L’autore casertano Giuseppe Russo sbarca in Irpinia con la sua “storia diversa”

Dopo i ripetuti successi della sua trilogia “I Caduti di Pietra”, giunta alla seconda edizione del secondo volume “La guerra dimenticata”, Giuseppe Russo, giornalista, ricercatore indipendente e scrittore casertano, torna a divulgare la sua interessantissima storia dei monumenti deturpati in Campania, e in Italia, durante la Seconda guerra mondiale. La sua particolare prospettiva di analisi del tremendo periodo bellico, sdoganata con enorme successo in numerose città italiane tra cui Ferrara, Roma, Cassino, Lagonegro, Napoli, Benevento o Padova, ospite in luoghi d’eccezione come la Scuola Militare Nunziatella di Napoli o il QGI di Giugliano-Lago Patria (NATO), sbarcata anche in radio e televisione, attenzionata da magazines e quotidiani nazionali, il prossimo 13 luglio, nello storico Circolo della Stampa, raggiungerà finalmente anche Avellino, altra vittima illustre dei tremendi bombardamenti angloamericani che sconquassarono tutto il territorio campano.
La nuova edizione de “La Guerra Dimenticata”, cresciuta fino a toccare le 500 pagine, contiene nuove preziosissime foto storiche (108 immagini), nuove mappe e patrocini, per coinvolgere i lettori con sconosciuti episodi riguardanti l’onerosa battaglia che i nostri beni culturali, le nostre tradizioni, le nostre piazze ed i nostri paesaggi furono costretti a subire durante i duri anni della seconda grande guerra. Oltre ai bombardamenti degli angloamericani, che in Campania colpirono tragicamente regge, teatri, scavi archeologici, chiese, stadi, palazzi nobiliari, attività commerciali, industrie e caffè storici, il testo sviscera le ritorsioni naziste e la successiva occupazione alleata, dopo gli sbarchi in Sicilia e a Salerno, che arrecarono una devastazione tale da far cambiare il corso della nostra storia, soprattutto nel già martoriato sud Italia e anche nella bella città di Avellino sulla quale l’autore si sofferma per ricordare la distruzione di luoghi e imprese storiche del capoluogo irpino, preparando pure i lettori al terzo volume nel quale svelerà nuovi particolari sulla città di Maria de Cardona, feudo dei Caracciolo, nonché fondamentale centro di passaggio per i commerci borbonici tra Campania e Puglia. L’autore, con le sue ricerche, ha da tempo cambiato la prospettiva d’analisi della Seconda guerra mondiale raccontando gli eventi reali attraverso le tragedie subite tanto dagli esseri umani quanto dalle abitudini locali espresse proprio dagli innumerevoli tesori del Bel Paese. Raccontando di stadi, chiese, statue di santi, piazze, botteghe e capannoni industriali, oltre che di mirabolanti regge, maestose cattedrali e altri importanti palazzi storici italiani, i lettori vengono letteralmente immersi nella realtà di un brutale conflitto che, spesso, risulta argomento ostico perfino per gli studenti più volenterosi. Il merito di Giuseppe Russo, però, è proprio l’aver reso questo ricordo fruibile da tutti grazie a curiosi episodi sportivi, a piccole liti familiari, a leggende che accompagnano il filo del discorso principale nel quale si dipana, tragicamente, la sequenza di attacchi aerei, stragi naziste e occupazioni alleate. 
Ad Avellino, però, l’autore riserva anche un momento di anteprima fondamentale della sua prossima stagione editoriale e giornalistica. Al Circolo della Stampa, che lo accoglierà anche quale membro della famiglia dei giornalisti dell’OdG della Campania, con la precisa moderazione di Gianni Colucci, redattore de Il Mattino e responsabile OdG per l’area irpina, è riservato l’annuncio dell’imminente pubblicazione della sua nuova serie a fumetti, nonché dei prossimi progetti multidisciplinari che coinvolgeranno la Campania tutta, inclusa la provincia di Avellino, in collaborazione con diversi professionisti del settore tra cui la giornalista e artista Jenny Capozzi. Un appuntamento da non perdere per poter entrare in contatto con una storia avvincente del nostro passato, raccontata magistralmente con immagini, video ed episodi particolari, resa viva e distante da quella presunta aurea di noia che a volte rende cupo il racconto storico. 
Per chi volesse saperne di più, è possibile consultare il sito internet www.icadutidipietra.com, dove sono presenti tutte le informazioni sui volumi già pubblicati, sull’autore e sulle presentazioni che, finora, hanno permesso a questa storia di diffondersi e trasformarsi perfino in una mostra itinerante che a breve diverrà permanente in alcuni musei della regione.

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