Per ricordare Vittorio De Nigris

EPSON MFP image

Nascere vivere morire! Non si chiude mai l’impresa dell’essere, non si esaurisce mai il progetto di amore e di vita incarnato in un singolare spazio-tempo della storia degli uomini. La morte è qualcosa di grande, di sublime per l’infinito mistero che svela: non è l’annientamento dell’identità umana, è l’ingresso nella Vita divina, nella misura dell’Eterno Amore. Ecco perché parteciperò, non con cupa tristezza, alla celebrazione del trigesimo del mio amico Vittorio De Nigris nella Chiesa di San Donato, a mezza strada tra il Duomo di Benevento e la Basilica della Madonna delle Grazie. Ci sarò, lo spero vivamente, per invocare su di lui ancora, insieme ai suoi familiari, ai parenti, agli amici, la Misericordia della Vergine Madre e per vivere, in suffragio, l’Eucaristia di Cristo Gesù. 
Vittorio è stato un protagonista della vicenda civile di Benevento e del Sannio. Nel suo ruolo autorevole di competenza e di servizio, alla presidenza della Camera di Commercio e nel Consiglio di Amministrazione del Banco di Napoli e, prima, alla guida dell’Unione Industriali; ha dato impulsi intelligenti e vigorosi all’organizzazione dei processi sociali ed economici e all’intensificazione finanziaria del nostro territorio e della Campania. Con la promozione di molteplici iniziative, dalla metà degli anni settanta agli inizi degli anni novanta, il Presidente De Nigris ha concorso a potenziare il sistema dei servizi alle imprese nei settori interattivi del Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e dell’Agricoltura e a suscitare e valorizzare le risorse presenti negli scenari produttivi della nostra realtà provinciale.
Già da ragazzo, Vittorio aveva vissuto, e anche sofferto, nell’ambiente imprenditoriale: la “Fabbrica di fiammiferi” fondata dal nonno Giuseppe e dal 1947 governata, dopo la prematura scomparsa del papà Arturo, dalla madre intrepida e forte. Nella prova dolorosa è la sapienza materna a prendere per mano il cammino di Vittorio e dei fratelli Peppino e Roberto nella via della vita, ad affrontare coraggiosamente le difficoltà e le asprezze dell’esistere, a ispirare le ragioni e le scelte di vita, a dare un’impronta di pensosa serietà al carattere del figlio. Aperto all’ascolto delle ragioni degli altri, disponibile e saggio, lontano dalla virulenza linguistica e dagli accenti esacerbati ed irosi, ha mantenuto sempre un equilibrio invidiabile, senza cedere alla facile tentazione del giudizio, del pettegolezzo, della condanna. Nella sua sensibilità di apertura alle relazioni, non poteva sottrarsi all’impegno politico, che è analisi delle concrete esigenze della comunità, proposta di soluzione dei problemi e assunzione di responsabilità nella partecipazione alla vita della città. Nella viva dialettica della Democrazia Cristiana, agli inizi degli anni settanta, si colloca nell’area,  guidata da Ciriaco De Mita, della Sinistra di base, che a Benevento si andava organizzando con la leadership del giovanissimo Clemente Mastella eletto nel 1976 alla Camera dei Deputati. Vittorio parteciperà anche alla vicenda amministrativa e sarà eletto nel Consiglio Comunale della Città.
Tuttavia è nella Famiglia che si vivono, in modo assoluto e profondo, con il criterio interiore e relazionale dell’Amore, le prospettive e le contraddizioni del vivere, l’esperienza degli affetti più intimi, i propositi e le aspirazioni ed anche le preoccupazioni per il futuro dei figli, dei nipoti. Con la sua sposa Tina, che pure aveva sofferto da bambina la privazione del proprio papà, costituisce nel giovanile patto d’amore una solida “comunità di vita” aperta al dono dei figli amatissimi Stefania, Arturo, Bruno. Vittorio era anche felice di aver voluto per trent’anni nella intimità familiare la presenza affettuosa della madre di Tina circondandola con vivo affetto filiale. E poi la gioia di essere nonno! A questa cara e preziosa eredità di vita, che Vittorio ha lasciato sulla terra, è legata ora la cura amorosa della sua preghiera e dei desideri celesti. Egli ha vissuto una spiritualità aperta alla religiosità e coltivata con il ricorso fiducioso alla frequentazione della Liturgia Eucaristica. Con Vittorio ho vissuto per alcuni anni anche la partecipazione dei Cavalieri del Santo Sepolcro alle grandi Solennità presiedute dall’Arcivescovo di Benevento. Negli ultimi tempi, in un pellegrinaggio a Lourdes, Vittorio e Tina hanno pregato e venerato la Vergine Madre, l’Immacolata Concezione, affidandosi alla Maternità Divina di amore e di dolore che conforta e che salva. Credo che nel salutare Vittorio De Nigris, che ha compiuto con coerenza di vita la sua testimonianza nella nostra storia sempre più complicata, difficile e inquieta, possiamo esprimergli i sentimenti di gratitudine e di riconoscenza e onorarlo e benedirlo, augurandogli l’eterna gioia nel Regno dei Cieli.
Davide Nava

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.