Fede, trattori e comunità: presso il quartiere di Santa Agnese e Santa Margherita, nella cittadina di San Giorgio del Sannio, si rinnova la tradizione della Madonna del Carmine

Giovedì 16 luglio il quartiere si è stretto intorno alle sue radici, tra la solennità della storia e la sfilata dei mezzi agricoli, simbolo del legame indissolubile con la terra. La devozione alla Madonna del Carmine (o del Carmelo) affonda le sue radici nei secoli e richiama l’apparizione della Vergine sul Monte Carmelo, in Terra Santa. ​Oggi più che mai, in un’epoca che corre veloce verso la digitalizzazione e l’individualismo, la festa della Madonna del Carmine dimostra quanto le tradizioni siano la vera linfa vitale di un quartiere. Non si tratta di una semplice rievocazione nostalgica, ma di un potente collante sociale. Questa ricorrenza ha la capacità unica di unire le generazioni: i nonni che tramandano i rituali ai nipoti, i vicini di casa che si ritrovano in piazza, le saracinesche che si abbassano per far spazio alla festa. 

Il momento più atteso e suggestivo delle celebrazioni di quest’anno si è consumato nella giornata di giovedì 16 luglio, quando il sacro ha incontrato la vita quotidiana e il lavoro dei campi. Subito dopo le funzioni religiose sul sagrato della chiesa di Santa Agnese e Santa Margherita, il quartiere è stato pacificamente “invaso” dal rombo dei motori per la tradizionale sfilata dei trattori.

​Decine di mezzi agricoli, dai modelli d’epoca meticolosamente restaurati ai giganti tecnologici moderni, hanno sfilato in parata tra gli applausi dei residenti. I veicoli, addobbati a festa per l’occasione, hanno ricevuto la solenne benedizione da parte del vescovo Michele Autuoro. Un rito potente e commovente, che simboleggia il forte legame del quartiere con la terra, il lavoro e la richiesta di protezione per i raccolti e per chi, ogni giorno con fatica, garantisce il frutto del lavoro agricolo. ​La giornata si è conclusa tra sorrisi, momenti di convivialità e la consapevolezza, condivisa da tutti i partecipanti, di aver preso parte a una pagina di storia locale che continuerà a vivere, forte e fiera, anche negli anni a venire.

Luciaelisa Luongo

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