Le Virtù della Cucina Sannita


Nel mio primo libro, IL MIO TRIGGIO, edito nel 2014 da Pensato Stampato, descrivo la vita quotidiana del Triggio, il rione più antico di Benevento, che si svolgeva nelle stradine e nei bassi, il tutto visto con gli occhi innocenti di un adolescente. Nel libro si trovano recuperati molti nomi di grossi personaggi che hanno dato il loro contributo, affinché la città assurgesse agli onori che meritava, dopo la distruzione dei bombardamenti del 1943. Da non dimenticare il grande orgoglio di cui fummo investiti noi Sanniti in occasione della Seconda Guerra Sannitica, 321 a.C., con la disfatta dell’esercito romano alle Forche Caudine. Dopo questa soddisfacente parentesi, riprendiamo il discorso sull’arte e le virtù della cucina sannita. Tutti erano depositari della gloriosa cultura sannita e, inconsapevolmente, si erano assunto l’incarico di trasmetterla alle generazioni future, per non farla andare nel dimenticatoio. Per quasi quarant’anni ho svolto la mia professione di docente in tutte e tre le valli della provincia di Benevento: Valle Caudina, Valle Telesina e, la più disagiata, Valfortore. La destinazione delle sedi dipendeva dal Provveditorato agli Studi, ma io, spesso, per offrire la possibilità ad alcuni colleghi e colleghe che non avevano l’auto, o non avevano la patente, mi sacrificavo e mi vedevo costretto a scegliere sedi scolastiche lontane e scomode, per consentire loro di poter raggiungere la località assegnata. In fin dei conti, curioso come sono sempre stato, mi informavo sulle abitudini locali, le tradizioni, insomma della cultura delle sedi dove andavo a portare la mia attività didattica. Scoprivo così moltissime notizie interessanti e, malgrado non fossi un buongustaio, mi informavo sulle abitudini culinarie del posto. Scoprendo che la cucina sannita affonda le sue origini in millenni di storia, naturalmente tutto proveniente dal mondo dell’agricoltura e della pastorizia, sapendo che la provincia beneventana si trova nel cuore dell’Appennino Sannitico ed è prevalentemente montuoso. Benevento è Sannio, e la sua cucina è rimasta quasi identica a 2000 anni fa: cucina povera, contadina e pastorale, fatta di grano duro, legumi, erbe, ovini, bovini, suini e formaggi a pasta filata. Tutto ancora fatto a mano e tramandato nelle famiglie. Riconoscendo la complessità dell’argomento, mi vedo costretto a descrivere le specialità della cucina sannita in almeno tre puntate, secondo gli specifici prodotti tipici di ogni valle. Per ora nominerò solo qualche piatto tipico, giusto per solleticare il palato del mio lettore: Cecatielli, Cazzarielli, Cavatelli, Cardone a zuppa, Minestra maritata, Mugnatielli, Annoglia, Funghi Porcini, Tartufi, Cupeta, Susamielli, Scartellate. A presto

Carmine D’Agostino

Un pensiero su “Le Virtù della Cucina Sannita

  • 6 Agosto 2026 in 14:02
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    Aspetto con impazienza i piatti preferiti dal mio papà: cardone e mugnatielli!!

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