La notte di San Lorenzo all’Hortus Conclusus con l’OFB

Non si poteva trascorrere meglio la notte dei desideri e della magica attesa delle stelle cadenti se non in compagnia della nostra Orchestra Filarmonica di Benevento.
Il concerto, dal titolo “A lume di candela – Sotto le stelle”, è stato presentato dal M°Emilio Mottola che, con fare scherzoso, ha anticipato al pubblico i brani della serata, dichiarandosi persino magnanimo nel caso in cui qualcuno… si fosse addormentato.
In verità, il nutrito programma eseguito dal quartetto d’archi dell’OFB è stato caratterizzato da una dolcezza infinita ed è stato interpretato, come sempre, a regola d’arte, grazie alla bravura dei suoi componenti.
Il M° Emilio Mottola al violoncello, Federica Paduano al primo violino, Simone Gilberti al secondo violino e Giulia Romano alla viola ci hanno fatto ascoltare brani di intramontabile bellezza. I temi principali affrontati nel corso della serata sono stati quelli dell’amore, della solitudine, della distanza fra le persone amate, della speranza e della follia.

Il concerto si è aperto con “Clair de lune” di Claude Debussy, seguito dal “Notturno op. 9 n. 2” di Fryderyk Chopin.
Nella notte dedicata alle stelle e ai desideri più reconditi non poteva mancare il ricordo di una delle più celebri storie d’amore di tutti i tempi, con “Balcony Scene”, dalla colonna sonora di Romeo + Juliet, composta da Craig Armstrong.
Ha fatto seguito l’ascolto di un brano tratto dalla colonna sonora di Interstellar, film del 2014, con le musiche di Hans Zimmer.
Non poteva mancare “Hallelujah” di Leonard Cohen, pubblicata nel 1984.
È stata poi la volta di “Moon River”, composta nel 1961 e resa celebre da Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany. Il brano vinse l’anno successivo il Premio Oscar per la migliore canzone originale.
“City of Stars” è invece uno dei brani simbolo del film La La Land, uscito nel 2016.
Con “Talking to the Moon” è arrivato il momento di Bruno Mars, autore e interprete di uno dei suoi brani più conosciuti.
“Starlight”, del gruppo britannico Muse, ha portato con sé il senso della lontananza e dell’abbandono evocato dal testo della canzone.
Con “Fly Me to the Moon” abbiamo ascoltato una melodia resa immortale, tra gli altri, dall’interpretazione di Frank Sinatra e divenuta negli anni Sessanta indissolubilmente legata all’immaginario delle missioni spaziali Apollo.

Il viaggio musicale è proseguito con “Starman”, celebre brano di David Bowie degli anni Settanta, e con “A Sky Full of Stars” dei Coldplay, pubblicato nel 2014.
“Dancing in the Moonlight”, nella celebre versione dei Toploader, ha introdotto un messaggio di pace e di speranza: il sogno di una realtà diversa, capace di opporsi alla violenza attraverso la gioia e la condivisione.
È stata quindi la volta di “Counting Stars”, brano dei OneRepublic del 2013.
L’omaggio alla musica italiana si è concretizzato in un medley dedicato a Gino Paoli, seguito da un altro medley comprendente “E la luna bussò” e “Figli delle stelle”.
Come bis, il quartetto ha regalato al pubblico “Guarda che luna” di Fred Buscaglione.
Si è conclusa così la prima parte dell’estate musicale dell’OFB Summer 2026 – Hortus Conclusus, nella cornice di una location incantata e incantevole, ricca di luci, fascino e mistero, dominata dal celebre cavallo, opera scultorea del M° Mimmo Paladino, che dall’alto sembra vegliare sull’intero spazio.
Maria Varricchio
