La vita è un morso!

Caro Direttore, questa mia nota tratta l’importanza della commemorazione dei defunti. Mi piacerebbe se fosse pubblicata.

Oggi 2 novembre, nel “giorno dei morti”, c’é l’usanza per i vivi andare al Cimitero.
Ogn’anno, puntualmente, anch’io ci vado.
Stamattina di buon’ora, entrato nel Cimitero, mi sono quasi subito fermato a salutare mia zia Minuccia.
Sordomuta dalla nascita, spesso si lamentava con noi nipoti per via del televisore che, a suo dire (?!), aveva il volume sempre troppo alto (?!).
Subito dopo, sono passato dai nonni. La nonna Concetta era molto saggia. Orgogliosa per aver fatto laureare tutt’e tre i sui figli, si rammaricava con me per non aver potuto, lei stessa, continuare gli studi.
Si era fermata appena alla sesta elementare dell’epoca, prima d’intraprendere il mestiere della sarta, per la gioia futura delle mie sorelle!
A casa, ricordo che, come mia nonna sentiva pronunciare la parola “operazione, operazioni”, interveniva dicendo: Le so fare tutte! Solo la divisione, non mi riesce! 
Mio nonno Carluccio, invece, era un uomo molto forte. Amava vestirsi in modo elegante e giocare a carte con gli amici.
Era, inoltre, un appassionato dei fumetti di Tex Willer e dei film western. La sera, davanti al televisore esclamava: “Quest’attore (Clint Eastwood) lavora bene!”
Dopo i nonni, continuando nel mio giro di visite, mi sono fermato dal mio compagno di scuola Antonio, morto a neanche 22 anni di overdose.
In considerazione della sua giovane età, un pensiero ho rivolto anche al mio collega universitario Angelo, tradito a soli 20 anni dalla sua passione per i motori.
Antonio ed Angelo, non erano certo meno in gamba di me! Le famiglie d’origine, erano anche più accorte della mia, nell’educare i propri figli. Tutti loro, sono stati solo più sfortunati!
Ed eccomi, infine, arrivato dalla mia mammina. Donna colta ed intelligente, morta ad appena 50 anni a causa di un brutto male. Il suo destino era segnato già prima di aver compiuto 40 anni, all’insorgere della malattia. Ricordo che mi diceva: “Non sprecare il tuo tempo nel litigare e metti da parte l’orgoglio. La vita, tu sai cos’è?  E’ un morso!”
Ho pianto pensando all’uomo migliore che oggi sarei potuto essere, se solo fosse vissuta un anno in più! In quell’anno, infatti, tanti altri buoni consigli mi avrebbe dato. Molti errori, anche recenti, avrei evitato. Soprattutto, in quell’ultimo anno, quanti baci avrei voluto darle! Baci che ora, posso solo sognare.
La morte di una persona cara, ci diminuisce tutti! 
Non si è mai abbastanza preparati, per affrontare la perdita di un proprio caro. Non importa l’età del defunto o di chi rimarrà qui a piangerlo! 
Oggi 02 novembre, in questo giorno di questa triste e mesta ricorrenza, il mio invito ai lettori di Beneventogiornale.com è: Tornando a casa, abbracciamo i nostri cari, in particolar modo i più fragili! Ascoltiamo cosa hanno da dirci e dedichiamo loro più tempo. Queste attenzioni non le rinviamo al domani, perché la vita noi sappiamo bene cos’è!  La vita è un morso!!
In fede
Beniamino Furno  

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