Il repentino ravvedimento di Barone rispetto all’insediamento del biodigestore meraviglia il Partito Democratico

“Con piacere”, scrive il Pd, in apertura di un suo comunicato diffuso il 14 ottobre, “apprendiamo dalla stampa del sopraggiunto “ravvedimento” del presidente Luigi Barone, in merito alla realizzazione del Biodigestore in zona ASI Benevento”.
Il Mattino dello stesso 14 ottobre pubblicata, infatti una nota relativa all’incontro che il presidente del consorzio ASI aveva avuto con Cosimo Rummo, patron dell’omonimo pastificio, con sede nella zona industriale di Ponte Valentino.
Cosimo Rummo, insieme a Minicozzi dell’Agrisemi, a Bianchi Orizzonti e al management della Nestlè, la multinazionale che produce pizze, avevano protestato rispetto all’insediamento del Biodigestore in quella zona da parte di Energreen, la società di cui era presidente, fino alla nomina ad assessore regionale,  Mario  Morcone.
Cosimo Rummo aveva anche prospettato l’ipotesi di trasferire altrove il suo opificio, se non fosse stato impedito l’insediamento del Biodigestore, che avrebbe dovuto lavorare 110mila tonnellate della frazione secca dei rifiuti provenienti da tutta la Campania.
Ma questa era, in quel momento solo una minaccia. Insieme ai suddetti esponenti della filiera agroalimentare, aveva chiesto, con la presentazione di un ricorso all’ASI, l’annullamento degli atti relativi all’insediamento dell’Energreen.
Tuttavia, dopo le dimissioni di Morcone da presidente dell’Energreen, l’amministratore delegato della predetta società, Bruno Rossi, cui Arpaise ha dato i natali, aveva detto che il programma relativo a quell’insediamento non sarebbe cambiato.  Anzi, il Biodigestore sarebbe stata una risorsa con ricadute benefiche sulla comunità.
Rispetto all’insediamento del Biodigestore si erano opposti Mastella, che però consigliava altro sito dell’impianto, il presidente della Provincia, Di Maria, Confcommercio e Partito Democratico. I Dem, per chiarire la loro posizione, avevano tenuto una conferenza stampa, il 28 agosto,  con la partecipazione del proprio capogruppo in seno al Consiglio provinciale, nonché sindaco di Foiano Valfortore,  Giuseppe  Ruggiero, del riconfermato consigliere regionale, Mino Mortaruolo, e di Antonella Pepe, attuale coordinatrice della segretaria provinciale del Partito. 
In quella sede, infatti, venne denunciato “quanto stava accadendo in conseguenza della delibera che lo stesso Luigi Barone aveva assunto e sottoscritto per l’avanzamento dell’iter realizzativo del mega impianto di rifiuti”. Nel suddetto comunicato, ricordano anche che, nella conferenza stampa, posero “l’accento sulla necessità di rendere la zona ASI, dove sono insediate importanti industrie della filiera agroalimentare, un polo di eccellenza del settore”.
Ora il Pd è soddisfatto che “il presidente Barone, unitamente al suo “mentore” di Palazzo Mosti, abbia cambiato idea”. Infatti, “passare nel giro di qualche settimana, dal propugnare un termovalorizzatore da 110mila tonnellate annue di rifiuti ad avversarlo è cosa notevole”.
Da parte sua, Barone, a margine dell’incontro avuto con Rummo, ha dichiarato al Mattino: “Con Cosimo Rummo abbiamo condiviso la necessità e la strategia di rafforzare la vocazione agroalimentare dell’agglomerato e l’apertura a breve di un importante burrificio (Bianchi Orizzonti –ndr) va in questa direzione”.
Ma negli ambienti del Pd, restano “in ogni caso, vigili e attenti”, in quanto “i cambiamenti così repentini talvolta celano enormi fregature”. E non si sbagliano in casa Pd. In Luigi Barone, sono stati repentini anche i cambi di casacca politica (Mastella docet). 
La sua carriera politica, iniziata nel 2005, come portaborse di Luca Colasanti  quando l’allora editore de “Il Sannio” venne eletto consigliere regionale nelle liste di Forza Italia. Poi, quando, nel 2008, Nunzia De Girolamo venne nominata deputata da Berlusconi, assunse le funzioni di portaborse anche della parlamentare forzista. Nel 2013, Nunzia De Girolamo, appena divenuta ministra delle politiche agricole, lo chiamò a far parte della sua segreteria, insieme all’avv. Giacomo Papa. Nell’ottobre dello stesso anno, Barone  seguì la parlamentare sannita nella costituzione del Nuovo Centro Destra, con Angelino Alfano e altri, che avevano lasciato Forza Italia, per evitare la crisi di governo, dal momento che Berlusconi aveva ritirato l’appoggio alla maggioranza dalle larghe intese, per andare a nuove elezioni e per impedire, conseguentemente, la sua decadenza da senatore, essendo stato condannato in via definitiva per frode fiscale, un reato commesso quando era presidente del Consiglio.
Poi, quando, nel mese di settembre 2015, Nunzia De Girolamo ritorna in Forza Italia, Luigi Barone rimane nel partitino di Alfano, nel quale aveva assunto una funzione di rilievo. In provincia di Benevento rimane alleato del Pd con quello che era rimasto del NCD, che intanto aveva preso il nome di Alleanza Popolare, dopo il rientro della De Girolamo in Forza Italia. Ma sono quattro gatti: lui a Ceppaloni, Mauro De Ieso a Pago Veiano, Giovanna Tozzi a S.Leucio del Sannio e Francesco Rubano a Puglianello. Quest’ultimo, attuale sindaco di Puglianello, nel 2016 diviene vice presidente della Provincia, l’ente che avrà una amministrazione di centro destra nel gennaio del 2019, dopo la elezione di Antonio Di Maria, nell’ottobre del 2018, a presidente dell’ente medesimo, una elezione che, sostenuta anche da Barone and company dopo che Alfano aveva sciolto il suo partitino, è resa possibile dal determinante voto comparato dei consiglieri del Comune di Benevento, la cui guida era stata assunta da Mastella il 19 giugno del 2016. 
A questo punto, gli ex alfaniani diventano dei cani sciolti. Giovanna Tozzi, nominata presidente dell’Ato Rifiuti, quale componente più giovane del consiglio  eletto nel febbraio 2017, passa nello schieramento mastelliano facendo pendere la maggioranza da quella parte dopo che la elezione di secondo grado dell’organismo dell’Ato, svoltasi con voto ponderato, aveva dato un risultato di parità: 5 consiglieri al centro sinistra e 5 al centro destra. Ma anche gli altri 3, Rubano, De Ieso e lo stesso Barone, si schierano con Mastella. Solo De Ieso, però, seguirà Mastella in appoggio a De Luca. Rubano, invece, in prossimità delle recenti elezioni regionali, viene nominato vice coordinatore regionale di Forza Italia. 
Barone, quale esponente di rilievo nazionale del partitino di Alfano, si era fatto nominare dal Presidente  Vincenzo De Luca, consulente per i problemi dello sport presso la Regione, nomina che ha conservato anche dopo essersi schierato dalla parte di Mastella. Poi, è stato nominato presidente del Consorzio ASI. Ma nel Consiglio dell’ASI, evidentemente su indicazione della De Girolamo, era stato già nominato da Stefano Caldoro, il governatore di centro destra della Regione, soppiantato, nel 2015, da Vincenzo De Luca.  Infatti, allora, Luigi Barone era ancora collaboratore della De Girolamo. 
In linea generale, si schierano dalla parte di chi gestisce il potere, al fine di ottenere nomine e prebende, sempre le persone che non hanno una formazione politica.
Il Pd, pertanto, può stare tranquillo, a nostro avviso. Barone non cambierà casacca, e quindi neanche posizione rispetto al non insediamento del Biodigestore, dal momento che anche Vincenzo De Luca, cui Barone non può che essere fedele, ha preso posizione sul progetto di Energreen di impiantare il Biodigestore a Ponte Valentino: “Sono contrario”, aveva dichiarato De Luca alla vigilia del voto, “alla collocazione lì del biodigestore. Lavoreremo nelle prossime settimane anche con l’investitore privato per trovare una diversa collocazione”. Barone si era schierato in favore dell’insediamento, prima ancora che De Luca prendesse posizione, per essere in linea con i funzionari regionali che avevano dato l’ok al progetto di Energreen.
Giuseppe Di Gioia

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