Ricciardi (Lega): “Sant’Agata de’ Goti pessima pagina politica nel Sannio e in Campania”

Luca Ricciardi, coordinatore provinciale per il Sannio della Lega Salvini Premier, interviene sulla defenestrazione del sindaco di Sant’Agata de’ Goti Giovannina Piccoli.
“La sindaca Piccoli viene disarcionata dal suo stesso partito (PD) senza una mozione di sfiducia politica in Consiglio comunale. Con un colpo di mano nella notte si è consumata la crisi di questa amministrazione. Nessun motivo, nessuna spiegazione, in un momento grave per la vita del Comune saticulano e della nostra Italia. Il partito unico delle dimissioni firma davanti al notaio.
“Satrapi” e “ras” locali consumano le loro ambizioni e regolano le loro vendette senza alcuna attenzione agli interessi della comunità, oltraggiando il senso del pudore “politico” e dell’etica. Una vicenda in cui partecipa la nuova alleanza De Luca-Mastella-Pd, campioni della gestione clientelare vecchia maniera.
Oggi sui cittadini di Sant’Agata gravano le aliquote fiscali tra le più alte d’Italia, si ritrovano con un Comune in dissesto, vedono la propria cittadina spinta fuori dai circuiti dello sviluppo.
Per la Campania come per Sant’Agata occorrono ricette di risanamento e di rilancio che il PD non sa più fornire, chiuso nei suoi giochi di potere che alla fine si rivelano essere autodistruttivi. Né hanno avuto seguito le promesse di investimento di De Luca per il pronto soccorso e l’ospedale.
Occorre mandare a casa chi antepone gli interessi di bottega a quelli della comunità di riferimento.
Voglio cogliere l’occasione per incoraggiare all’attivismo personalità di spessore politico o della società civile saticulana, per costruire l’alternativa a questa generazione che ha retto il Comune negli ultimi 10 anni.
Sant’Agata, bellissimo borgo medioevale, deve ricercare un futuro nello sviluppo turistico, nelle terre fertili, nella centralità attrattiva, nella valorizzazione dei suoi prodotti tra cui la mela annurca.
Parliamo di prodotti, di sviluppo, di valorizzazione e allontaniamo la politica clientelare e del tornaconto personale che condanna alla sconfitta morale e materiale”.

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