stato predisposto un ricco cartellone di spettacoli, dal 27 novembre 2026 al 23 aprile 2027.

Tuzio ha infine ringraziato la band e il pubblico, rivolgendo un pensiero particolare ad Alessandro Gaetano: «Grazie a tutti. Grazie Alessandro per la tua amicizia».
Una conclusione semplice per una serata costruita intorno alla memoria di un artista che, a quarantacinque anni dalla sua scomparsa, continua ancora a sorprendere, divertire e far riflettere.
Maria Varricchio
