Dopo Francesca Marini, Gino Rivieccio chiude la stagione teatrale al “Modernissimo” di Telese

Gino Rivieccio

Al “Modernissimo” di Telese Terme si concluderà il prossimo 05 aprile la Rassegna Teatrale 2018-2019, che ci ha tenuto compagnia dal mese di novembre 2018, con lo spettacolo  di Gino Rivieccio in “Cavalli di ritorno 2.0” La commedia è stata  scritta da  Riccardo Cassini, Gustavo Verde e Gianni Puca, con la collaborazione dello stesso Rivieccio, che ne è protagonista e regista. E’ il secondo spettacolo di una fortunata serie, già ampiamente apprezzato dalla critica e dal pubblico, che prende spunto dagli avvenimenti odierni e ne trae un mix assolutamente divertente. Insieme a Rivieccio troveremo Rosario Minervini e Paola Bocchetti, con la direzione artistica di Enzo Liquori.
La vicenda nasce dal furto di identità, realizzato da un delinquente che si impossessa dei dati personali del protagonista e lo costringe a soggiacere alla sua volontà…Un nuovo pericolo, questo del web, che si affaccia nella nostra vita quotidiana…
Il penultimo spettacolo della rassegna è stato ricco di musica e di canzoni, tutto rivolto al femminile perché la protagonista, Francesca Marini, ha voluto omaggiare la città di Napoli, con le rispettive immagini sullo schermo, che sono cambiate ad ogni canzone. 
Sulla scena  era stato collocato uno specchio con la seduta ed un attaccapanni, dove, due boa rossi ed uno bianco, facevano bella mostra di sé. Ci ha voluto dedicare così: ”Te voglio bene”, “Voce ‘e notte”, in cui Nicolardi cantò il suo amore per Anna Rossi,  “Era de’ Maggio”, scritta da Salvatore di Giacomo, che fu costretto ad iniziare i suoi studi di medicina, ma svenne alla prima autopsia e così, per nostra  fortuna, dice Francesca Marini, cominciò a scrivere canzoni. Non potevano mancare “’A tazzulella e’ café”, “Ninì Tirabusciò” , ”Tu ca’ nun chiagn” a tante altre ancora.
Il pubblico è esploso quando ha cantato “’O surdat ‘nnammurat”,  in cui lapidaria è  la frase :”U’ prim e l’ultim sarrai p’ me’” , dunque la promessa di un amore eterno. Per interpretare ”Chesta e’ Napul ‘e na vota”, sullo schermo le immagini di inizio secolo, A seguire, poi, “Indifferentemente”, “Tammurriata nera”, che la Marini ha eseguita con l’ausilio  delle nacchere, e ancora ”Funiculì, funiculà”, “Vurria, Vurria”, con le immagini del Vesuvio, del golfo di Napoli, e “A luna rossa”. A conclusione dello spettacolo Marini ha detto: “Il canto e la musica non ci fanno sentire mai soli” e forse è proprio in questo l’inossidabilità ed attualità della musica.
Ha ringraziato gli organizzatori  ed il pubblico, per averla invitata e fatta sentire ”veramente bene”. Non poteva mancare il doveroso ringraziamento ai maestri che l’hanno accompagnata: Antonello Cascone, al pianoforte, elegantemente  di colore bianco; alle chitarre il M° Claudio Romano, con la consulenza musicale di  Roberto Criscuolo. 
La carriera dell’artista, iniziata nel lontano 1994 a Sanremo Giovani, in cui fu finalista con il brano: ”Come ti ricordo io”, è continuata con Nino D’Angelo, Marisa Laurito, Beppe Barra, il M° Caludio Mattone, il M° Leonardo Quadrini, Federico Salvatore , Peppe Lanzetta, Massimo Masiello e lo sarà con molti altri ancora. 
Maria Varricchio

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