La poesia sociale di Rino Gaetano è riecheggiata, forte e avvincente, nel Teatro Romano di Benevento

La musica ironica e dissacrante di Rino Gaetano ha riempito, nella serata di venerdì 4 Settembre, l’aria ed i cuori del Teatro Romano di Benevento e dei numerosissimi spettatori durante lo spettacolo organizzato dall’Accademia delle Opere, dal suo direttore Francesco Tuzio e dalla Rino Gaetano Band.
Grande successo ha riscontrato, nella serata settembrina, l’esibizione della Rino Gaetano Band, capeggiata da Alessandro Gaetano, nipote del grande cantautore italiano.
Un successo che ha consentito di riascoltare molti dei brani del cantante scomparso quasi cinquanta anni fa, ma le cui melodie hanno confermato il fascino della sua poesia sociale, della sua ironia dissacrante e del suo surrealismo, regalando, a piene mani ai presenti, una profonda empatia ed una sinergia totale alla voce degli emigranti e degli emarginati.

La serata è iniziata con la sfilata di abiti e modelli in costumi, due di loro originari della Guinea, con indumenti realizzati dalle creazioni dell’Eco-atelier di Alta Moda Sartoriale Franco Francesca, défilé che ha voluto ricordare il cantautore ed il suo amore per l’Africa, il suo interesse per i temi dell’inclusione, della immigrazione e della lotta alla corruzione, il tutto accompagnato alla musica della canzone “Metà Africa metà Europa” del musicista calabro.
A supporto della sfilata, ha collaborato l’hair stylist Gabriele del Gruppo Gaeta – Salone Jean Louis David di Benevento.
Presente il sindaco della città Clemente Mastella che ha elogiato l’iniziativa dell’Accademia delle Opere ed il lavoro di Francesco Tuzio, ricordando il suo contributo al progetto di rigenerazione urbana del Teatro San Marco che riaprirà a novembre grazie all’impegno della Teama s.r.l..”
Anche Pasquale Orlando, vicepresidente Cesvolab Irpinia Sannio, patrocinante della manifestazione, ha voluto rivelare il loro “coinvolgimento” nell’iniziativa di Tuzio ritenuta significativa nel sostenere nuove ed interessanti progettualità.

E’ poi salito sul palco Francesco Tuzio, Presidente di Accademia delle Opere, che, ringraziando i tanti presenti allo spettacolo, ha ricordato il suo impegno a dare vita a sempre nuove iniziative artistiche, rammentando che con lo spettacolo su Rino Gaetano si chiude, per quest’anno, il ciclo di rappresentazioni canore di significativo livello.
Per ultimo c’è stato la proiezione di un video attraverso cui Giorgio Verdelli, famoso regista e documentarista Rai produttore di programmi musicali, uno dei maggiori esperti di musica internazionale, ha salutato il pubblico beneventano ricordando la sua presenza in passato nel maestoso Teatro Romano cittadino, ma soprattutto ricordando l’importanza di ricordare Rino Gaetano, grazie anche alla volontà di Alessandro Gaetano nipote del grande artista calabro.
La musica e le parole di Rino Gaetano hanno poi riempito gli spazi dell’antico teatro in un concerto che non ha mai avuto il sapore di nostalgia, ma piuttosto il desiderio di condividere un pensiero, uno spirito libero e anticonformista, un’opinione che sa di modernità e di bisogno di vita vera, un amore per la vita che parte dai più umili e semplici, un concetto senza confini che va oltre ogni ipocrisia e intolleranza, un disegno di vita di cui abbiamo fortemente bisogno.

Tanti i brani eseguiti, con competenza, passione e parole fuori dagli schemi, scelti e costruiti da Gaetano in un tempo in cui ancora le ipocrisie la facevano da padrona, vedi brani come “Mio fratello è figlio unico”, oppure “Nuntereggae Più”, brano di rifiuto di politica, società e personaggi simbolo della sua epoca.
Tra i tanti brani eseguiti non possiamo non ricordare quelli che lo hanno reso più famoso, come “Berta Filava”, “Gianna”, “A mano a mano” e “Ma il cielo è sempre più blu”, quest’ultimo è un brano apparentemente allegro che nasconde una profonda e amara denuncia delle contraddizioni e delle ingiustizie della società italiana degli anni Settanta.

Grande partecipazione del numeroso pubblico presente, in tanti hanno intonato con il gruppo sul palco le canzoni presentate, in una partecipazione corale che ha ricordato come Rino Gaetano non appartiene al passato, anche se il suo passato era uno sconsolato presente, ma fa parte di un futuro che ci auguriamo possa arrivare presto, un sogno di tolleranza e rispetto reciproco che ancora manca, ma di cui abbiamo estremo bisogno.
Serata di musica e riflessione culturale e sociale in un teatro di antica vocazione artistica, un luogo che ogni volta ringiovanisce attraverso rappresentazioni ogni volta significative, come quella offerta dall’Accademia delle Opere e dal suo direttore Francesco Tuzio nella serata scorsa, momento di armonia e ricordo che ci ha consegnato tutti ad un futuro sociale ancora lontano, ma di cui abbiamo estremo bisogno.
Eusapia Tarricone

Peccato non esserci. Pia Tarricone, collega e amica carissima, sempre sulla breccia.