Il “tesoro” di Santa Sofia

Cari amici, questa volta voglio rivelarvi il nascondiglio di un favoloso tesoro che dovrebbe trovarsi ancora nella nostra città.
Testimone, infatti, della sepoltura di un ingente quantitativo di oro fu proprio un mio antenato del diciassettesimo secolo.
Tutta la Penisola italica in quel periodo viveva nel terrore di invasioni e saccheggi, così alcuni monaci del convento di Santa Sofia decisero di raccogliere e nascondere in luogo sicuro calici ed altri oggetti d’oro.
Il mio avo scorrazzava quel giorno nei pressi del chiostro e volle annotare sul suo diario il punto esatto del nascondiglio.
A noi cinghiali i tesori non hanno fatto mai gola, perciò ho deciso di rivelarvi gli appunti che ho trovato negli annali della mia famiglia.
Partendo dal pozzo che si trova nel chiostro di Santa Sofia contate “decem pedes versus occidentem” e scavate in profondità fino a trovare una grossa lastra di pietra. Sollevate la lastra, scavate ancora e vi apparirà il cofano che i monaci vi hanno seppellito.
Buona fortuna… e ricordatevi di inviarmi qualche ghianda di ringraziamento.

 

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