Con “Pierino e il lupo”, la favola recitata dal grande Silvio Orlando, accompagnato dalla Ofb, si è conclusa la V edizione del BCT

L’Ofb, insieme a Silvio Orlando, ha chiuso la V° edizione del BCT Festival di Benevento, diretta da Antonio Frascadore. Anche questa edizione è riuscita benissimo, malgrado la pandemia e il rispetto della normativa anti Covid-19, pienamente realizzato. Questa edizione ha dunque tratto insegnamento dallo scorso anno, quando alcuni ragazzi cercarono di superare le transenne, ed é stata perfetta la chiusura dei veicoli adiacenti Piazza Roma, che sono stati sorvegliati dalle associazioni delle forze dell’ordine e dai volontari della Misericordia.
Dobbiamo parimenti dire che lo spazio del nostro Teatro Romano ha permesso all’orchestra di suonare ed al pubblico di rispettare le norme di distanziamento. Il maestro Francesco Lanzillotta, che ha diretto l’orchestra, ha iniziato il concerto  con una sua opera, “InvenzioniRapsodiche”. Qui è doveroso ringraziare anche le allieve della classe IV del Liceo Musicale “G. Guacci” di Benevento, che sono state particolarmente attente a compiere gli onori di casa. Ed infatti hanno visto realizzato un loro sogno: quello di poter assistere dal vivo ai concerti, offrendo anch’esse un loro valido contributo, nel farci ricordare anche la grande professionalità della loro professoressa, l’arpista M° Maya Martini, anch’essa componente dell’OFB. La grazia e la freschezza di queste ragazze ci ha particolarmente colpito, facendoci ben sperare per il futuro della musica, in generale.

La serata ci ha offerto il meglio di Sergej Prokofiev, di cui abbiamo ascoltato la Sinfonia n.1, in re maggiore op. 25, divisa in quattro parti: Allegro, Intermezzo Larghetto; Gavotta Non troppo allegro, ed il Finale molto vivace.
Dello stesso autore, nella seconda parte abbiamo assistito alla proposizione di “ Pierino e il lupo, op. 67”, con Silvio Orlando, quale voce narrante, dei brani che furono scritti anch’essi da Prokofiev che si è fatto accompagnare dalla nipotina, Elena, figlia del fratello. La bambina ha seguito con attenzione tutto il concerto, perché lo zio attore  le ha fatto capire che questa era in realtà una favola per bambini, a scopo didattico. Infatti il compito dell’opera è proprio quello di far comprendere come la musica, con gli strumenti che la realizzano, interpreta stati d’anima, situazione e personaggi. La finalità dunque è quella di educazione all’ascolto. Il suono che ti presenta un personaggio, una situazione.
E’ iniziata  così la presentazione dei vari strumenti e di quello che rappresentavano nella favola, nello stesso identico modo stabilito da Prokofiev. l’uccellino, grande amico di Pierino, era interpretato dal flauto; il gattino dal clarinetto; il nonno veniva interpretato dal fagotto; l’oca dall’ 0boe, lo strumento più sentimentale; i cacciatori con i loro spari dai timpani; il Lupo da tre corni, mentre Pierino, il protagonista della storia, da tutta l’orchestra.
Quindi, quando Orlando parlava di uno di questi personaggi, abbiamo subito potuto sentire lo strumento o gli strumenti che li caratterizzavano, come nel caso di Pierino, che veniva rappresentato da tutta l’orchestra.
Il racconto, inizia quando Pierino apre il cancello della casa del nonno, dove si trova in vacanza e va verso il prato verde che circondava la casa, trasgredendo così ad un espresso divieto del nonno. Ammirò l’uccellino appollaiato su un ramo del grande albero e la papera che nuotava nello stagno. Assistette alla diatriba tra i due, perché l’uccellino   scherniva la papera, essendo un uccello che non sapeva volare.
A sua volta la papera lo derideva perché non sapeva nuotare. Ad un ceto punto, mentre i due litigavano, il gattino, quatto, quatto salì sull’albero, con il palese intento di mangiare l’uccellino. A quel punto, Pierino, visto il pericolo, gridò all’uccellino : ”Attento!”,  ed il volatile si allontanò, ma la papera cominciò a starnazzare, facendo subito uscire il nonno, che appena vide Pierino sul prato subito lo prese per mano e lo condusse verso casa  chiudendo il cancello.
Pierino si era appena allontanato, quando un grande lupo grigio sbucò dalla foresta vicina. La papera balzò sulla riva e prese a correre con tutte le sue forze, ma il lupo l’afferrò e ne fece un solo boccone.
In un baleno, il gatto si era arrampicato sull’albero, mentre l’uccellino si era rifugiato  su  di un altro albero, ma il lupo cominciò a girare intorno all’albero e a guardare all’insù con occhi ingordi. Pierino, che nel frattempo guardava quanto stesse accadendo, prese una  robusta corda, ne fece un nodo scorsoio, salì su un ramo dell’albero, che si protendeva  verso il cancello, e, afferrando il ramo, chiese all’uccellino di intrattenere e distrarre il lupo, senza però farsi prendere.
Il gioco riuscì: l’uccellino saltellava e il lupo cercava di afferrarlo. Nel frattempo, Pierino riuscì, dall’albero, ad infilare il nodo scorsoio nella coda del lupo e tirò con tutte le sue forze. Quanto più si dimenava il lupo per liberarsi, più il nodo si stringeva. Proprio in quel momento, i cacciatori uscivano dalla foresta e sparavano ad ogni passo. Pierino li pregò:” Smettetela, aiutateci piuttosto a portarlo allo zoo”. E qui finisce il racconto.
L’opera si conclude con una marcia trionfale, composta da tutti i temi della composizione, con Pierino in testa, i cacciatori che trascinavano il lupo e tutti gli altri animali dietro, con il nonno che mentre camminava continuava a borbottare, mentre la povera papera si trovava inghiottita viva nella pancia del lupo. “Povera papera!”.
Lanzillotta   ha concesso, quale bis, proprio la marcia trionfale finale. Al termine del concerto, si è visto consegnare una bottiglia di liquore dedicata ad Arechi II, la cui etichetta è stata disegnata dal M° Ferrante, mentre a Silvio Orlando, quale premio alla carriera, gli è stata consegnato anche   un piatto di ceramica del M° Elio Sagnella, ovviamente con dipinto riproducente la Chiesa di S. Sofia, iscritta, con il relativo compresso monumentale, alla World Heritage List Unesco.
La città ha voluto così ricordare anche i dieci anni dalla proclamazione di Benevento, quale Città Unesco, per la sua preziosa testimonianza longobarda, come ha ricordato l’assessore alla cultura, Dott.ssa Rossella Del Prete e come è stato poi ribadito anche dal sindaco, nel suo intervento, in cui si è detto felice di poter consegnare il premio ad un artista di origini sannita. La famiglia, per la precisione, è di Pesco Sannita. Nel ringraziare il direttore artistico, Antonio Frascadore,  che ha svolto un ottimo lavoro, Mastella ha assicurato che, insieme, stanno ragionando su un percorso nella  città d’arte, per portarla ad un livello sempre più alto. Il sindaco ha quindi promesso a Silvio Orlando che, quando in autunno sarà riaperto il Teatro Comunale,  lo avrebbe di nuovo invitato quale  gradito ospite e come artista. Quindi, Mastella pensa di essere ancora sindaco in quella occasione.
Silvio Orlando ha ringraziato il pubblico, che ha avuto il coraggio di uscire di casa, per farsi “contagiare” da quelle bellissime  vibrazioni, che si possono avere solo a teatro.
Ora assisteremo poi, l’11 luglio, stesso orario, stesso luogo, ad un altro imperdibile spettacolo che vedrà rappresentate “Le quattro stagioni”, con il contributo della Compagnia Balletto di Benevento, della direttrice, nonché nostra cara amica, Carmen Castiello.
Maria Varricchio

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