Natale mistero d’infinito amore

Il 2020 rimarrà nella storia per la pandemia che ha procurato, morte, malattia, separazione, isolamento, povertà e soprattutto tanta paura e incertezza. Un tempo sospeso che ha esaurito le scorte della speranza e della gioia.
Per noi cristiani, in ginocchio davanti a Dio che si fa uomo per salvarci, è festa di Luce per la benevolenza del Signore che invia anche per noi l’Angelo, come un giorno ai pastori: “Non temete, vi annuncio una grande gioia, che è per tutto il popolo”.
Il virus andrà via ma la presenza dell’Emmanuele resterà per sempre. Dio ama l’uomo fino al punto da donare suo Figlio nato dalla Vergine Maria e custodito con tenerezza da Giuseppe. Anche i pastori “furono presi da grande timore” ma nella grotta di Betlemme adorarono Dio fatto uomo, il Bambino Gesù, unico medico capace di guarire corpo e anima. Egli è venuto per i malati e per i peccatori.
La Chiesa è il grande ospedale che accoglie ogni infermo, in essa il più rinomato primario, Gesù, personalmente cura e risana ogni cuore con la Parola e i Sacramenti, con la collaborazione di medici e infermieri speciali, sacerdoti e laici impegnati, pronti a testimoniare che la salvezza conta più della salute.
L’imperatore Aureliano istituì il 25 dicembre la festa del Dies Solis Invicti, giorno della nascita del sole invincibile. I cristiani contrapposero al culto pagano la propria festa della luce, la festa della nascita di Gesù Bambino: “luce per illuminare le genti”.
Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, afferma: “Cristo è il nostro nuovo Sole!” Nessuno può abitare nelle tenebre se Cristo ha rischiarato la notte del mondo. Ogni giorno, le parole dell’Arcangelo dell’Incarnazione Gabriele – Fortezza di Dio, sono ripetute innumerevoli volte da quanti recitano il Santo Rosario: “Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne … “e da quanti recitano tre volte al giorno, mattino – mezzogiorno – sera, un’altra preghiera bella che ricorda il mistero dell’Incarnazione del Verbo: Angelus Domini nuntiavit Mariae.
Natale, dal latino Natalis, segni la nascita di Gesù nostra speranza nel cuore di ogni uomo e di ogni donna della terra.
Auguri e Santo Natale di Gesù a tutti.
Mons. Pasquale Maria Mainolfi

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