Ennio Morricone in musica e parole al Teatro Romano di Benevento

Il concerto tributo con le colonne sonore di Ennio Morricone, protagonisti l’Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta da Letizia Vennarini, accompagnata dalla voce narrante di Maurizio Tomaciello e gli arrangiamenti di Luigi Gagliardi, si è tenuto, accolto da un numeroso e appassionato pubblico presente, nella serata di sabato 12 Settembre, all’interno del superbo Teatro Romano di Benevento.
Il forte eclettismo della musica di Morricone ha riempito l’area del maestoso teatro cittadino e l’uso innovativo di suoni non convenzionali, è stata capace di riportare alla mente, in tutti i presenti, ricordi ed emozioni del passato che, grazie agli orchestrali e la voce narrante, sono tornati vivi e presenti.
Area magica dunque nell’aria e nei cuori, frizzante di note che si sono inseguite tra l’allegro e il perentorio, quasi a scandire i ritmi assillanti della vita, il tutto con la voglia di raccontare con la melodia la vita quotidiana e quella sognata, un parterre fatto di suoni amici dei sentimenti e di un cuore che batte inseguendo speranze e pensieri.

Musica intermezzata da parole, racconti della vita di Morricone con la voce narrante di Maurizio Tomaciello, una voce coerente, viva e aderente al testo che è stata capace di fare da ponte tra l’autore ed il pubblico, una voce che improvvisamente è diventata quella dello stesso musicista, quasi presente sul palco a raccontare la propria vita e le sue amicizie, specie quella con Sergio Leone, suo compagno di scuola alle elementari.
Una voce fatta di parole accompagnata da una musica che ha fatto riecheggiare ricordi che credevamo perduti, ma che sono riapparsi nella mente e nel cuore grazie al timbro orchestrare sapientemente creato dalla combinazione simultanea dei diversi strumenti musicali e dall’abilità degli orchestrali.

Tanti i pezzi eseguiti dall’Orchestra, da “Per un pugno di dollari”, a “Il buono, il brutto, il cattivo”, “C’era una volta il West”, Nuovo cinema Paradiso”, “La Ballata di Sacco e Vanzetti”, “Mission” e tanti altri, fra cui canzoni di musica popolare come “Sapore di sale”, “Se telefonando”, “Il mondo” e “Abbronzatissima”, queste ultime create giocando su ripetizioni vocali o su fischi, spari, il ticchettio di un orologio, colpi di frusta, cigolii e il suono del vento, tutti elementi usati come partiture, in una profonda fusione tra musica colta e popolare.
Forte e coinvolgente la recitazione dell’attore ed ancor più forte la musica che, più che accompagnare i film, sono riuscite entrambe a entrare sotto la pelle degli ascoltatori, sfilando dall’interno di ciascuno emozioni profonde, timori, speranze e voglia di vivere.
E’ stato ricordato, inoltre dalla voce narrante, il rapporto tra Ennio Morricone e Quentin Tarantino, un sodalizio artistico intenso, caratterizzato da tensioni iniziali personali ed in seguito dall’uso di musiche antiche che hanno portato ad un premio Oscar vinto il 28 febbraio 2016 per le musiche del film The Hateful Eight diretto da Quentin Tarantino.
Morricone trattava i rumori con la stessa disciplina di un’orchestra classica, creando suspense e tensione, egli ha rivoluzionato la musica da film trasformando rumori quotidiani, suoni ambientali e oggetti insoliti in veri e proprie strumenti musicali e timbri unici.
Le luci del teatro inoltre hanno accompagnato sapientemente l’esibizione della musica e del parlato, cambiando i colori e le prospettive sull’onda delle note e delle parole.

Grandi applausi alla fine di ogni pezzo eseguito e dei brani recitati, fatti da un pubblico attento e complice di una serata di caldo abbraccio di memoria e di musica.
Eusapia Tarricone
