Il Mistero di Dio celato nell’incubatrice della fisica quantistica

Il mistero della vita, della morte, della nascita in cielo e dell’eternità infinita non ha un manuale di lettura convenzionale, né un linguaggio al quale interfacciarsi.  Attualmente abbiamo solo alcune intuizioni, alquanto elevate, grazie alle preziose scoperte della fisica quantistica.Tutto quello che sappiamo –  che è già tantissimo – è una microscopica scheggia di una realtà sconosciuta, la cui entità supera, in grandezza e in elevazione, la mole di una intera catenaria di montagne rocciose.  La cosa che, davvero, suscita una indescrivibile emozione è quella di appurare che queste ultime scoperte conducono alla contezza che dentro di noi c’è qualcosa che supera le afflizioni del tempo,  dello spazio, della morte.  Sostanzialmente, siamo giunti a poter attestare che viviamo in un Universo “non localizzato”, dove ogni cosa e ogni essere vivente è costantemente collegato all’insieme, al tutto.  Dean Radin, scienziato di scienze noetiche, di fama mondiale, ha fatto grandi sperimentazioni a tale riguardo, pontificando che “La non localizzazione” è spiegata dalla modalità secondo cui le cose che appaiono separate, in realtà non lo sono”.  Da molto tempo questa affascinante tesi del mondo quantistico ha suscitato in me un grande interesse e un altrettanto irrefrenabile istinto che mi ha spinto ad impegnare negli anni gran parte del mio tempo nel fare metodiche riflessioni, stimolato dalla voglia di capire qualcosa del Grande Mistero che ci inonda.   Ora, alla canuta età di 86 anni, posso affermare, mestamente, di aver capito ben poco del Mistero che avvolge l’Universio, il cui nocciolo siamo noi stessi, avvolti – volenti, nolenti e/o dolenti – gli uni agli altri da una misteriosa energia che lega insieme tutti gli esseri dell’Universo, anche a miliardi di anni luce da noi, avviluppandoci in un campo unificato che i fisici quantistici hanno chiamato MATRIX DIVINA.  Il nostro Dna è in ogni parte del corpo umano che, nonostante fosse formato da tanti organi funzionanti in virtuale stato di separazione e autonomia, la fisica quantistica unifica e mescola l’unicità nella fusione con tutti gli altri organi e il tutto insieme proietta nell’unione con tutti gli altri esseri del Creato.  A questo punto, sembrerebbe che gli studiosi dell’enorme problematica fossero andati in crisi.  Anzi, è tutta la scienza ad essere in crisi.  Ora, mi sia consentito di fare una domanda urticante alla Scienza: se siamo tutt’uno con gli altri esseri del Creato, perché guerreggiamo tra noi e ci separiamo mediante i tanti conflitti della storia?

La scienza alza le mani, afflitta per non poter dare risposte congrue ed esaurienti, nonostante l’elevato salto di qualità riflesso alla fisica tradizionale. Essa appare un pò affaticata e stordita dall’affanno di raggiungere la centralità del problema, vòlto ad unire ciò che è separato e, invece, si separa sempre di più – anche e soprattutto per sua colpa.  Per sua colpa?  Si, sembra un paradosso, ma è proprio così.  La colpa è quella di aver ceduto il pregio delle sue significative conquiste tecnologiche per il bene dell’umanità a chi ne fà cattivo uso, generando distruzioni e morti.  Meglio sarebbe stato se l’atomo lo avessero lasciato in pace, senza turbare l’utilità del suo benefico equilibrio atomico.  La cessione dell’atomica alle tiranne potenze mondane, in uno alle molteplici tecnologie avanzate sta sconvolgendo il mondo intero, tingendolo di rosso-sangue, velando di nero il bianco della fede e il verde della speranza.   

Naturalmente, altra domanda di rito si impone con forza preponderante: perché le conquiste tecnologiche della scienza debbono subire la mortificazione di essere ad appannaggio delle super-potenze che dividono ciò che Dio ha creato unito e indissolubile?  Perché il Suo elevatissimo appello “AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI, COME IO VI HO AMATO”  viene vergognosamente beffeggiato?   Ma, parcheggiando, per un solo attimo, la calda raccomandazione di Gesù, fra l’altro, mai accolta con l’amore e il calore dell’Autore della vita e, finora, largamente ignorata, ci si può permettere di lanciare un’altra zavorra interogativa: “Come mai alla teoria circa l’esistenza di un campo unificato di energia intelligente si interfaccia un misterioso silenzio (l’esatto contrario del dovuto clamore) che tanto somiglia all’omertoso occultamento di reato di stampo mafioso?  E… ANCORA UNA VOLTA, NON VI E’ RISPOSTA ALCUNA !

Considerazioni finali                                                                                                                                                                           

E’ ben noto che i 4 elementi fondamentali della Creazione sono: terra, aria, acqua e fuoco.  Ma, ai 4 elementi succitati, gli antichi filosofi greci, da Pitagora ad Aristotele, avevano concepito lo spazio – cioé l’etere – come un 5° elemento:

 “L’aria respirata dagli dei”

L’esistenza dell’etere sarà considerata, da Sir Isaac Newton, come il propellente necessario al funzionamento delle leggi della fisica, tanto da definirlo “spirito vivente”. Ma, a ben meditare:  NON E’ VERAMENTE LO SPIRITO DI DIO QUESTO ETERE ALEGGIANTE CHE NESSUNO VEDE, NESSUNO PUO’ MODIFICARE O MANIPOLARE MA CHE ESISTE REALMENTE CON UNA CERTEZZA ASSOLUTA?  E’ DEL TUTTO EVIDENTE CHE LA RELIGIONE E LA SCIENZA, PER IL PASSATO, HANNO INCARNATO UNA COPPIA DI SEPARATI IN CASA; TUTTAVIA, C’E’ DA TRATTEGGIARE LA PROMESSA FATTA DA GESU’ AGLI APOSTOLI: “IO PREGHERO’ IL PADRE ED EGLI VI DARA’ UN ALTRO PARACLITO PERCHE’ RIMANGA CON VOI PER SEMPRE, LO SPIRITO DI VERITA’, CHE IL MONDO NON PUO’ RICEVERE PERCHE’ NON LO VEDE E NON LO CONOSCE.  VOI LO CONOSCETE PERCHE’ EGLI RIMANE IN VOI E SARA’ IN VOI”. E, il Paraclito puntualmente arriverà nel Cenacolo a porte chiuse e da allora non è andato mai via!  CHE FOSSE LA MATRIX DIVINA???   

Tutti gli studi compiuti nel 19° secolo indussero James Clark Maxwell a formulare la teoria elettromagnetica.  

A questo punto, faccio un volo pindarico.

Tutto quello che siamo capaci di produrre noi dell’epoca presente è l’elevato potere distruttivo, facendo uno scriteriato uso della corrente elettrica, diffondendo ovunque dispersioni del carico elettrico e inquinamenti elettromagnetici, mediante attraversamenti oltraggiosi di centri abitati con potentissime linee di trasporto ad A.T. e/o consentendo insediamenti antropologici ludici e residenziali non distanziati secondo la cogenza delle Normative.  E, prtroppo, chi “remunerativamente” dovrebbe attendere, con il max rigore, alla tutela e al buon uso del territorio si adagia in un inqualificabile “panta rei”, a beffa delle vittime di malattie rare e/o di cui le cause sono oscure o poco chiare.  La cosa non vuole essere nè immaginaria, nè allarmistica, considerando che, grazie a Dio, si ha contezza che parecchi  Magistrati hanno dimostrato grande attenzione per il problema, declarando lo smantellamento di linee e apparecchiature elettriche o della telefonia mobile particolarmente pericolose. (Chiusa parentesi del volo pindarico).

Per tornare al problema, c’è da rilevare che gli esperimenti condotti fino al 1887 avevano portato alla conclusione che l’etere non esistesse e la registrazione del fallimento dell’ipotesi teorica. Ma, desumo, che con l’errata interpretazione del fallimento, gli scienziati, evidentemente in cuor proprio, celavano la certezza d’avere incontrato Dio faccia a faccia  nel vuoto di quello spazio infinito e nel brioso andare di quel venticello invisibile che trasportava i fotoni da un capo all’altro dell’Universo.  Tuttavia, non potevano ostentare il loro sbalordimento senza correre il rischio di essere internati per schizofrenia aggressiva e pericolosa.  Inconsapevolmente, però, c’è da registrare che si  è verificata l’accelerazione di  disastrose conseguenze separatiste che stanno interessando, tuttora, il mondo intero, con disastri bellici, climatici, ecologici e via dicendo!  In ogni caso, bisogna riconoscere a questi scienziati della fisica quantistica, il pregio della grande intelligenza con cui, per rendere meno accecante l’esplosione dei “quanti” (i “quanti” sono – per l’appunto – brevi e minuscole esplosioni di luce) della loro scoperta, si sono riparati in calcio d’angolo, sostituendo DIO con il termine più mondano di MATRIX DIVINA!  Ma, si potrebbe lanciare l’idea che DIO esiste e che la Sua esistenza, nello spazio sconfinato del Cosmo, è attestata dagli scienziati della fisica quantistica?  Quindi, lo spazio non è uno spreco di vuoto assoluto?  Penso proprio che si possa gridarlo con voce ad altissimo volume!  Se lo spazio fosse un vuoto assoluto, nulla, assolutamente nulla potrebbe transitare attraverso di esso, nemmeno le onde di energia solare e, consequenzialmente, tutte le onde emesse da miliardi di cellulari, radio, Tv, ecc.  che solcanoo il cielo delle nostre città, trasportando messaggi, immagini, testi, da una parte all’altra del mondo. I nostri antenati non avevano contezza scientifica di questo campo unificato, ma se lo configuravano, a modo loro e vivevano una vita più sana e tranquilla. Soprattutto, essi non avevano alcun timore che i prepotenti psicopatici (ci sono sempre stati!) che governavano la Terra non usassero quell’immenso spazio per attraversarlo con missili carichi di bombe, arrecando morte e distruzioni a migliaia di chilometri di distanza.  Proviamo a fantasticare per un solo attimo a ciò che accadrebbe se quello spazio siderale non esistesse, tutto l’Universo imploderebbe su se stesso, tutta la materia collasserebbe e l’Universo intero resterebbe al buio più assoluto!

Francesco Gaetano

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