Terzo lotto Alta Capacità NA-BA: smentiti gli scettici

Quando Del Basso De Caro, nel primi mesi del 2016, nella veste di sottosegretario alle Infrastrutture, disse che, in funzione della realizzazione dell’Alta Capacità Ferroviaria Na-BA, erano stati pubblicati i prebandi, atti amministrativi che anticipano i bandi, l’annuncio  venne ironizzato  (“cosa sono i prebandi?”) da parte dello schieramento di centro destra, guidato da Mastella e De Girolamo, allora in sintonia politica, denunciando una sorta di speculazione elettorale, in vista delle elezioni amministrative del giugno di quell’anno, posta in essere dal deputato dem, secondo chi non credeva nella realizzazione dell’opera che costa 6,2 miliardi, di cui 2,6, se la memoria non ci inganna, saranno spesi in territorio sannita.

Ora che, appaltato il primo e il secondo lotto (Napoli-Cancello e Cancello-Frasso Telesino), anche il Comune di Benevento è stato chiamato a pronunciarsi sul progetto definitivo del terzo lotto (S.Lorenzo Maggiore-Vitulano nell’ambito del raddoppio della tratta Frasso Telesino-Vitulano), poiché un chilometro e mezzo che precede la stazione di Vitulano rientra nel territorio del capoluogo sannita, gli scettici di Palazzo Mosti sono stati smentiti.

Nel corso del Consiglio comunale, riunitosi il primo febbraio per dare l’ok al progetto, Costantino Boffa, che per primo, quando era deputato, si è trovato alle prese del corridoio  TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, comprendente la predetta ferrovia,  ha esordito appunto, quale delegato della Regione per l’attuazione dell’Alta Capacità Ferroviaria, nel far rilevare che molti non credevano, in città e in provincia, in quest’opera,  che , prima di lui, era stata  illustrata, sotto l’aspetto tecnico, con il supporto di diapositive e di un filmato, dall’ing. Roberto Pagone, responsabile dell’Area Sud di Rfi, il quale ha tuttavia sottolineato la portata della infrastruttura, concepita in funzione dello sviluppo del Sud, di qui a 6 anni, quando l’opera sarà terminata.

Quest’ultimo aspetto, sviscerato da Costantino Boffa, consente il potenziamento della linea elettrica, in sintonia con Terna, e il potenziamento della digitalizzazione, non solo a servizio di Rfi, ma anche delle comunità attraversate dall’Alta Capacità, una infrastruttura, diversa da altre programmate e realizzate nel Paese. La progettazione prevede, infatti, il trasporto di merci e di persone, con l’incrocio di 10 coppie di treni nella stazione di Benevento, che sarà completamente rinnovata, con la realizzazione anche, in carico a Rfi, di un parcheggio di interscambio per i passeggeri, così come sarà adeguata, al resto del percorso e alle nuove esigenze di traffico, la tratta, già raddoppiata, e attivata nel 2008, compresa tra la stazione di Vitulano e  quella di Apice, adeguamento, questo, che prevede anche l’eliminazione del passaggio a livello in contrada Pacchiano, attraverso la realizzazione di un sottopasso.

Poi, dal momento che le area industriali di Contrada Olivola e Ponte Valentino sono state riconosciute dalla Regione quali Zone Economiche Speciali, l’Unisannio ha già distribuito alle imprese di Ponte Valentino, un modulo da compilare, per conoscere la loro disponibilità ad essere servite dal trasporto merci su strada ferrata, al fine di chiedere a Rfi la realizzazione di uno snodo della lunghezza di800 metri.

Un altro snodo, consistente nella realizzazione di una bretella di 4 chilometri, si renderà necessario per raggiungere, dalla stazione centrale,  contrada Olivola, allorché, ha osservato Boffa, sarà incrementata l’altra Zes, anche se il 30 gennaio, in sede di conferenza dei capigruppo, il consigliere dem, Cosimo Lepore, aveva insistito nel chiedere, come condizione per l’approvazione del progetto, la realizzazione di quest’altro collegamento ferroviario.

La città di Benevento e il suo Hinterland trarrebbero beneficio dalla realizzazione dell’Alta Capacità, in termini di lotta allo spopolamento,  in quanto, dalla stazione di piazza Colonna, dove è prevista l’unica fermata delle dieci coppie di treni, Roma sarà raggiunta in un’ora e mezzo di tempo, mentre i treni regionali, che viaggeranno pure sulla nuova rete ferroviaria, impiegheranno 45 minuti, per raggiungere Napoli.

Un tempo minore sarebbe stato richiesto, se l’Alta Capacità Ferroviaria avesse previsto l’attraversamento della Valle Caudina invece che l’attraversamento della Valle Telesina, a dire di Legambiente. Secondo il dossier “Pendolaria 2019”, redatto dall’associazione ambientalista, infatti, il percorso sarebbe stato accorciato di 15 chilometri, ricadenti proprio nella tratta Napoli-Benevento, rispetto ai 150 previsti dal progetto. Ma, in questo modo, non si sarebbero ridotti i tempi di percorrenza per Roma, in quanto, come ammette anche Legambiente, dalla stazione di Vitulano a quella di Caserta, la linea è costituita da un solo binario.

Sulla ferrovia Cancello Benevento, detta della Valle Caudina, Rfi, alla quale la Regione ha ceduto la linea, interessata a portare cittadini in area di Afragola, la cui stazione è compresa tra  Napoli e Cancello, ha programmato un investimento di 200 milioni, per ammodernarne il percorso, con nuovi binari, con il potenziamento della elettrificazione, con l’eliminazioni degli attuali 23 passaggi a livello e con il porre rimedio alle frane, l’ultima delle quali, verificatesi in territorio di S.Martino Valle Caudina un anno fa, ha costretto i passeggeri ad essere trasbordati, fino al 16 novembre scorso, su pullman da Arpaia a Benevento, con allungamento notevole dei tempi di percorrenza.

Il Consiglio comunale di Benevento, cosi come avevano fatto gli altri 35 comuni attraversati dall’Alta Capacità, ha approvato all’unanimità il progetto di Rfi, emendato da un documento predisposto da tutti i capigruppo: 

 “Il Consiglio comunale invita il Ministero delle Infrastrutture, Rete Ferrovie Italiane e la Regione a predisporre e finanziare per la tratta ferroviaria Vitulano-Apice, un progetto di velocizzazione sia infrastrutturale che tecnologico per adeguare e ottimizzare la stessa alle caratteristiche ed agli standard di Alta Capacità/Alta Velocità.

In questo cotesto chiede a Rfi ed alla Regione di sottoscrivere con il Comune un accordo di Programma per la riqualificazione, l’ammodernamento e lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico della stazione ferroviaria di Benevento che ha un ruolo centrale nello sviluppo della Napoli-Bari e che deve perciò avere tutte le caratteristiche di una moderna stazione di Alta Velocità.

In tal senso, l’Accordo deve prevedere la realizzazione di un moderno parcheggio di interscambio e la riqualificazione del comparto connesso, a partire dalla rimozione della barriera costituita dal fascio di binari contigui all’area commerciale retrostante.

Invita Rfi e la Regione ad approfondire, come si sta già facendo con il gruppo di lavoro congiunto, le possibili iniziative logistiche legate alle aree Zes del Comune (Area Asi e contrada Olivola) attraverso la verifica di fattibilità e di sostenibilità tecnica ed economica, di uno Scalo merci o di altre iniziative logistiche comunque legate alla verifica della domanda di trasporto merci delle aziende”. 

Lo strano è che, rispetto alla realizzazione dell’opera, la senatrice Sabrina Ricciardi si sia intestati meriti che non ha, come giustamente ha osservato Umberto Del Basso De Caro, il 18 gennaio, nel corso dell’incontro convocato dal sindaco Mastella, per impegnare la deputazione locale e regionale, sulla realizzazione del depuratore, nonché sulla messa in sicurezza delle scuole e del ponte S.Nicola, incontro disertato dal quartetto pentastellato, etichettato dagli intervenuti come nemico del popolo beneventano. 

A giustificazione dell’assenza dei parlamentari pentastellati si potrebbe dire che vi sarebbe stato un risentimento, da parte di costoro, in relazione all’accusa di mancanza di cultura istituzionale, rivolta, dalle pagine del Mattino del 14 gennaio, dagli assessori Pasquariello e Del Prete, alle senatrici Ricciardi e Danila De Lucia, le quali, il giorno prima, sempre sul Mattino, avevano accusato il sindaco di essersi esibito in un piagnisteo, nella misura in cui egli, che in 40 di vita parlamentare non ha mai chiesto finanziamenti per il depuratore, ha inteso impegnare la deputazione locale  in direzione di quegli interventi. 

Ma la senatrice Ricciardi è adusa ad esibirsi in sortite sorprendenti. Nel corso della Conferenza stampa di fine anno, ha detto che lei, nella manovra, ha difeso lo stanziamento di “mille milioni” destinati alla realizzazione, nel Sannio, di importanti infrastrutture stradali, per il finanziamento delle quali e per il superamento di tutti le pastoie  burocratiche, Umberto Del Basso De Caro ha buttato il sangue nei quattro anni in cui è stato al Ministero delle Infrastrutture. Parliamo della Telesina, del completamento della Fortorina, della quale, anche,  la senatrice Ricciardi si sarebbe intestato il merito, del completamento della fondo Valle Vitulanese e del completamento della fondo Valle Isclero, che congiunge, passando per l’ospedale “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori”, la Valle Telesina  alla Valle Caudina, sull’Appia. 

Sabrina Ricciardi ha sorpreso anche quando, nella Commissione Infrastrutture e Traporti del Senato, ha perorato la soppressione della stazione Hirpinia, per ridurre i costi del quarto ed ultimo lotto inb cui è compresa la tratta Apice-Orsara dell’Alta Capacità Ferroviaria NA-BA. Se gli altri tre parlamentari pentastellati si distinguessero nel suo stesso dinamismo, si sentirebbe bene la voce di “una cosi folta rappresentanza”, espressa da una sola formazione politica nel Sannio, non per la prima volta, come erroneamente, senza essere probabilmente corretta dal marito, ha fatto rilevare la senatrice Alessandrina Lonardo Mastella, in quanto la Dc, il 18 aprile del 1948, ha eletto, nella nostra provincia,  quattro deputati, nelle persone di Giovanni Parente, Mario Vetrone, Giovanni Battista Bosco Lucarelli e Giovanni Perliengieri, nonché un senatore, nella persona di Antonio Lepore. 

Giuseppe Di Gioia

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