La Grotta del Getsemani e il ritorno di don Emilio sulla collina della Pace

Giovedì 8 ottobre 2020, a 42 anni dalla morte di don Emilio Matarazzo (Foglianise 18 novembre 1928 – Benevento 8 ottobre 1978), la Grotta del Getsemani, voluta dal sacerdote dotto e illuminato, dopo un urgente e radicale restauro, è ritornata a splendere di intensa e artistica luce, grazie all’Associazione «Gli amici di don Emilio» di cui è presidente Antonio Pietrantonio, storico sindaco della Città, alla direzione tecnica di Alfredo Tarallo, Giulio Cesare Pedicini, Guido Cataldo e del Maestro Giuseppe Di Marzo che vi ha realizzato opere lapidee e vetrate istoriate di inestimabile pregio.
Per l’evento della traslazione dei resti mortali di don Emilio dal cimitero di Foglianise al Centro «La Pace» hanno concelebrato la solenne Eucaristia mons. Nunzio Galantino, mons. Felice Accrocca, Mons. Francesco Zerrillo e mons. Orazio Soricelli. Don Emilio, sacerdote dal 1952, docente di filosofia nel Seminario Regionale e nel Liceo Classico Giannone di Benevento, parroco di Pontelandolfo, sognò e realizzò questo centro di spiritualità e di cultura per il dialogo tra le generazioni e la difesa dei valori che non tramontano, quasi un seminario per i laici, per la formazione adeguata ad una rinnovata urgenza missionaria di evangelizzazione. 
Nei miei anni di Liceo al Regionale fui estremamente onorato e felice di accompagnare don Emilio mentre con estremi sacrifici presentava, di paese in paese, le finalità dell’opera e tendeva umilmente la mano per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione del Centro destinato a divenire sentinella luminosa sulla Città e l’Arcidiocesi. Un uomo vero, un sacerdote autentico, un amico sincero, don Emilio si sottopose a sacrifici inauditi, fece scelte coraggiose e provocatorie, andando a vivere nel campanile a Pontelandolfo, in una baracca lungo il fiume Sabato a Benevento, in una povera stanza del centro storico di fronte alla chiesa di San Sofia, fu vicino a tutti, non fu compreso da tutti, soffrì molte incomprensioni, morì esausto a soli 49 anni. 
Un profeta ascoltato, seguito, compreso e amato soprattutto dai giovani, ma purtroppo osteggiato e disprezzato dalla Chiesa che amava e onorava con la sua illuminata e intelligente missione culturale e pastorale. Il dialogo tra Gesù e il Padre suo nel Getsemani ora continua nella scelta coraggiosa degli amici educati e formati da don Emilio e si diffonde, come contagiosa e benefica testimonianza, per un futuro animato dal coraggio della speranza più che dalla pusillanimità della paura.
Don Emilio ritorna così a Benevento e con lui si rianima un sogno diventato realtà grazie al suo sacrificio, ma che reclama l’impegno e la solidarietà di molti.
Mons. Pasquale Maria Mainolfi

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