Aperta, con successo di pubblico malgrado la pandemia, la stagione concertistica 2021 dell’Orchestra Filarmonica di Benevento

La nostra orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Benevento, ha aperto il 22 giugno la sua  nuova stagione, al Teatro Romano di Benevento, con il concerto inaugurale, diretto dal giovane  e bravo M° Stanislav Kochanovsky, con l’altrettanto giovane  e brava pianista, Beatrice Rana.
Tutti abbiamo potuto scoprire le qualità, l’alta professionalità, che questi artisti hanno dimostrato suonando con l’Orchestra Filarmonica, anch’essa ormai decollata già da qualche anno.
Per l’impegno profuso nella progettazione e realizzazione di corsi e collaborazioni nelle scuole, il Ministero della cultura, ha approvato  e riconosciuto la “Formazione Sud”, tra i Progetti Speciali del 2021.
La stagione concertistica viene sostenuta anche dalla Regione Campania, dalla Provincia e dal Comune di Benevento; dalla Santec spa; dalla Gesesa – Gruppo Acea.

Inoltre, in quest’anno, l’OFB, insieme alla Rummo spa, ha inaugurato la prima stagione di musica da camera, eseguita presso l’Hortus Conclus di Benevento, sempre con la direzione artistica di Beatrice Rana.
Il programma di sala del concerto inaugurale  è stato molto ricco e soprattutto abbiamo ascoltato brani insoliti.
Infatti abbiamo iniziato con l’”Ouverture Ruslan e Ludmilla” di Michail Ivanovic Glinka,  che egli scrisse tra il 1837 ed il 1842, sulla base del poema omonimo dello scrittore Aleksandr Sergeevic Puskin. Essa diventò un modello per la successiva musica nazionale russa. La sua musica nacque quasi  per un senso di rivalsa nei confronti della situazione che si era creata in Russia dopo l’invasione napoleonica, con l’unico obiettivo di affermare la forte idea di nazione, che è tanto presente, da sempre, nel popolo russo.
La pianista Beatrice Rana, anche  direttore artistico della stagione, ha suonato con l’orchestra il concerto per pianoforte n.2, in do minore, op.19, scritto da Sergej Rachaminov. 
Il musicista studiò al Conservatorio di S. Pietroburgo e poi a Mosca, della  cui  Filarmonica dal 1911 al 1913, ne fu il direttore.
Alcune parti di questa magnifica composizione sono state utilizzate, in alcuni  film, quale quello con Marilyn Monroe, dal titolo ”Quando la moglie è in vacanza”; in “Breve incontro” di David Lean; “Tornare a vivere”, con Anne Giradot;  infine nel film “Hereafter” di Clint Eastwood.
Musica dunque che ha riscosso nei nostri contemporanei grandissimo apprezzamento, consentendo così di alzare il livello della cinematografia.
Di Alexander Borodin sono state eseguite le “Danze polovesiane” da “Il principe Igor”, opera purtroppo rimasta incompiuta, perché fu iniziata nel 1869 ed il M° morì il 1887.
Queste danze fanno direttamente riferimento  alla popolazione turca dei poloviciani (già nota anche col nome di cumani). I poloviciani, a partire dal 10° sec. occuparono i territorî a nord del Mar Caspio e del Mar Nero, per poi emigrare in Bulgaria ed in Ungheria, dove furono lentamente assorbiti e cristianizzati. La composizione dell’opera è data da vari tipi di danze: quella per ragazze, per uomini, e quella generale.
Esse sono state particolarmente gradite dal pubblico, tanto che il direttore le ha bissate.
Anche queste danze sono state utilizzate quali colonne sonore da autori contemporane. Infatti,     nel 1953 Robert Wright e George Forrest presero la musica di Borodin per realizzare la canzone “Stranger in Paradise”,  inserendola nel musical Kismetrà.
“Pierino e il Lupo” é il prossimo appuntamento con il quale l’Orchestra concluderà, il 28 giugno, alle ore 21, nel Teatro Romano, la kermesse del Festival BCT di quest’anno. Infatti, la collaborazione, molto indovinata, tra le due organizzazioni è da considerarsi semplicemente lodevole, perché non vi era modo migliore per unire cinema, teatro e musica.
La voce narrante di “Pierino e il lupo”, sarà quella del  grande Silvio Orlando, cui il Sannio ha dato i natali, mentre Francesco Lanzillotta sarà direttore dello spettacolo. 
Non potremo mancare.
Maria Varricchio

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