Vincenzo Salemme festeggia a Benevento Città Spettacolo i suoi 50 anni di teatro con la commedia “…e fuori nevica!”

Grande affluenza di pubblico ieri sera, 26 agosto, per la rappresentazione della commedia “…e fuori nevica “ di Vincenzo Salemme, uno spettacolo che, attraverso situazioni esilaranti e momenti drammatici, ha divertito il pubblico ed ha proposto riflessioni sul senso di solitudine, sulla famiglia e la responsabilità nei confronti dei più deboli.

La commedia racconta di tre fratelli che si ritrovano nella casa materna subito dopo la morte della madre, per la lettura del testamento:
Enzo: Un musicista di mezza età, eterno immaturo, costretto a lavorare sulle navi da crociera per sbarcare il lunario.
Stefano: Il fratello “responsabile”, preciso, ansioso e depresso a causa della delusione provata quando si rende conto che la donna che intendeva sposare è in realtà una prostituta.
Cico: Il fratello minore, affetto da una grave forma di autismo e instabilità mentale . Cico vive in un mondo tutto suo, popolato da ossessioni, giochi di parole e logiche apparentemente assurde.
La madre lascia l’appartamento di famiglia in eredità ai tre fratelli, ma a una condizione vincolante: Enzo e Stefano dovranno prendersi cura di Cico. Se Cico dovesse essere ricoverato in una clinica o istituto, l’eredità andrà interamente in beneficenza.
La convivenza forzata fra i tre scatena un turbinio di incomprensioni, situazioni comiche e liti furibonde. Enzo e Stefano si scontrano continuamente sul problema di Cico e sui propri fallimenti personali. Cico, da parte sua con la sua imprevedibile follia, stravolge ogni tentativo di normalità. Quando poi, i fratelli capiscono che Cico ha provocato la morte della madre, decidono di ricoverarlo in una clinica, e cercano il modo di conservare comunque l’eredità.
Cico, però, quasi come se avesse capito le intenzioni dei fratelli, decide di fare un “gioco”, per poter restare tutti uniti, come avrebbe voluto la madre, somministra ai fratelli e a se stesso una dose massiccia di tranquillanti nel limoncello . La commedia scivola così verso un finale agro-dolce e inaspettato: una tragica soluzione “liberatoria” che unisce i tre fratelli in un destino comune, mentre fuori inizia a nevicare.

Nonostante la struttura della farsa napoletana e le risate scatenate dalle battute, “…e fuori nevica!” è un’opera profondamente malinconica che porta lo spettatore a riflettere su temi importantissimi :
La disabilità e il peso della cura: Salemme mostra le difficoltà che si incontrano nell’assistenza a un familiare con disturbi psichici. Nonostante l’amore dei fratelli, si avverte anche il senso di prigionia, la stanchezza fisica e psicologica, e l’assenza delle istituzioni che lascia le famiglie sole ad affrontare un simile problema.
La pazzia come specchio della normalità: Chi è davvero il “matto”? Cico rifiuta la realtà perché per lui è troppo dolorosa o incomprensibile. Al contrario, Enzo e Stefano, pur considerandosi sani, sono prigionieri della loro quotidianità : i soldi, il fallimento sentimentale, il bisogno di quella eredità per risolvere alcune situazioni .
L’incomunicabilità familiare: I tre fratelli parlano lingue diverse. Stefano usa la logica e la rigidità; Enzo usa la superficialità e la fuga dalla realtà ; Cico usa un codice tutto suo.E nonostante il legame di sangue non riescono a ritrovarsi sulla stessa lunghezza d’onda.
Infine : La neve che cade fuori dall’appartamento rappresenta l’isolamento della famiglia dal resto del mondo, ma rappresenta anche una coltre che copre i dolori e le miserie umane, regalando una tragica e silenziosa pace finale.
