“Un futuro migliore”: Annibale Falato torna a Guardia Sanframondi con il suo sesto romanzo

Sabato 12 settembre, dalle ore 19:30, nel suggestivo Chiostro dei Padri Filippini del Santuario dell’Assunta di Guardia Sanframondi, sarà presentato Un futuro migliore, il nuovo romanzo di Annibale Falato, avvocato romano di origini guardiesi, giunto alla sua sesta prova narrativa.L’incontro, organizzato dalla Pro Loco Guardia Sanframondi APS, in collaborazione con l’Oratorio San Filippo Neri e il Comune di Guardia Sanframondi, rappresenterà non soltanto un’occasione per conoscere il nuovo libro dell’autore, ma anche un momento di incontro e condivisione attorno alle storie, alla memoria e al profondo legame che Falato continua a custodire con la sua terra d’origine.
A portare i saluti saranno Padre Giustino Di Santo, parroco-preposito della Basilica-Santuario dell’Assunta, Elda Chiara Del Vecchio, Assessore alla Cultura del Comune di Guardia Sanframondi, Domizio Pigna, presidente della Cooperativa Agricola Cantina La Guardiense – Janare, e Amedeo Foschini, presidente della Pro Loco Guardia Sanframondi APS. A coordinare e dialogare con l’autore sarà il giornalista Sandro Tacinelli.
Il romanzo, edito dal Gruppo Albatros Il Filo accompagna il lettore negli anni compresi tra il 1975 e il 1985, seguendo le vicende di quattro giovani, diversi per carattere, esperienze e condizioni familiari, le cui esistenze finiscono casualmente per intrecciarsi. Sono anni di profondi cambiamenti, di sogni, difficoltà e trasformazioni sociali. I protagonisti si trovano a fare i conti con un ambiente che sembra spesso voler determinare il loro destino, condizionandoli sul piano economico e culturale. Ma nessuno di loro appare disposto ad accettare passivamente la vita che gli è stata assegnata. La ricerca di un futuro migliore diventa così il cuore del romanzo: una storia ricca di avvenimenti e dialoghi, che non trascura la dimensione interiore dei personaggi e pone al centro valori, forza d’animo e la difficile capacità di scegliere, anche quando la vita sembra offrire scorciatoie più semplici.

Quella di Annibale Falato è una passione nata quasi per caso, attraverso brevi racconti e storie ispirati agli aneddoti ascoltati in famiglia e ai ricordi tramandati dalle generazioni precedenti. Da qui nasce una produzione letteraria profondamente caratterizzata da alcuni elementi ricorrenti: la memoria, le radici, la storia familiare, il territorio e le vicende realmente accadute.
Nel corso degli anni, le sue opere hanno ricevuto attenzione anche in importanti contesti letterari, tra cui il Premio Internazionale Casentino 2021, dove ha ottenuto una Segnalazione particolare della giuria. Il suo mondo narrativo, inoltre, ha anche superato i confini della pagina scritta tanto da venire coinvolto in un progetto di valorizzazione culturale e territoriale attraverso il linguaggio cinematografico, a testimonianza di come la letteratura possa diventare anche uno strumento capace di raccontare e promuovere un territorio.
Chi ha partecipato alle precedenti presentazioni di Annibale Falato sa bene che una serata con l’autore non è mai soltanto la presentazione di un libro. Nel corso degli anni si è creato un vero e proprio momento culturale nel quale il romanzo diventa il punto di partenza per raccontare aneddoti, ricordi, personaggi, episodi realmente accaduti, storia locale e vicende di vita. Le pagine di Falato, spesso ispirate a persone e storie appartenenti alla memoria collettiva, diventano così occasione per riconoscersi, ricordare e riscoprire aspetti della propria comunità.
Non mancano momenti musicali e conviviali, elementi che contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente e che sono ormai una piacevole tradizione degli incontri con l’autore.
L’appuntamento di sabato 12 settembre si annuncia dunque come un momento speciale: la presentazione di Un futuro migliore, ma anche la celebrazione del rapporto profondo tra uno scrittore e le proprie radici. Un avvocato che vive a Roma, uno scrittore arrivato al suo sesto romanzo, ma soprattutto un guardiese che continua a tornare, idealmente e concretamente, nel proprio paese, portando nelle sue pagine la memoria di una terra, delle sue famiglie, dei suoi luoghi e delle storie che meritano di essere raccontate. Perché, in fondo, ogni storia raccontata bene parla sempre, almeno un po’, anche di noi.
