La spiritualità Trinitaria e Mariana del venerabile Mons. Toppi

Il 20 gennaio 2022 Il Papa ha dichiarato Venerabile Mons. Francesco Saverio Toppi (Brusciano 26 giugno 1925 – Nola 2 aprile 2007) figlio spirituale di Padre Pio e amico di Chiara Lubich. Frate cappuccino, parroco in Benevento, ministro provinciale e definitore generale dell’ Ordine, professore di storia ecclesiastica, predicatore, direttore di anime, scrittore, autore di molte pubblicazioni e di un poderoso diario fonte di mille informazioni, Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio di Pompei, non solo dotto, non solo santo ma “santo e dotto insieme” .
Un mistico autentico, saturo di molti carismi, immerso in Dio, innamorato della Santa Vergine, Pastore generosissimo. Rimane colpito dalla lettura di alcuni versi del convertito Giovanni Papini : ” Fammi tornar bambino…” e per la via dell’infanzia spirituale di Santa Teresa di Lisieux raggiunge vette altissime di spiritualità e unione mistica che trasfonde generosamente in tante anime che incontra sul suo cammino di apostolo generoso del Vangelo e del Rosario.
Riposo nello spirito, gemiti che lo spossano, riposo tra le braccia della Madonna, immobilità  estatica, sospensione del respiro, silenzio profondo, fiamme soavi  al petto, martirio d’amore,  spesso parla in nome di Gesù in una sorta di sostituzione di persone , celebra a porte chiuse perché spesso la Messa dura anche sette ore, rimane turbato ma Padre Pio cappuccino, Padre Cappello gesuita e Don Dolindo Ruotolo di Napoli lo tranquillizzano. Aridità dolorosa e oscura, tentazioni, angosce disperate, impressione di essere abbandonato da Dio, notte buia nello spirito.
Recita il Rosario meditato ogni giorno e dedica molte ore alla meditazione del Vangelo. Nella luce della Santissima Trinità ha la visione intellettuale del peccato. Riposa dolcemente nella cella del Cuore Immacolato di Maria. Vive tra dolore e amore! 
Teologo brillante, mistico, uomo fatto preghiera. La sua missione : divulgare a tutti che Gesù è Risorto ed è il Vivente. Padre Toppi si mostra capace di rispondere alle sfide del nostro tempo, sempre pronto a pagare di persona pur di parlare e annunciare. Attraversa gli 82 anni di vita come un esodo. Sobrio, gentile, umile, uguale agli altri, uomo tra gli uomini,  eppure superiore agli altri.  Decide di tenere il  Santissimo nel suo studio, non sa vivere lontano dall’Eucaristia. E quando ha da risolvere un problema si prostra Davanti al Re.
Ogni sera alle 18.00 nella Basilica di Pompei è presente per la recita del Rosario insieme ai fedeli che lo cercano e lo amano. Cura molto l’amicizia. Sempre presente nella “Peregrinatio Mariae” per paesi e città : Il 13 aprile 1997 chiude la missione mariana nella Parrocchia di San Gennaro in Benevento. Va in estasi durante la Santa Messa sollevandosi anche di un metro da terra. Predica con la voce squillante e limpida di un bambino colmo di ebbrezza spirituale. Quello che scrive è frutto più di contemplazione che di studio. Fulcro della sua spiritualità è la Santissima Trinità che egli definisce:” Trinità! Mia famiglia! Babbo, Figlio, Mamma”. 
Si sente generato da “Abbà”, inserito nel Figlio come membro del suo corpo, con le sue stesse funzioni, assorbito da “Ruah” con una dolce estasi che lo sottrae all’esperienza sensibile del contatto naturale : ” I tre sono il mio cielo, li ho qui dentro il mio cuore. Mi hanno abituato a sentirmi e a stare nella Trinità”! Il suo programma di vita: “Conoscere e vivere Gesù; respirare Maria”. La sua è “Theologia cordis” più che “Theologia mentis”,  attraverso un itinerario trinitario – mariano. Il cuore della sua spiritualità è Maria : “Il mio vero aereo è il cuore della Mamma!”. Scrive :”L’aereo che mi porta è il Cuore di Maria, aquila reale che prende sulle sue ali il suo piccino e lo porta alle altezze vertiginose del Cielo e dell’Amore; Maria e l’Eucaristia : regali del Cuore squarciato di Gesù Crocifisso. Le garanzie per ottenere lo spirito e trattenerlo per sempre : l’Eucaristia e Maria!. La cella del Convento è simbolo sensibile e dolce del Cuore di Maria, fianco in un dolce deliquio d’amore. 
Dalla Liturgia, dalla Parola, dai Misteri che celebra nasce la contemplazione che lo seduce. Padre Francesco Saverio nutre una devozione speciale per san Giuseppe : ” Il mistero del suo rapporto sponsale con Maria deve essere finalmente collocato al centro della vita trinitaria nella Chiesa, nelle anime, questo è il progetto di Abbà!”. Il prossimo, mirabile Beato racconta il suo segreto : “Marianizzazione come itinerario di conversione verso l’ Amore”.
Mons. Pasquale Maria Mainolfi

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