Sul rinvio della seduta del Consiglio Comunale di Benevento, avente all’oggetto la proroga alla GESESA della gestione del servizio idrico integrato, interviene anche Rosetta De Stasio, consigliera comunale di “Prima Benevento”, la quale si augura che non si tratti di un mero rinvio .

Ecco il testo integrale della sua nota.

“Quale consigliere comunale di “Prima Benevento”, presentavo al Sindaco, in data 25 Maggio scorso, un’interpellanza relativa alla proposta proroga della convenzione per la gestione del servizio idrico in favore della GE.SE.SA. di cui alla delibera di Giunta n.101 del 19 Maggio 2022.

Nell’interpellanza sottolineavo la illegittimità della proroga dell’affidamento alla luce del fatto che non solo la stessa non prevedeva una durata precisa né un termine di scadenza, ma anche del fatto che, trattandosi di un affidamento di svariati milioni di euro ad un privato, qual è la GE.SE.SA. SpA, la proroga non poteva essere concessa senza gara d’appalto. Evidenziavo anche che GE.SE.SA. SpA ha dimostrato in modo evidente la propria inefficienza a gestire il servizio idrico e che avrebbe dovuto provvedere al completamento della rete idrica nel territorio di Benevento e a realizzare gli acquedotti rurali, portando l’acqua potabile nelle contrade non servite, ma non lo ha fatto.

Si era concretizzato, in pratica, un grave inadempimento degli obblighi contrattuali, previsti espressamente già nella convenzione già stipulata nel 1992 con la Beneventana Servizi, poi trasformatasi in GE.SE.SA. SpA nel 2001, a cui, a mio modo di vedere, avrebbe dovuto conseguire la risoluzione del contratto per inadempimento, e non certo la concessione di una proroga, peraltro anche formalmente illegittima.

Pertanto chiedevo al Sindaco se intendeva, alla luce della gestione inefficiente da parte della GE.SE.SA. SpA, e degli inadempimenti contrattuali, procedere alla risoluzione del contratto con tale società, anziché procedere alla proroga della convenzione, se intendeva fare luogo ad una gestione totalmente, o comunque in massima parte, pubblica del servizio idrico integrato, come peraltro richiesto da più parti, ponendo finalmente fine alla privatizzazione dell’acqua, bene pubblico e primario per eccellenza, e quali provvedimenti intendeva adottare onde evitare il perpetuarsi degli inadempimenti contrattuali e dell’inefficienza della gestione del servizio idrico da parte della GE.SE.SA. SpA.

Naturalmente, come ormai di prassi, non ho avuto alcuna risposta in merito e la proposta di proroga, dopo avere ricevuto il “parere favorevole” del Collegio dei Revisori dei Conti, era stata posta all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per oggi, 21 Giugno.

Nel frattempo la Procura della Repubblica ha predisposto ben 31 richieste di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento dei fiumi e sull’affidamento alla GE.SE.SA. della gestione del servizio idrico integrato.

Le accuse contestate vanno dall’inquinamento ambientale alla frode nelle pubbliche forniture, dalla gestione illecita dei rifiuti agli scarichi di acque reflue senza autorizzazione. Più specificamente viene contestato il reato di abuso d’ufficio in relazione ad una delibera del 2018 (approvata da Giunta e Consiglio Comunale) concernente l’individuazione della GE.SE.SA. come gestore del Servizio idrico integrato, mentre, secondo gli inquirenti, l’affidamento sarebbe dovuto andare solo a società interamente pubbliche.

Inoltre, è bene non dimenticarlo, per la seconda volta la GE.SE.SA. SpA è stata esclusa dai finanziamenti previsti dal PNRR per il risanamento delle reti idriche e tale finanziamento avrebbe dovuto ridurre le perdite dei 22 comuni gestiti, ed avrebbe dovuto consentire l’installazione di un sistema di telecontrollo per l’individuazione delle falle nella rete idrica (peraltro già realizzato alla fine degli anni 90 dalla Beneventana Servizi, e del quale non vi è notizia).

Dopo avere dato parere favorevole alla proroga proposta dalla Giunta,, il Collegio dei Revisori dei Conti, smentendo se stesso, ha mutato completamente il parere che da favorevole è diventato “contrario”.

Naturalmente, alla luce di ciò, il Consiglio Comunale convocato per stamattina è stato, nel pomeriggio di ieri, rinviato a data da destinarsi.

Peraltro le osservazioni del Collegio dei Revisori non appaiono superabili, quantomeno non nel giro di qualche giorno. Secondo il parere la proroga dell’affidamento sarebbe illegittima anche poiché “non prevista nella gara d’appalto” e, con tutta la buona volontà, tale ostacolo è da ritenersi insormontabile da un punto di vista giuridico, al pari delle censure oggetto della mia interpellanza.

Poi la maggioranza consiliare del Sindaco potrà fare ciò che vuole, visto che i numeri sono dalla sua parte. Ma solo i numeri, però! La illegittimità non può essere cancellata a colpi di maggioranza, ed il rischio di finire nelle maglie della giustizia non si attenua in base al numero di voti espressi su una delibera giuridicamente infondata.

Forse l’Amministrazione comunale potrebbe cogliere questo momento come un’occasione per una riflessione più profonda che ponga fine alla privatizzazione dell’acqua, bene pubblico e primario per eccellenza, come da tempo e da più parti richiesto, anche con un referendum.

Forse è giunto il momento di ricordare che l’acqua non può essere lasciata alla logica del mercato, perché rappresenta un diritto di tutti e, come affermato anche da Papa Francesco, costituisce diritto alla vita. 

Un diritto non può essere violato, neppure a colpi di maggioranza!

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