Mastella canta vittoria senza esibire sondaggi, ma la paura lo fa straparlare, obietta Luigi Diego Perifano

 Mastella è molto abile nel fare credere che lui vincerà al primo turno. Lo ha detto anche nel comizio di domenica scorsa. Ma non ha pubblicato uno straccio di sondaggio, fatto di numeri, perché, se avesse reso noto un qualche sondaggio avrebbe dovuto citare anche l’agenzia che lo ha effettuato. La mattina del 16 settembre gli ha offerto una sponda Il Mattino nel pubblicare l’euforia con cui dice di essere molto avanti, confortato, non dai sondaggi, perché, ripetiamo, se ne avesse qualcuno in suo favore lo avrebbe pubblicato,  ma dall’aria che respirerebbe  in città in suo favore .
Più euforico di lui, sullo stesso giornale che evidentemente lo ha consultato,  si è dimostrato Fulvio Martusciello, colui che l’anno scorso, venuto qui a coordinare la campagna elettorale di Forza Italia per le regionali,  era arrivato, nella misura in cui perdeva pezzi a vantaggio di Mastella,  addirittura minacciare di querela Mauro De Ieso, per il modo come il sindaco di Pago Veiano  aveva posto in evidenza il trasformismo della forzista  Annarita Russo, nei suoi comunicati diffusi nella qualità di dirigente di Noi Campani.  Martusciello era arrivato anche  a  denunciare il fatto che Mastella aveva nella sua maggioranza Nanni Russo, un ex di Forza Italia, che non deponeva bene per il decoro del Consiglio comunale, in considerazione del tipo di rapportI, emerso dalle intercettazioni telefoniche,  che questo consigliere aveva con Corrado Sparandeo, capo dell’omonimo clan. Oggi, Nanni Russo è capolista di Benevento Bellissima, la lista promossa dalla moglie di Mastella.

Addirittura Martusciello ha rivolto l’appello che segue alle persone candidate nelle liste collegate a Rosetta De Stasio: “Votate per Mastella, chiudiamo subito la partita e potremo ritrovarci al tavolo per un nuovo progetto politico”. Ma questo appello non dimostra per caso che Mastella bluffa quando afferma di essere al di sopra del 50%? Purtroppo, però, bisogna constatare con amarezza che persone che fanno appelli di quel tipo siedono al Parlamento di Strasburgo.
La lista di Forza Italia, denominata Forza Benevento, con il simbolo che non riporta il nome di Berlusconi,  né il collegamento esplicito con Mastella, aveva infatti la pretesa di non esporre la faccia del partito nello schierarsi con il sindaco uscente, in considerazione dello scontro, tra forzisti e Mastella, sfociato nella rimozione , il primo di agosto 2020, di Antonio Reale da assessore all’Ambiente.
Ma questi sono fatti che possono succedere con la caduta delle ideologie, nella Seconda Repubblica. E proprio in considerazione della caduta delle ideologie, accade che i sondaggi esercitino una certa influenza su quei cittadini disposti a saltare sul carro del vincitore, un esercizio al quale Mastella, proprio nella Seconda Repubblica, si  è molto allenato.
Pur in assenza di sondaggi, però, Mastella sta tentando di creare, sul piano psicologico, questo clima in suo favore. Dopo le passerelle, nelle manifestazioni di Città Spettacolo e nei luoghi di culti, senza far mancare la sua  presenza ovunque si presenti una qualche possibilità,  la mattina dell’apertura dell’anno scolastico 2021-2022, ha fatto visita anche nelle scuole. 

E non manca neanche di sbandierare le molte (secondo lui) cose fatte, consistenti nella distribuzione di mascherine affidata ai comitati di quartiere, quelle associazioni di cittadini che lui ha disconosciuto; nell’aver distribuito ventilatori all’azienda ospedaliera “San Pio”, nell’aver affisso striscioni davanti ai due nosocomi cittadini per manifestare gratitudine al personale medico e paramedico in ordine all’abnegazione dimostrata rispetto alla pandemia; nell’aver distribuito qualche migliaio di saturimetri; nell’aver fatto illuminare i monumenti, cosa che Acea, socio di maggioranza della Gesesa, ha fatto con piacere, anche perché il costo è gravato sulle salate bollette idriche che pagano i cittadini, mentre la società romana ha messo le radici su Benevento, tant’è che il sindaco non ha indetto il referendum, richiesto da tremila cittadini, per liberare l’acqua dal profitto dei privati; nell’aver detto che tra dicembre e gennaio prossimi sarà aperto il Teatro Comunale, i cui lavori di ristrutturazione non possono essere ascritti a suo merito, anche perché, nel 2013, quando la moglie in Consiglio regionale era nella maggioranza di centro destra non ha sollecitato, ammesso che ne conoscesse l’esistenza, l’erogazione del contributo richiesto da quelli che c’erano prima a Palazzo Mosti all’allora governatore Caldoro per rendere agibile il teatro (i lavori sono stati avviati quest’anno dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, grazie al contributo di un milione di euro  che l’allora sottosegretario Del Basso De Caro ha fatto concedere, nell’agosto 2016, dal MIT al MIBACT); nell’aver reso gratuito il servizio di mensa scolastica alle famiglie che non superassero un reddito ISEE di 21.000 euro, ma solo nel quinto anno del suo mandato, quello in cui si vota, e non invece nei quattro anni precedenti.
Ha rivendicato di aver salvato il servizio di trasporto pubblico per averlo affidato alla gestione di un privato, ma non ha fatto nulla per salvare l’AMTS dopo che nell’agosto 2016 la Corte di Appello di Napoli aveva ribaltato la sentenza, in primo grado, di fallimento di tale azienda, un fallimento scaturito dal fatto che l’amministrazione di centro destra (2001-2006), di cui facevano parte Luigi De Minico e Mario Pasquariello, uomini della sua maggioranza, aveva convertito un project financing in appalto con una associazione temporanea di imprese, per la costruzione del parcheggio di Porta Rufina. Mastella non si è neanche costituito parte civile,  contro il ricorso, avverso la sentenza della Corte di Appello, presentato in Cassazione, ricorso che comunque la Suprema Corte ha respinto, salvo poi ad accogliere un secondo ricorso dei liquidatori, sostenendo che un creditore non può accettare di essere pagato alle condizioni poste dal debitore.
Nel 2016, Mastella aveva detto che avrebbe aperto il centro di cottura comune per far gestire la mensa direttamente dal Comune; aveva detto che avrebbe istituito la badante di prossimità ed anche una specie di reddito di cittadinanza, salvo poi a criticare quello varato dal governo gialloverde; aveva denunciato il degrado dell’arredo urbano, salvo poi a far cresce erbacce ovunque e sotto gli angoli dei marciapiedi, anche nel centro storico, cui sta ponendo rimedio in questi giorni di campagna elettorale.

Nel corso del suo mandato ha detto che avrebbe fatto piantare 300.000 alberi per combattere rumori e inquinamento, anche a polveri sottili. Abbiamo visto poi che, con la delibera n. 4/2020, sospesa successivamente in autotutela, voleva abbattere i 352 pini che fiancheggiano viale degli Atlantici, via Pacevecchia e via Fratelli Rosselli. Pare che ora si dovrebbero tagliare, dopo le denunce con cui associazioni costituitesi a difesa dei pini hanno sollecitato l’intervento della Procura della Repubblica, non si sa bene se i 24 esemplari considerati pericolanti dalla perizia di Giuseppe Cardiello, il consulente del Comune, o i 16, secondo quanto hanno potuto rilevare i CTU della Procura.
Ma abbiamo saputo, da una denuncia di Luigi Diego Perifano, candidato sindaco di Alternativa per Benevento, che il Comune non ha trasmesso la perizia dei predetti CTU alla Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio perché questa Soprintendenza potesse avere i necessari elementi per esprimere una propria valutazione, data rilevanza che il taglio dei pini ha sulla pubblica opinione. 
Va dicendo soltanto che grazie alla sua notorietà di politico di alto livello (viva la modestia), Benevento da che era un paesone, come l’avrebbe trovata lui quando è arrivato a Palazzo Mosti, ora è diventata una città, conosciuta in tutta Italia.
Come parametri, che avrebbero fatto assurgere Benevento a dignità di città, ha citato il BCT, Città Spettacolo e Premio Strega, eventi, questi, lo ripetiamo ancora una volta, non riconducibili alla sua iniziativa, perché il BCT (Benevento Cinema e Televisione) appartiene all’idea di un privato; Città Spettacolo, nata da una felice intuizione di Ugo Gregoretti nel 1980, è stata ridotta, da rassegna teatrale assurta alla cronaca nazionale, a sagra paesana da lui; il Premio Strega è stato portato a Benevento nel 2008 con la presentazione dei 12 concorrenti, da quelli che c’erano prima e non da lui.
Diciamo che si parla di Benevento in Italia, da quando, mentre Mastella era sindaco, la squadra di calcio ha avuto due promozioni in seria A e ha disputato tre campionati di serie B, la serie in cui si trova tuttora. 
Si sta guardando bene però, il  sindaco, dal parlare del dissesto finanziario del Comune, che lui ha fatto dichiarare l’11 gennaio 2017 da Consiglio Comunale, da quando l’0rganismo Straordinario di Liquidazione ha accertato debiti di 26,900 milioni e non 142.000 come lui aveva fatto credere alla città. Questo ha   determinato un danno per i creditori, la impossibilità di contrarre mutui per programmare politiche di sviluppo e l’applicazione delle più alte tariffe per i servizi fruiti dai cittadini. Non a caso a Benevento si paga la tari più alta d’Italia.
Mastella va ancora dicendo che con una telefonata avrebbe recuperato la disponibilità di un finanziamento regionale, che stava per essere perduto, di una diecina di milioni da utilizzare per la realizzazione del depuratore. Ma non ha detto che, per effetto del dichiarato dissesto, non avrebbe potuto integrare  con fondi comunali, previa contrazione di mutuo, quel finanziamento. E non ha detto neanche che, ammesso che quel finanziamento sia stato recuperato da una telefonata, solo lui poteva attivarsi in tal senso, dal momento che quelli di prima non c’erano più da un anno.
La stessa cosa vale per la Spina Verde di cui ha denunciato l’abbandono. Ma se la Spina Verde è stata inaugurata nella campagna elettorale del 2016 da quelli che c’erano prima, perché allora erano terminati i lavori, è naturale che soltanto lui, subentrato  alla guida della città, doveva prendersi cura della Spina Verde, evitando che venisse vandalizzata.
Sul depuratore, poi, non ha detto che, per aver accumulato ritardi, si è fatta commissariare la procedura. Ha detto soltanto di averne individuato, presso la ex stazione di Vitulano, la realizzazione. Poiché molto lavoro era stato già fatto in funzione del  depuratore, se ci fossero stati quelli di prima, potendo accendere mutui, in assenza del dissesto finanziario, la realizzazione della struttura sarebbe già in via di ultimazione. 
Questo signore ha erogato al rione Libertà, al rione Ferrovia e al  centro storico, acqua al tetracloroetilene, al di sopra del limite di contaminazione, anche se al di sotto del limite di potabilità. Anzi, nel mese di marzo dell’anno in corso, è stato superato anche il limite di potabilità.
Mastella, sul Mattino, data per scontata la sua vittoria senza pubblicare uno straccio di sondaggio, ha detto  che Perifano arriva sempre secondo, aggiungendo addirittura, con il fine di dividere i suoi competitori, che potrebbe essere scavalcato da qualche altro candidato sindaco.
Ma “la paura fa straparlare”, ha replicato Perifano con la nota che segue. 
“L’ho detto, e purtroppo mi tocca ripeterlo: ogni volta che Mastella interviene abbassa il livello del dibattito politico. Non riuscendo a concentrarsi sui temi amministrativi si lascia andare ai soliti attacchi personali senza né capo e né coda. Avrò pure perso un’elezione in vita mia: vero, è capitato una sola volta con Pasquale Viespoli. Ma vogliamo mettere la statura politica di Viespoli con quella dell’attuale Sindaco? Pensasse piuttosto Mastella alle sconfitte che ha collezionato lui nei confronti diretti: era candidato nel centro destra e perse con il giudice Michele Abbate; cambiò bandiera, si candidò nel centro sinistra, e perse lo stesso con l’avv. Antonio Barbieri. Insomma non mi pare il più indicato a salire in cattedra. Vorrei poi ricordargli, siccome torna sull’argomento, che la mia esperienza alla Samte risale ad oltre dieci anni fa. Guidai la partecipata per soli dieci mesi fra il 2010 e il 2011. Due bilanci chiusi in attivo e l’orgoglio di aver organizzato da zero gli uffici della società. Quando vuole confrontarsi pubblicamente sul tema del ciclo dei rifiuti io sono ovviamente a sua disposizione. Ma mi sa che oltre qualche comunicato stampa non riesce ad andare”.
Mastella ora sta girando i rioni. Chissà, se, come la volta scorsa, busserà al citofono di qualche signora per farsi invitare a prendere il caffè. Ma se lo farà, non avrà l’effetto della volta scorsa.
Giuseppe Di Gioia

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