Quando la balneazione era vietata per “serbare la decenza”

Cari amici, si è soliti ripetere che i tempi cambiano e che con i tempi anche le abitudini e i costumi degli uomini subiscono delle modifiche.
Non sempre però ciò è vero; infatti, scartabellando come è mio solito tra le carte raccolte dai miei antenati, questa volta ho trovato una norma emanata nella nostra città il 25 giugno 1825 dalle autorità pontificie che regolamentava la disciplina balneare lungo i fiumi Sabato e Calore.
Severe pene (arresto e battitura sul cavalletto) erano previste per coloro che volendo refrigerarsi si fossero esposti in luogo pubblico non coprendosi “in modo da serbare la decenza”.
Il Gonfaloniere della città aveva reso pubblico un Avviso per indicare i luoghi dove uomini e donne potevano bagnarsi separatamente “onde evitare occasione di scandalo”.
Assolutamente vietata era la balneazione nei pressi di ponti e strade. Almeno quest’usanza viene rispettata anche ai nostri giorni. Infatti, girellando quest’estate lungo le sponde dei nostri fiumi ho trovato dei cartelli che recavano scritto “balneazione vietata”.
Mi sorge però un dubbio. Il moderno divieto è stato posto per salvaguardare la pubblica decenza o la salute?

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