Manifestazione Benevento “Xcorrere la storia’, le riflessioni ‘costruttive’ di Alessandro Pepe

Conclusa l’edizione di ‘Xercorrere la storia’, tenutasi pochi giorni fa a Benevento interviene Alessandro Pepe “Referente nazionale comunicazione, marketing, promozione e sviluppo” per CNS Libertas. “Sento il dovere di esprimere il mio pensiero in merito all’edizione 2025 di ‘Xercorrere la storia’. Un pensiero che è un po’ quello che ha accomunato diverse persone che mi hanno chiamato nel corso dell’organizzazione sperando che fossi ancora parte della stessa ed alla quale ho ribadito la mia assenza per scelta personale. Infatti per scelta – afferma Pepe – ho deciso di non prendere parte all’organizzazione di quest’anno perché dopo il lancio dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di moltissimi atleti, di tanti eventi collaterali che catalizzòtantissime persone verso la provincia sannita, anziché produrre un effetto sblocco negli organizzatori e lanciarsi verso unavanzamento della proposta si è andati a marcia indietro volendo così confinare in un piccolo box una proposta sportiva-culturale di altissimo livello. Quest’anno definire l’evento nel suo complesso un flop credo sia ancora accettabile e positivo, perché siamo ben oltre ad un flop. Abbiamo assistito ad eventi collaterali portati un pò cosi alla rinfusa senza un ragionamento o programmazione; poi vedere ‘spettacoli’ patetici di attività riservate ai portatori di handicap è stata davvero un’offesa a tutte quelle persone che si sono battute per la parità e per l’ottenimento di diritti per gente che si vedeva negata anche la più semplice delle proprie necessità. Non è cosi, a parer mio, che si fa inclusione. Non si fa mettendoli su un palco così che si ottiene la parità. Ma bisogna farli interagire insieme ai normo dotati perchè quelle persone sono esattamente come tutti gli altri e nello sport, come in tutte le altre azioni quotidiane, abbiamo il diritto di ricordalo a noi stessi ed agli altri. Per cui credo che questo sia l’autorete più grave fatta dall’organizzazione tutta”. Alquanto duro dunque Pepe, presidente tra l’altro della squadra di calcio Benevento Next Gen, che continua: “Poi tutti gli eventi sono stati sovrapposti senza fare distinzione e/o senza un filo conduttore che dettasse la trama di un film. Lo scorso anno, ricordo a tutti, che la trama si è scritta quasi da sola e che bastava quest’anno passare al secondo atto. In merito al premio Stregarti mi chiedo: chi sono stati i premiati? Quale storia hanno? Quale legame hanno con il Sannio? Cosa hanno fatto per l’economia di questa provincia o per il suo ‘blasone’ o per la sua storia? La giuria da chi era composta ed in base a quale criterio ha scelto di regalare un premio cosi importante? Attendiamo risposte. Poi – continua Alessandro Pepe – abbiamo visto delle mostre: quale era il tema di quest’anno? Cosa è stato esposto ed in base a quale filone logico artistico culturale? Anche qui, chi era la commissione che ha autorizzato l’esposizione e soprattutto chi ha deciso quale artista andava premiato? Anche su questo attendiamo risposte. Ricordo che lo scorso anno decidemmo tutto ciò, scegliemmo un filo conduttore, decidemmo di nominare delle commissioni che giudicavano e che ci consigliavano chi premiare, decidemmo di mettere a corollario degli eventi intorno ai principali, e così ci fu musica, spettacoli, cultura, aggregazione. La gara – spiega Pepe – fu solo l’epilogo ad un grande evento che si era prodotto in una settimana intensa e ricca di avvenimenti”. Il presidente Pepe analizza la gara: “ho fatto sport in gioventù e quindi conosco i vari gerghi, quando è stata fatta la presentazione è stato chiaramente detto che la gara era riservata ad una élite di atleti (25 maschi e 25 donne). Lasciando stare il numero che è cambiato nel primo pomeriggio pre gara, forse l’élite non ha raggiunto il quorum, ma quando io partecipavo a gare e c’era la sezione dell’élite riservata bene. Ed infatti si incrociavano atleti olimpionici, di livello mondiale – al massimo dei continentali europei o oltre -, ma non c’era nessun atleta al di sotto di quel range. Ora, senza nulla togliere a chi ha partecipato, ma non ho visto élite. Anzi è sembrata più una ‘sgambata’ tra amici che, non avendo nulla di meglio da fare, sono passati a Benevento a farsi una corsetta per il Corso Garibaldi per poi prendersi una medaglia. Allora mi chiedo: se questo doveva essere l’epilogo, e non si voleval’affluenza degli altri anni, non era meglio riservarla alla provincia sannita che storicamente è vocazione podista? Si sarebbe ottenuto un risultato sicuramente migliore. Infine l’Arco di Traiano era indisponibile , ma sinceramente non l’ho visto ‘imbracato’, e quindi si poteva partire dall’Arco e renderla comunque suggestiva”.Occhi di Pepe sugli sponsor: “Vedere che nel giorno della corsa sia le torri che gli altri stendardi pubblicitari non sono stati ancora montati è davvero uno schiaffo alla concessione economica effettuata. Per cui attenzione! Spero per l’organizzazione che qualcuno non richieda indietro i propri soldi”. Da qui le conclusioni di Alessandro Pepe: “La mia è una critica costruttiva affinché si faccia ammenda di quanto di negativo sia stato fatto, rovinando un ‘giocattolo’ molto bello e si riparta da quanto di buono fatto lo scorso anno e si riprenda a fare seriamente una attività che attrae e molto, altrimenti se non si è capaci o si è perso quel tocco che c’era una volta si archivi e si mandi in soffitta, almeno ai nipoti si potrà raccontare che una volta c’era un evento notturno che ti immergeva in un pozzo di storia cultura e aggregazione tipicamente sannita”
