Il Benevento tocca il fondo, perde anche a Como

Ennesima delusione giallorossa la trasferta a Como che ,oggi come oggi, sembra essere una diretta avversaria per la retrocessione. 
Un 2 a 1 finale che racchiude la delusione dei duecento e passa tifosi giallorossi assisi sugli spalti del Sinigaglia.
Una gara iniziata nel peggiore dei modi, dopo solo tre minuti Paleari sì è visto costretto a tirare fuori il pallone da dentro la rete per un gol che la dice lunga sulla concentrazione e lucidità dei giocatori.
Erroraccio di Leverbe sulla consueta ripartenza dal basso.Il difensore giallorosso ha atteso molto per liberarsi del pallone ma nel momento in cui ha cercato di liberarsene si è ritrovato con addosso Cerri……facile battere Paleari per il comasco.
Ma cinque minuti dopo tutto sembrava rimesso a posto ed è stato proprio Leverbe a mettere in parità la gara con un bel colpo di testa dato ad un pallone calciato col contagiri, dalla bandierina del corner, di Ciano.
Dopo meno di un quarto d’ora però Como di nuovo in vantaggio con lo stesso Cerri che sfruttava un assist di Chaja e, di testa con mezza torsione, spediva la palla alle spalle dell’incolpevole Paleari da distanza ravvicinata.
La gara poi andava avanti con alti e bassi.Cannavaro, dopo solo 15 minuti, doveva sostituire Ciano con Koutsoupras per infortunio.
Muoveva le pedine a sua disposizione alla meglio, cercando di dare corpo soprattutto alla fase offensiva. Vi riusciva sorattutto nell’utima mezz’ora della gara, quando la squadra giallorossa costringeva i padroni di casa ad arrocarsi nella propria metà campo ed impegnando al massimo il portiere comasco  Guidotti, subentrato a Vigorito infortunato.
Cannavaro, oltre alla sostituzione  di Ciano, nel secondo tempo, all’inizio provvedeva a sostituire Leverbe con Farias, poi Improta con Foulon e Karic con Simy.
Una sconfitta amara è, tutto sommato, anche sfortunata, non solo per la prima rete, ma per l’ennesimo infotunio di Ciano e con l’infermeria ancora zeppa, che limita non poco le scelte dell’allenatore.
Il Benevento ora è atteso da ben due gare casalinghe la prima alle 14 sabato 29 contro il Pisa e il successivo 5 novembre, sempre alle 14, contro il Bari. L’allenatore giallorosso spera di recuperare molti degli infortunati, ma soprattutto di poter continuare quel lavoro di recupero fisico-mentale il cui tenore è ancora molto basso.Certo non è un bel vedere esibirsi la squadra giallorossa, ma di converso bisogna comprendere anche le difficoltà di Cannavaro quelle di dover cambiare formazioni sempre e comunque per indisponibilità degli uomini a sua disposizone. Disponibilità che spesso vengono meno proprio alla vigilia di ogni gara o magari,come è capitato a Ciano, dopo solo pochi minuti dall’inizio della gara.
Cannavaro ora come ora non può essere il capo espiatorio. Un giudizio su di lui come quello della propensione ad allenare una squadra italiana, potrà essere dato solo quando avrà a disposizione una squadra e non l’indisponibilità dell’nfermeria.

(g.b.)

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