Gabriele Lavia, ricevuto il premio “Gregoretti”, recita Leopardi

Renato Giordano, direttore della rassegna, colloquia con Gabriele Lavia

Gabriele Lavia ha ottenuto il prestigioso riconoscimento che, da quest’anno, sarà conferito ad un personaggio del teatro, per ricordare la figura del tanto amato Ugo Gregoretti, che fondò, ben 40 anni fa, questa importante manifestazione teatrale, chiamandola “Benevento, Città Spettacolo”. Il premio aiuterà sicuramente a non disperdere quel grande patrimonio culturale che il Maestro ci ha lasciato, quale cittadino onorario di Benevento e di Pontelandolfo. Anche le parole del figlio Pippo ci hanno lusingato, perché ci ha parlato delle sue estati da bambino, trascorse  scorrazzando liberamente per la città, mentre la sorella, Orsetta Gregoretti, ha voluto ringraziare tutti per l’affetto dimostrato in occasione della recente scomparsa del padre.
Il premio, ideato dal M° Mimmo Palladino, un artista tra i migliori del Pianeta,  rappresenta un cavallo, che porta in groppa il sole, una scultura particolarmente bella che ha riempito di gioia Gabriele Lavia, che l’ha ricevuta dopo il suo debutto quarant’anni fa a Benevento, nella interpretazione di “Ivan, il terribile”, la storia di un condominio dell’URSS, dove nascono e si sviluppano equivoci ironici e polemici. Scritta daMichail Bulgakov, ne fu tratto ancheunfilmsovieticodel 1973diretto da Leonid Gajdaj, trasmesso in italiano dalla Rai, nei primi anni ottanta, racconta la storia di un giovane inventore, Aleksandr “Šurik” Timofeev,  che costruisce una macchina del tempo nel proprio appartamento. Egli la aziona proprio mentre sta entrando l’amministratore del condominio Ivan Vasil’evič Bunša, trascinando quest’ultimo all’epoca di Ivan il Terribile, cui Bunša somiglia moltissimo, mentre lo zar, dal passato, finisce a dover affrontare le insidie del mondo moderno. L’inventore, a sua volta, deve gestire Ivan il Terribile e rimettere a posto la situazione che continua a sfuggirgli di mano. 
Lavia, a suo tempo interpretò la commedia, con la regia appunto del M° Gregoretti, proprio nel 1978 e da allora la sua carriera ha avuto un continuo successo, sia come attore che regista. Nella motivazione per la concessione del premio alla carriera, la giuria ha sottolineato le doti maturate nella regia teatrale, sottolineando la grande cura che ha sempre avuto per le scene, particolarmente monumentali, mentre quale attore è stato incredibile ed eccezionale, regalando sempre profonde emozioni.
Alla premiazione ha fatto seguito la performance intitolata :”Lavia dice Leopardi” e con essa è stata subito confermata la fondatezza di quella motivazione, considerando le forti emozioni che ha saputo trasmettere con la libera interpretazione dei sonetti lirici di Giacomo Leopardi. In realtà dopo aver ascoltato il commento del “l sabato del villaggio”, sviscerato in ogni suo recondito aspetto, ho sperato che si insegnasse così la letteratura ai nostri ragazzi nelle scuole. In fondo un sedicenne cosa ne sa della donzelletta, del falegname, dell’ipotetico suicida che sarà sepolto all’alba della domenica? La recitazione usata da Lavia farebbe amare la poesia ai nostri ragazzi, avvicinandoli anche alle profonde tematiche, in essa trattata, quali ad esempio della vita e della morte, come nel caso di Leopardi. La sua poesia è di grande attualità perché al di là del profondo pessimismo che la pervade, essa ci induce a riflettere su quello che è “Il senso dell’essenza” e dunque della nostra vita. 
Maria Varricchio

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