“Alternativa per Benevento”, in una nota dice che Benevento ha la TARI più alta tra i capoluoghi d’Italia, mentre l’assessora al bilancio ,Serluca, dice che per la prima volta la TARI scende

Ancora una volta Benevento si segnala tra i capoluoghi d’Italia con la Tari più alta. Una costante negativa alla quale l’amministrazione non riesce a trovare soluzione. Del resto, come dimenticare quanto accaduto in Consiglio in occasione proprio della delibera Tari, con i continui rinvii dovuti alla documentazione incompleta e piena di errori? Una approssimazione che si paga. Anzi: che pagano i cittadini considerato quanto emerso dall’indagine condotta da Cittadinanzattiva. E sulla Tari non ci sono alibi. Non giova il solito rimando a “quelli di prima”, visto che l’Amministrazione Mastella è in carica da 7 anni. E non vale neanche invocare il dissesto, che non c’entra niente : i beneventani pagano tanto perché i costi del servizio sono troppo elevati. Ecco perché nelle prossime settimane ci dedicheremo ad un accurato esame degli oneri che l’attuale gestione dell’Asia sostiene per appalti di servizi e forniture, incarichi vari e consulenze, onde verificare se ci sono sprechi, spese inutili o operazioni clientelari.In ogni caso questa ennesima bocciatura non sorprende: sulla vicenda rifiuti il flop del sistema di potere “mastelliano” è senza appelli. A dirlo, prima ancora dei numeri, l’esito disastroso del percorso immaginato dall’Ato (altro avamposto del mastellismo) per chiudere il ciclo rifiuti nel Sannio. E considerato pure che in molti quartieri della Città il servizio di spazzamento presenta evidenti falle, sul punto l’unico risultato positivo che Benevento può vantare è quello determinato dai cittadini sulle percentuali di raccolta differenziata”

L’ASSESSORE SERLUCA RISPONDE 

 “La graduatoria Cittadinanza attiva certifica che la Tari per la prima volta scende: abbiamo invertito un trend storico e proseguiremo su questa strada virtuosa in futuro”, così l’assessore al Bilancio Serluca dopo la pubblicazione del report di Cittadinanzattiva. 

 “Purtroppo scontiamo ritardi storici sull’impiantistica, eredità del passato. Per l’indifferenziata, con il fermo dello stir di Casalduni, bisogna arrivare a Tufino, nel Napoletano: la distanza chilometrica incide sui costi. Mancano pure gli impianti per lavorare il rifiuto differenziato. L’Amministrazione Mastella per prima ha lavorato su questo cruciale versante  Con l’impianto per lavorare il multimateriale di contrada Olivola, finanziato con i fondi del Pnrr e per cui abbiamo già aggiudicato i lavori e l’applicazione della cosiddetta tariffa puntuale, potremo far scendere ulteriormente il costo della tassa rifiuti”, prosegue Serluca.

“I pasticci sono stati cucinati in passato da chi ha deteriorato tanto le finanze dell’Ente da costringerci alla dichiarazione di dissesto. Lì e in altre epoche amministrative vanno ricercate le responsabilità politiche…”.

 

L’assessora ha dimenticato, però, di aver detto, nell’autunno del 2016, pochi mesi dopo l’insediamento della prima amministrazione Mastella, e pochi mesi prima la dichiarazione del dissesto da parte del Consilgio comunale, che il dissesto si poteva evitare.
Giuseppe Di Gioia

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