Bisogna sloggiare un despota da Palazzo Mosti

Come se Noi Campani  avesse una sede regionale nel capoluogo campano, Clemente Mastella, con una nota datata “NAPOLI 29 NOV”, ha comunicato alla stampa che il suo nuovo soggetto politico “sarà determinante in molte realtà per la vittoria del modello De Luca alle amministrative”,  poiché  Noi Campani presenterà liste “in tutte le realtà a sistema proporzionale”, nella regione.  “Ma se qualcuno immagina di condizionare le alleanze vorrà dire che agiremo di conseguenza”,  avverte Mastella, che aggiunge: “Il nostro modello è quello vincente di De Luca alle regionali, chi vuole procedere diversamente lo dica subito”.
Poiché il Pd sannita ha già detto molto chiaramente che alle comunali di Benevento sarà alternativo a Mastella, probabilmente l’invito del sindaco a dirlo subito è rivolto ad altre realtà. E’ certo, però, che è venuto a cadere, da parte del sindaco di Benevento, il ricatto secondo cui se il Pd sannita non fosse stato disponibile ad applicare il modello De Luca a Benevento, sarebbe venuto a cadere, in Senato, dove il governo ha i numeri contati, l’appoggio delle truppe di Mastella alla maggioranza giallo rossa, mentre Noi Campani,  nei rimanenti comuni della regione che andranno al voto la prossima primavera, non avrebbe stretto alleanza con le forze politiche del predetto modello, facendo, conseguentemente, vincere le elezioni al centro destra laddove sarebbe determinante il partitino di Mastella, in particolare a Caserta, dove ha preso il 6,24%, e Napoli, dove ha conseguito appena il 2,01%, quando non si sa ancora di quali forze si compone il “modello”, in queste due città. Si sa, intanto, che anche a Napoli il Pd intende fare a meno di Mastella.
Ma il sindaco di Benevento, per alzare evidentemente il peso della sua partecipazione all’alleanza del “modello”, dice: “Abbiamo continue richieste di adesione, hanno già scelto il nostro progetto centinaia di amministratori comunali per cui era indispensabile strutturarsi  anche sul piano regionale per dare le giuste risposte ai territori”. Essendo lui il segretario politico, ha nominato “vicesegretario regionale vicario Luigi Bosco, vice segretario Guerino Gazzella, segretario regionale dei giovani Raffaele Mosca, segretaria regionale per le donne Adele Nigro, responsabile degli enti locali Donato Pica” .Poi, prosegue: “Insomma abbiamo dato spazio a tutte le province in un lavoro work in progress dove a breve annunceremo anche altri amici che saranno coinvolti nelle aree tematiche”.

Luigi Abbate

Non conosciamo le persone chiamate a reggere le sorti di Noi Campani nella regione, per poter avere una idea della loro capacità di aggregazione. Speriamo che la loro coerenza non sia pari a quella del segretario organizzativo regionale di Noi Campani, Luigi Barone, l’attuale  presidente del Consorzio Asi di Benevento, il quale,  nato politicamente come portaborse del consigliere regionale forzista  Luca Colasanto, prima, e della deputata pure forzista Nunzia De Girolamo, poi, aderisce al partitino di Alfano, divenendone dirigente nazionale. In considerazione del suo peso politico,  il governatore De Luca lo nomina come consulente per i problemi dello sport.  Successivamente,  dopo il ritiro di Alfano dalla scena politica e lo scioglimento del suo partitino, Barone passa in Forza Italia, sostenendo con gli altri 3-4 ex alfaniani la coalizione di Mastella per la elezione del presidente della Provincia, prima, e del Consiglio provinciale di Benevento, poi. Infine, abbandonata Forza Italia insieme a Mastella, aderisce al nuovo soggetto politico fondato dal sindaco di Benevento.   Della segreteria fanno, poi, parte  anche “la senatrice Sandra Lonardo, i due consiglieri regionali, Luigi Abbate e Maria Luigia Iodice, il presidente della provincia di Benevento, Antonio Di Maria, e i segretari e i presidenti provinciali del movimento”.  Il segretario provinciale di Napoli sarà Peppe Barra, che presto verrà affiancato  da un presidente e da una segreteria provinciale. Anche il segretario cittadino di Napoli, Gianni Galano, sarà coadiuvato  da un presidente e da una segreteria, mentre Mastella, a breve, definirà anche l’organigramma  di Caserta e delle altre province.

Mastella prevarica decreti e regolamenti per effettuare nomine. La denuncia di Italo Di Dio
Mastella, sul piano locale, è impegnato a sopperire alla mancanza di alleati per mettere in piedi la sua coalizione, che comunque, come già annunciato, sarà composta da 7-8 liste, attraverso l’impegno di uomini del suo entourage, in primis il consigliere regionale Luigi Abbate, che faranno scendere in competizione propri amici. Infatti, per allargare la sua influenza anche al di fuori del suo entourage, ha cominciato a costituire e a integrare i CdA in vari enti strumentali, con il concorso del presidente della Provincia, Antonio Di Maria. Ma “’A gatta pe’ jì ‘e pressa facette ‘e figlie cecate” (la gatta per fare presto fece i figli ciechi), un infortunio cui è andato incontro Mastella. La nomina dell’Avv. Domenico Russo al vertice della Gesesa, leggiamo in una nota soft del Mattino del 2 dicembre, “non va tenuta in considerazione almeno per ora”, perché, “in distonia con i contenuti della delibera licenziata dal consiglio comunale il 22 giugno” scorso. Infatti, il consigliere comunale Italo Di Dio, in data 28 novembre ha chiesto “parere di legittimità in merito alle nomine rispettivamente sulla presidenza della Gesesa e dei componenti il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Città Spettacolo”.Per quanto riguarda la nomina del vertice della Gesesa, Di Dio ha chiesto “un parere in merito alla regolarità della procedura adottata dal sindaco, visto che nessun avviso (tantomeno bando di evidenza pubblica) in relazione alla nomina in oggetto risulta essere stato pubblicato dal Comune di Benevento, che dagli atti non si evince alcuna procedura come richiamata dagli art. 5, 6 , 7 e 8 dell’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale con delibera 7/2020”, quella di cui parla Il Mattino. Nel dettaglio, “l’art. 5 (“pubblicità delle nomine”), prevede la pubblicazione di un avviso da effettuarsi sul sito istituzionale dell’ente per un periodo di quindici giorni, l’art. 6 (“Candidature”)  specifica un termine perentorio per proporre la candidatura corredata da curriculum vitae, ed una serie di documenti allegati, l’art. 7 (“Esame delle candidature”) presuppone l’esame delle stesse candidature  da parte dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco o altro ufficio da lui individuato e la trasmissione della documentazione del soggetto da nominare al responsabile del piano anticorruzione del Comune e, infine, l’art. 8 (“Nomina”) dispone la pubblicazione del provvedimento  di nomina sul sito del Comune”. Inoltre, l’art. 7 richiede “la valutazione di eventuali profili di incompatibilità da parte dei candidati”.

Italo Di Dio

In relazione, poi, alla nomina del nuovo CdA della Fondazione Città Spettacolo, Di Dio, “oltre a rilevare l’inesistenza della medesima procedura”, solleva “il mancato rispetto dell’equilibrio di genere, come invece previsto dal DPR 30 novembre 2012, n. 251, che prevede in particolare che “la composizione degli organi collegiali delle società a controllo pubblico debba assicurare l’equilibrio di genere, garantendo che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo dei componenti di ciascun organo”. Nel caso di specie si rileva la prevalenza di un genere per i 4/5 dei componenti il CdA”.
Anche alla Provincia, il consigliere democrat , Giuseppe Ruggiero, e Luca Paglia, di recente entrato nel gruppo Pd, hanno posto problemi circa la nomina del CdA dell’ASEA (l’agenzia per l’energia) e del presidente del Centro Servizi Territoriali. Secondo la loro interrogazione, Rita Angrisani e Giovanni Mastrocinque, essendo quiescenti, leggiamo sempre sul Mattino, potrebbero assumere tale carica solo per un anno e a titolo gratuito. Nel decreto di nomina, del 18 novembre, non si fa alcun riferimento né al periodo di durata della carica , nè all’eventuale indennità. Per l’Avv.Antonio Capuano, consigliere comunale di Benevento, che eletto in Forza Italia, è passato nell’entourage di Mastella, scatterebbe il divieto in base all’articolo 7 del DL 39 dell’8 aprile 2013, considerata appunto carica di consigliere comunale. Nell’analoga situazione si troverebbe Oberdan Picucci, nominato presidente del CST, in quanto è stato assessore del Comune di Benevento fino a pochi mesi fa.

Lo striscione esposto da Mastella davanti al “Rummo” e al “Fatebenefratelli”
Mastella, interessato a porsi all’attenzione e alla considerazione dei cittadini, cerca di sfruttare ogni occasione per perseguire  il suo fine.  La mattina del 28 novembre, ricevuto dal direttore generale dell’Azienda ospedaliere “San Pio”, Mario Ferrante e da qualche primario del “Rummo”, si è recato davanti al padiglione “Madonna delle Grazie”, dove hanno sede gli uffici dell’azienda medesima, per esprimere gratitudine al  personale sanitario e parasanitario, impegnato nella lotta al Covid-19, e per donare caschi di ventilazione al nosocomio.   Ma, per rendere visibili i sensi del ringraziamento espressi nel saluto,  coadiuvato da alcuni  assessori e consiglieri comunali, che lo hanno accompagnato in questa missione, Mastella ha esposto, davanti alla recinzione di detto padiglione, uno striscione con sopra scritto: “Il sindaco e la sua amministrazione ringraziano medici, operatori sanitari e l’amministrazione del “San Pio” per il costante lavoro profuso in un periodo storico e drammatico per la nostra comunità”.  Il copione  è stato poi replicato davanti al “Fatebenefratelli”, l’altro ospedale cittadino. Ha fatto deliberare dalla sua Giunta l’acquisto di 1.000 saturimetri, “atti a monitorare, in casi di necessità, l’ossigenazione di pazienti positivi al Covid-19 e di quelli affetti da altre patologie, che si trovino in condizioni economiche di disagio”. Ma, di qui alle amministrative di primavera, ne vedremo ancora, di interventi di questo tipo. Egli, infatti, sa che essere arrivato primo, nel capoluogo sannita, alle recenti elezioni regionali, circostanza che ha pure ribadito nel comunicato del 29 novembre (“siamo primo partito a Benevento, saremo determinanti a Caserta e Napoli”), non basta per vincere, neanche raddoppiando i 3.828 voti, pari al 16,6%, ottenuti in tale occasione, rispetto ad una affluenza ai seggi del 55,20%. Con una affluenza quasi simile (58,71%), nel ballottaggio del 18 giugno 2016, ottenne il 62,88%, un percentuale, questa, che si riduce al 36,90% se rapportata a tutti gli aventi diritto al voto. Allora, ebbe dalla sua parte Forza Italia e l’Udc, e, purtroppo, molti elettori pentastellati votarono per lui nel ballottaggio. Oggi, invece, avrà solo l’Udc. Perciò non ha ingoiato bene il non appoggio del Pd alla sua candidatura.

Il documento del Partito Democratico
Infatti,il Pd, a conferma, come dicevamo, del suo rifiuto ad essere subalterno a Mastella, ha diffuso, nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno, un documento firmato dalla sua segreteria provinciale, nel quale, per la elezione del sindaco e del consiglio comunale di Benevento nella prossima primavera, definisce “un percorso nuovo, chiaro, trasparente, plurale e inclusivo”, con il coinvolgimento del Movimento 5 stelle, dei partiti del centro sinistra al governo e dell’essenziale mondo del Civismo e dell’associazionismo cittadino, al fine di ‘dare forma e gambe’ ad una sfida, che è la ragione stessa che unisce queste forze. Infatti, “La condizione farsesca dell’amministrazione comunale di Benevento impone a tutti coloro i quali abbiano a cuore le sorti della città, oggi purtroppo ostaggio dei sogni di ‘trovarsi altrove’ del suo sindaco pro-tempore, di attivarsi concretamente per costruire quell’alternativa di governo che la stragrande maggioranza attende da tempo”. Per il Pd, “si tratta di sostenere, di disegnare un’idea di futuro per la Città avendo l’ambizione, la competenza e l’audacia di darne concreta attuazione”.Ad avviso del Pd, “Benevento, anche per la sua storia e il prestigio millenario che la caratterizzano, non può sottrarsi dal dovere e dal diritto di essere guida del Sannio e delle aree interne della regione”. Questo ruolo “ha bisogno di essere immaginato e sviluppato nel tempo, con autorevolezza, pazienza e impegno quotidiano, coinvolgendo intelligenze ed energie nuove e innovative”. Pertanto, “occorre dar avvio a una grande stagione di rinnovamento, che metta al centro le persone e i loro bisogni, che realizzi un modello di sviluppo sostenibile, dal welfare alla transizione energetica, che renda la città attrattore e promotore di Cultura, Turismo e Benessere collettivo”. Per il perseguimento di questi obiettivi, “il Partito Democratico c’è, con chiarezza d’intenti, determinazione, autentica disponibilità, massima apertura e tensione ideale”.

La replica dei fedelissimi di Mastella
Non Mastella, che in certi casi non si espone direttamente come abbiamo già rilevato in altre occasioni, ma il consigliere regionale, Luigi Abbate, la segretaria provinciale, Molly Chiusolo, il presidente provinciale, Domenico Parisi, e il segretario cittadino, Gianfranco Ucci, di Noi Campani, fedelissimi di Mastella, sono subito intervenuti con un comunicato in risposta a quello del Pd, per dire che l’alleanza del Partito Democratico con i 5 stelle non li spaventa. Anzi, a loro fa molto piacere vedere insieme “la senatrice De Lucia con l’onorevole Del Basso De Caro”, poiché “proprio De Lucia, non molto tempo fa, dichiarava che sarebbe stata innaturale un’alleanza con il Pd”.

Le alleanze innaturali di Mastella
A parte il fatto che la politica è dinamica, non statica, questi signori fingono di ignorare le alleanze stipulate da Mastella, a cominciare da quella che lo ha visto schierato in appoggio alla ricandidatura di Vincenzo De Luca, quale Presidente della Regione, dopo averne cantato peste e corna fino a pochi mesi prima; ma  fingono di ignorare anche il modo come  il loro capo ha realizzato aggregazioni alla sua maggioranza in Consiglio comunale  e come cerca di annettere alla sua causa persone che dispongono di una buona dote di voti.Senza considerare il fatto che il 25 febbraio Mastella ha nominato assessore al Personale la prof. Carmen Coppola, per  conquistare il marito, Gianfranco Ucci, un mister preferenze, suo competitore alle amministrative del 2016,  bisogna ricordare ai suddetti signori che il loro capo aveva rifiutato, in un primo momento la confluenza di Marcellino Aversano nella sua maggioranza, perché la lista di centro sinistra nella quale Aversano era stato eletto, avrebbe subito l’inquinamento elettorale da parte di Corrado Sparandeo, capo dell’omonimo clan e cognato di Rosario Guerra, primo dei non eletti in tale lista.Mastella poi accolse Aversano nella sua maggioranza, ma, il 28 novembre, presenti anche Luigi Abbate e Gianfranco Ucci, ha avuto un incontro con l’Avv. Rosario Guerra, il quale, “nel condividere il progetto politico, ha confermato la propria disponibilità ad aderire a Noi Campani”.Rosario Guerra, la cui onorabilità non può essere messa in discussione solo perché sua sorella ha sposato Corrado, in quella occasione ha dichiarato che si “sente in armonia con l’area che rappresenta il sindaco Mastella” e che vuole dare il proprio contributo “alle prossime elezioni amministrative” con il suo “diretto impegno personale, che completa un percorso già intrapreso in occasione delle scorse elezioni regionali”, quando ha  “appoggiato il consigliere regionale Abbate”.Rosario Guerra, come hanno ricordato Mastella, Abbate e Ucci, è stato “già più volte consigliere  e assessore al Comune di Benevento”. Infatti, nel 2006, eletto in Forza Italia con 392 preferenze, passò nei Ds prima ancora che si insediasse il Consiglio, costituito da una maggioranza di centro sinistra, a determinare la quale aveva concorso, in modo determinante,  l’allora Udeur di Mastella, poiché  l’attuale sindaco di Benevento, lasciato nell’autunno del 1998 lo schieramento di centro destra, era passato nel centro sinistra in seguito alla costituzione del governo D’Alema, per poi ritornare nel centro destra nel mese di febbraio del 2009, quando, come contropartita richiesta da Nicola Cosentino, tentò, senza riuscirvi, di far cadere le amministrazioni di centro sinistra nei due maggiori enti della provincia di Benevento.Rosario Guerra, poi, nel 2011,  venne candidato ed eletto con 518 preferenze  in “Lealtà per Benevento”, una lista espressa dai consiglieri comunali e dagli assessori che, intenzionati con il sindaco Fausto Pepe a portare a termine il mandato elettorale, non avevano, nel febbraio 2009, seguito Mastella nel centro  destra. Sempre nel 2011,  quando Fausto Pepe venne riconfermato alla carica di sindaco, Rosario Guerra fu nominato assessore alla Mobilità. Fu allora che Luigi Abbate, anche lui assessore di centro sinistra con la delega all’Ambiente, rovinò, con il concorso di Rosario Guerra, piazza IV Novembre e piazza Castello, con l’installazione di balaustre, atte a delimitare le aiuole e il Monumento ai Caduti. Quelle balaustre sono state poi più volte rimosse per rendere, nei pressi della villa comunale, agevole il transito della auto, per  consentire il passaggio del giro d’Italia, e per meglio utilizzare piazza IV Novembre in occasione di eventi. L’ultima volta le ha spostate di un paio di metri l’assessora alla Mobilità, Felicita Delcogliano, per creare, intelligentemente, spazi di sosta.Rosario Guerra venne poi revocato, nel 2013, da assessore, in seguito, si ritenne,  all’acuirsi di guai giudiziari a carico del clan Sparandeo. Nel 2016, come dicevamo, è risultato primo dei non eletti in una lista di centro sinistra.

I fedelissimi di Mastella addebitano alla precedente amministrazione di centro sinistra responsabilità riconducibili a dirigenti di Noi Campani e ad assessori di Mastella, precedentemente impegnati in amministrazioni di centro destra
Consentitaci questa lunga parentesi per dimostrare a quei signori come il loro capo, e non altri, sia un maestro nell’inseguire e realizzare alleanze innaturali, possiamo continuare a commentare le loro pretese denunce.Hanno addebitato, come già aveva fatto Mastella, al centro sinistra il mostro di piazza Duomo, la Galleria Malies e il parcheggio di Porta Rufina. I fatti però dicono che  la realizzazione del mostro è stata avviata nel 1999, quando Pasquale Viespoli era sindaco di una coalizione di centro destra.  La realizzazione della Galleria Malies è stata affidata, in project financing,  nel 2005, anche da un’amministrazione di centro destra, guidata dal sindaco Sandro D’Alessandro,  ad una impresa del Casertano, riservando ad essa la gestione della struttura per 30 anni. In quell’affidamento, era compreso il fatto che, nel caso in cui l’impresa avesse avuto bisogno di prestiti da parte di banche, il Comune avrebbe dovuto fare da garante, un impegno che Fausto Pepe, succeduto a D’Alessandro nel 2006, ha dovuto onorare. Era il periodo in cui imperversavano a Benevento imprese proveniente da zone meno tranquille, per usare un eufemismo, del Casertano. Anche la Lumode, che nell’area dell’attuale Terminal bus dovrebbe realizzare il fabbricato voluto da Mastella, ha sede  nel Casertano. La ditta che ha realizzato il Malies, poi,  pagate le prime rate, ha lasciato insoluta la massa di quelle rimanenti, quando, abbandonata  la gestione della Galleria, forse perché si sarebbe rivelata infruttifera,  ha chiesto al Comune un risarcimento milionario  perché il collaudo della  struttura, affidato, pare, al tecnico Adriano Reale, attuale consigliere comunale mastelliano, non era stato effettuato. E quei signori hanno il coraggio di addebitare, nella loro nota, al centro sinistra, il mancato collaudo della spina verde al rione Libertà, una struttura che, realizzata con finanziamenti europei dall’amministrazione di centro sinistra e inaugurata a fine mandato nella primavera del 2016, è stata abbandonata dal sindaco Mastella, succeduto a Fausto Pepe. La realizzazione del parcheggio di Porta Rufina rientra pure in un affidamento, in project financing, da parte del sindaco D’Alessandro ad una associazione temporanea di imprese, in cui il sindaco aveva incluso anche l’Amts, l’azienda di trasporto pubblico, dichiarata fallita dal Tribunale di Benevento per insolvenza verso la predetta ATI, dopo che il sindaco D’Alessandro aveva trasformato il project financing in contratto di appalto.Lo strano, però, è che la sentenza di fallimento viene revocata in Corte di Appello  nell’agosto 2016, sicché i 3 curatori fallimentari presentano ricorso in  Cassazione; ma la Suprema Corte, respinto il primo ricorso, ritenendo valida la sentenza della Corte di Appello, accoglie invece un secondo ricorso, con la motivazione secondo cui, detto in breve, un creditore non può accettare di essere pagato alle condizioni poste dal debitore.E’ appena il caso di ricordare che Gianfranco Ucci, uno degli estensori di quella nota, è stato il vice di D’Alessandro, e che l’attuale assessore ai Lavori Pubblici e l’attuale presidente del Consiglio comunale erano assessori  di quella amministrazione di centro destra.

Mastella – denuncia Altrabenevento – blinda il comandante della Polizia Municipale e vieta il diritto di critica da parte dei dipendenti comunali, anche nei confronti di istituzioni non cittadine
Pensassero, quei signori, a ciò che sta combinando Mastella. “La delibera n. 168 – scrive Altrabenevento il 28 novembre – approvata dalla giunta il 16 novembre  ma finora conosciuta solo dalla Uil, è stata affissa ieri all’Albo Pretorio e subito si manifesta come un concentrato di soluzioni alchemiche. La segretaria generale ci stava da tempo lavorando per tentare di sanare le contraddizioni a catena sorte per sostituire il previsto comandante-dirigente della Polizia Municipale con Bosco Fioravante, comandante, e Gennaro Santamaria, dirigente del Settore Affari Generali. Quelle nomine furono contestate ad agosto 2019 da Gabriele Corona, nella qualità di delegato sindacale del CUB, che anche in quel caso ricevette “avviso di provvedimento disciplinare”, archiviato  per errore di notifica”.
“Leggendo la delibera 168  – prosegue la nota di Altrabenevento – si scopre che ad ottobre 2019 anche la segretaria generale  del Comune, con una relazione riservata al sindaco, aveva espresso forti perplessità sugli atti che avevano portato a quelle nomine, ma il documento rimane tuttora riservato e segreto. Però, quelle perplessità ignorate per oltre un anno, sono state riesumate adesso perché il comandante Bosco non è risultato idoneo all’incarico di Posizione Organizzativa, una sorte di vice dirigente, per il quale  c’è invece un altro ufficiale (della Polizia Municipale – ndr) che ha i requisiti. La macrostruttura del Comune –  scrive ancora Altrabenevento – decisa con la delibera 168 prevede che il comandante da nominare a gennaio deve essere anche posizione organizzativa e per questo saranno cambiati anche due regolamenti dell’Ente”.A questo punto, ci è dato di sapere, il bando sarebbe stato annullato e sarebbe stato deciso che il comandante assumerebbe anche la Posizione Organizzativa. “Intanto cambia pure il codice comportamentale dei Dipendenti Comunali – aggiunge Altrabenevento – e anche in questo caso ci sono novità sorprendenti. La Giunta l’ha approvato con la delibera  171 per introdurre soprattutto una modifica a quella finora in vigore. Infatti, all’art. 10 prevede  che  “il dipendente è tenuto a mantenere un profilo  rispettoso delle pubbliche istituzioni  in generale, e dell’amministrazione del Comune di Benevento in particolare, anche in occasione di manifestazioni pubbliche, raduni, incontri, oltre che nell’uso di strumenti di comunicazione e social network, astenendosi da affermazioni che risultino equivoche, ingiuriose o calunniose, e che in ogni caso siano tali da compromettere o ledere il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni”.  Quindi – osserva Atrabenevento – i dipendenti del Comune di Benevento sono gli unici in Italia a non poter esprimere, come cittadini, neppure in modo composto o magari con un “mi piace” su facebook, critiche agli amministratori pubblici della propria città o di qualche Ente, in Italia e nel Mondo, perché potrebbero ingenerare  “rapporti di sfiducia verso le istituzioni”. Ovviamente, questa nuova regola – conclude Altrabenevento -, contraria a qualunque legge e diritto costituzionale vale soprattutto per qualcuno ben identificato”.

Altrabenevento denuncia la figuraccia di Mastella
Quei signori dicano che tipo di sindaco è il loro capo. E dicano anche come era pervenuto alla nomina del suo avvocato personale quale presidente della Gesesa, senza rispettare le norme sancite nella delibera n. 7/2020, stanti le osservazioni fatte da Italo Di Dio, il consigliere comunale, che Mastella copre di improperi e di presunti rinfacci in una nota velenosa, diffusa alle ore 17,29 del 2 dicembre, perché costretto ad inviare, il primo dicembre, alla Gesesa,  una nuova comunicazione per annullare la precedente segnalazione di Russo, comunicazione di cui ha dato notizia il 2 dicembre anche Il Sannio Quotidiano, con toni meno morbidi di quelli usati dal giornale di Mastella.La nota del sindaco giunge due minuti dopo quella con cui Altrabenevento annuncia: “Il sindaco Mastella costretto ad annullare la designazione del nuovo presidente della Gesesa. Non commentano la figuraccia i suoi sostenitori (cioè anche quei signori – ndr) abituati ad indicarlo come migliore sindaco d’Italia”.
Altrabenevento ricorda che nell’atto di nomina il sindaco “si è limitato a segnalare che l’azienda idrica ‘versa in una situazione delicata’ ma non spiega perché”. Pertanto, l’associazione contro il malaffare si domanda: “E’ delicata la situazione sanitaria per la contaminazione dei pozzi da tetracloroetilene? E’ delicata la situazione strutturale considerati i guasti e i problemi tecnici della rete? E’ delicata la situazione patrimoniale e finanziaria considerati i numerosi incarichi a noti professionisti cittadini? E’ delicata la situazione giudiziaria, considerata l’indagine per la gestione del depuratori?”.Chissà se il sindaco e/o quei signori daranno una risposta!
Giuseppe Di Gioia

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