Responsabile di atti intimidatori: la Procura ne dispone la custodia cautelare ai domiciliari

Nella mattinata odierna, all’esito di un’indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Benevento, nei confronti di un soggetto originario di Morcone perché gravemente indiziato per i reati di incendio, danneggiamento, porto in luogo pubblico di arma da fuoco e turbativa d’asta. 
Le attività d’indagine, avviate nel mese di agosto  2017 e, traggono origine da vari attentati incendiari avvenuti rispettivamente il 1.8.2017, il 26.8.2017 e il giorno 11.12.2017 nei comuni di Pontelandolfo e Campolattaro, che cagionavano la distruzione dei mezzi meccanici (due escavatori e un autocarro) di proprietà di una impresa edile di un  imprenditore  di Morcone. Il successivo 16.2.2018, il titolare dell’impresa edile rimaneva vittima di altro attentato, poiché ignoti esplodevano dei colpi di fucile attingendo la sua auto parcheggiata nei pressi degli uffici della ditta in Pontelandolfo.
L’attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Benevento, ha consentito ai carabinieri di individuare la matrice unitaria degli attentati: infatti nel corso delle investigazioni emergeva  in modo chiaro dalle attività tecniche che l’indagato non aveva mai superato lo smacco di aver perso la propria abitazione, aggiudicata all’asta all’imprenditore, vittima dei successivi reati, che dapprima gli aveva concesso un prestito, e che, a seguito delle difficoltà a rientrare del prestito, aveva proceduto giudizialmente con atti di precetto e decreti ingiuntivi. 
Si deve rimarcare la gravità dei fatti poiché in uno degli incendi veniva dato alle fiamme un autocarro posizionato tra altri mezzi all’interno di un capannone chiuso con possibilità, quindi, di determinare un fuoco di notevoli e devastanti proporzioni tale da provocare un disastro; inoltre, appena un paio di settimane dopo la perdita della casa all’asta, l’indagato commissionava un attentato in cui veniva colpita con colpi di fucile l’auto della vittima. 
Inoltre nel corso delle indagini si accertava che l’indagato a causa delle difficoltà economiche, veniva sottoposto ad altra procedura esecutiva presso il Tribunale di Benevento e, in tale occasione, perdeva l’opificio industriale sito in Morcone appartenente ad una azienda a lui riconducibile. L’attività investigativa svolta dagli inquirenti, tuttavia consentiva di appurare che dominus della società che si era aggiudicato l’opificio predetto all’asta era lo stesso indagato che, non potendo partecipare alla predetta gara, si era spogliato della titolarità dell’azienda ed aveva ceduto le sue quote al padre ed un persona  a lui vicina, cosi turbando la regolarità dell’incanto. 

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