Al Pd fanno male rottamatori e rottamati.

geppinopresta

Sulle ali dell’entusiasmo renziano, alcuni anni fa nel Pd iniziò un’opera di rottamazione, in pratica a costo zero.Si perchè alla fine i rottami venivano accatastati senza un benchè piccolo futuro riutilizzo, come si suole fare nei grossi centri di demolizione dei veicoli, 

Fu una battaglia amara la cui vittima fu il referendum renziano che voleva cambiare il mondo.

Quel mondo non fu cambiato, quei rottami avevano provveduto a suicidare quei referendum, ma in pratica lasciando in mano a parvenu (Letta) il partito. Il rottamato fu ripulito e messo al vertice romano dei dem, con la speranza di rivitalizzare una formazione politica che , ancora oggi, non ha né capo,né coda, non avendo le idee chiare con ciò che sta attraversando il mondo in questo inizio di millennio.

In definitiva non c’è una mira, un obiettivo da raggiungere, addirittura tralasciando quella sete di potere che ha sempre contraddistinto  le varie componenti ritrovatesi sotto l’egida Dem: dai Dc ai socialisti puri e democratici, alle varie sinistre e perfino radicali e repubblicani.

Un coacervo che ha finito con l’implodere alla vigilia del 25 settembre.

Questa la situazione del Pd a tutti i livelli .Una generalità che è stata contaminata proprio dalla mancanza di idee e dell’appiattimento della sete di potere.

A livello nazionale sembra che sia l’ora delle donne. In un partito che, a parole, parlava di parità, quelle mai hanno avuto voce in capitolo (forse la Iotti di riflesso?). Ora sembra esserci tra quelle una lotta all’ultimo sangue per emergere…….ma dovrebbero andare a lezioni dalla Giorgina………

Da queste parti, il vecchio ha passato il mese di campagna elettorale al mare, ed al ritorno blatera sulle candidature, sui risultati sparando sulle uniche cose vive rimaste al loro posto che , pur sapendo di perdere, hanno combattuto fino alla fine, racimolando qualche voto.

Da queste pagine avevo evidenziato il gesto di rinuncia di Umbero Del Basso De Caro che anticipava l’eventuale trombatura proveniente da Roma. C’erano tutti i presupposti perché, al massimo, avrebbe sostituito Mortaruolo o la Pepe.

Ora però non posso giustificarlo per il comportamento in campagna elettorale; l’assenza  di tutto il popolo decariano non ha alcuna giustifica. Partecipare all’attività associtiva sia essa pure un partito, sicuramente non può essere solo rose e fiori ma anche rinunce e bocconi amari.Chi aveva la tessera del Pd ed era impegnato a livello cariche aveva il dovere di lasciare la sabbia del mare e, zolla per zolla, coltivare il territorio elettorale.

Ora, finirà come finirà, ma la vicenda lascerà strascichi e più di un rottamato.

Un pensiero su “Al Pd fanno male rottamatori e rottamati.

  • 11 Ottobre 2022 in 12:39
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    Le trombatura, caro Presra, sono quelle che fanno gli elettori, non quelle che fanno coloro che negano le candidature. A Del Basso De Caro è stata negata un candidatura utile, come quella che è stata assicurata a Francesco Boccia, il quale, dal partito, senza fare quello he ha fatto, da sottosegretario al Mit, per le aree interne, ha avuto tutto, molto più di quanto ha avuto Del Basso De Caro. Eppure Boccia è stato due volte ministro. Un volta ha fatto nominare ministro sua moglie da Letta, amico di Boccia.

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