All’Università del Sannio incontro tra cosmo, biologia e fisica

Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università del Sannio ha ospitato il seminario del fisico Antonio Ereditato. Il direttore dell’Istituto di Fisica delle alte energie dell’Università di Berna, che già lo scorso anno aveva tenuto in ateneo una conferenza sulle origini dell’universo, stavolta con il supporto, in diretta streaming, del più importante genetista italiano Edoardo Boncinelli, ha raccontato l’avventura dell’Universo: dall’esplosione iniziale al costituirsi dell’architettura delle galassie, dal principio dello spaziotempo all’evoluzione dei sapiens e al sorgere della coscienza umana. 
Introdotti dal direttore del Dipartimento DST Maria Moreno, i due scienziati, tra l’altro grandi divulgatori, hanno sviluppato riflessioni che interessano in maniera interdisciplinare il campo della biologia e della fisica e non solo. “Oggi i giovani – ha detto Boncinelli – hanno possibilità immense. La scienza ha cambiato pelle. Si può parlare in termini scientifici di tutto, anche di ciò che attiene alla filosofia, alla volontà o alla coscienza”. E poi un consiglio ai numerosi studenti di biologia e geologia presenti in aula: “Esercitate il corpo ed usate il cervello senza paura di esagerare”. 
Avvincente la relazione del prof. Ereditato che ha ripercorso i temi più importanti affrontati con lo scienziato Boncinelli nel libro “Il cosmo della mente. Breve storia di come l’uomo ha creato l’Universo” (Ed. Il Saggiatore). 
Un fisico e un genetista hanno unito le forze per provare raccontare come lo sguardo dell’uomo ha dato forma all’universo. Un racconto, attraverso gli occhi della scienza, che spazia dagli istanti successivi al big bang fino allo sviluppo della vita intelligente. O ingegnosa, come la definiscono gli autori.
Dal mistero di un cervello umano troppo grande e complesso per sostenere soltanto la sua sopravvivenza all’enunciazione di una grande verità: fra tutto ciò che conosciamo, solo la nostra mente – indecifrabile congegno biologico con neuroni più numerosi delle stelle che popolano la Via Lattea – ci consente di donare una storia all’Universo in cui pensiamo e agiamo da milioni di anni; di donargli, in fondo, l’esistenza. Con noi, col nostro complesso cervello e i suoi neuroni, l’Universo si è destato dalla propria incoscienza e, almeno qui sul pianeta Terra, ha cominciato a riflettere su se stesso e a farsi raccontare dagli uomini di scienza l’affascinante storia della sua nascita e della sua lunga vita.
“Il cosmo della mente” spazia dalle distanze siderali all’infinitamente piccolo; ascolta il moto di espansione dell’Universo, il suo respiro; osserva quelle grandezze di cui solo oggi, grazie agli ultimi progressi tecnologici, iniziamo davvero ad avere contezza. 

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