Vicinanza della senatrice Lonardo Mastella ai sindacati confederati al Consipe della Polizia Penitenziaria

La senatrice Sandra Lonardo Mastella (Noi di Centro) condivide e sostiene le doglianze dei sindacati confederati al Consipe della Polizia Penitenziaria, che questa mattina si sono radunati per un sit-in sotto il Ministero della Giustizia. Alla manifestazione hanno aderito poliziotti penitenziari da tutta Italia. “Le condizioni in cui sono costretti ad operare gli agenti di Polizia Penitenziaria – spiega la Lonardo Mastella – non sono più accettabili, così come il mancato pagamento, per intero, delle prestazioni di lavoro straordinario assicurate nel mese di giugno e che sarebbero dovute avvenire con la busta paga del mese di agosto”. La senatrice esprime solidarietà al personale penitenziario: “La nutrita presenza di partecipanti al sit-in – incalza la Lonardo Mastella – rende l’idea di quanto forte sia il dissenso che il S.A.R.A.P. e gli altri sindacati che fanno riferimento al Consipe stanno esprimendo verso la totale assenza di prospettive nell’impiego efficiente delle guardie all’interno degli istituti di pena e l’immobilismo che regna tra gli organi politici e i verti dell’Amministrazione Penitenziaria”. Secondo la Lonardo Mastella, in primis vanno sanate le carenze sul piano organizzativo del lavoro. “La situazione nelle carceri, sul piano della gestione dei turni di lavoro. è fuori controllo – sottolinea la senatrice di ‘Noi di Centro’ – e le violenze registrate negli ultimi tempi sono lo specchio di una situazione che è divenuta insostenibile. Urgono una seria riorganizzazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, magari attraverso l’incremento degli organici e una più attiva partecipazione all’esecuzione penale esterna, e dei provvedimenti legislativi improntati ad arginare il fenomeno delle aggressioni all’interno delle strutture di detenzione. L’ideale – conclude la Lonardo Mastella facendo suo il grido d’allarme dei sindacati – sarebbe condurre il Corpo di Polizia Penitenziaria di fuori del DAP e porlo alle dirette dipendenze del Ministro della Giustizia, costituendo la Polizia di Giustizia che operi non solo all’interno degl’istituti ma che possa espletare realmente i propri compiti che vanno rivisti per mano del legislatore.

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