L’Orchestra Filarmonica di Benevento colpisce ancora con una proposta musicale originale e di qualità

La voce del genio! Il terzo concerto della quinta stagione dell’Orchestra Filarmonica di Benevento ha offerto un’esecuzione coinvolgente del monodramma lirico «La voix humaine» di Francis Poulenc. E l’interpretazione che ne ha dato il soprano Lavinia Bini, presso l’auditorium Sant’Agostino, è stata semplicemente meravigliosa. Composta appositamente per Denise Duval, le sue ferite e il suo talento come attrice, il monologo di Jean Cocteau con musiche di Poulenc, in cui una donna vive al telefono la rottura con il suo amante, è una tentazione per qualsiasi cantante innamorata di personaggi forti. Insomma, un vero e proprio banco di prova che richiede una interprete con spiccate doti canore, una consuetudine con la lingua francese che va oltre il testo e, allo stesso tempo, una sicura presenza scenica. Lavinia Bini ha dato tutto questo ed ha certamente trionfato. Il soprano toscano non ha tralasciato nulla al caso ma – sostenuta da una direzione sapiente e accorta di Francesco Lanzillotta e da un’Orchestra solida e dal suono maturo – ha sostanziato con la sua voce l’idea portante dell’opera. Le qualità dell’interpretazione di Lavinia Bini sono numerose: pronuncia, intonazione e fraseggio le carte vincenti. Si è potuto assistere ad una produzione supportata da un approccio musicale di qualità innegabile, con una compagine orchestrale e un direttore che non si sono limitati ad accompagnare ma sono stati essi stessi attori, non lasciando mai sola la protagonista. Anzi, consentendole di vibrare con il corpo in uno spazio dove la drammaturgia e il gioco scenico erano concepiti in modo organico, per produrre una visione collettiva e contemporanea. Non un semplice esercizio di virtuosismo, ma una storia d’amore raccontata nella sua profondità e complessità al telefono, un simbolo della comunicazione moderna. 
Ha fatto da preludio all’opera di Poulenc, quella di un altro genio della musica: Wolfgang Amadeus Mozart, autore della Sinfonia n. 35 in re maggiore, commissionatagli dalla famiglia Haffner in occasione della nobilitazione di Sigmund Haffner figlio. Inizialmente concepita come Serenata, la pagina mozartiana è stata eseguita con piglio brioso e spensierato dalla compagine orchestrale che ha dimostrato di cogliere appieno la leggerezza e la vivacità che si addicono al genere musicale da cui la Sinfonia ha preso vita. Lunghi e convinti applausi hanno suggellato il successo della serata, nuovo tassello delle originali proposte che l’OFB offre alla città.

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