Quando il Carnevale era una cosa seria…

Cari amici, questa volta scartabellando tra i polverosi volumi raccolti dalla mia famiglia, ho trovato un documento che risale al 1826 e che il mio antenato di quel tempo ha voluto conservare.
Si tratta di una serie di norme emanate dall’Autorità politica di Benevento per i festeggiamenti del Carnevale e per i giorni 28 gennaio, 4 e 6 febbraio di quell’anno.
Tra le disposizioni di detto regolamento si legge: “Chi vuole entrare mascherato in Teatro, dovrà farsi segretamente riconoscere dall’incaricato di Polizia; l’ingresso non è permesso a chi non porta almeno segno di maschera”.
Il mio antenato, che era un giocherellone, si presentò a Teatro travestito da maiale scatenando un grosso caso per il preposto al servizio d’ordine, il quale alla fine, non sapendo che pesci pigliare, permise l’ingresso in platea anche all’irsuto ospite.
A quei tempi, anche se con regole severe, il Carnevale rappresentava comunque un momento di aggregazione sociale di cui tenevano conto le Autorità. Oggi, invece, stando alle notizie che mi sono giunte lo scorso inverno, pare che questa festa non significhi più molto per numerosi amministratori della nostra provincia. Ed è un vero peccato!

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