Progetti “Terrae Motus” – Antonio Del Donno e l’eredità di Lucio Amelio

Il nome di Antonio Del Donno torna a confrontarsi con una delle pagine più importanti e significative della storia dell’arte contemporanea italiana: quella di Lucio Amelio e della straordinaria esperienza di Terrae Motus.

Nata dalla volontà di Amelio di trasformare la tragedia del terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 in una risposta culturale e civile, Terrae Motus divenne un progetto artistico senza precedenti, capace di coinvolgere alcuni tra i più importanti artisti italiani e internazionali. La collezione comprende opere di protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, da Andy Warhol a Joseph Beuys, da Keith Haring a Robert Rauschenberg, da Cy Twombly a Mario Merz, da Mimmo Paladino a Michelangelo Pistoletto, da Mario Schifano ad Alighiero Boetti, fino a numerosi altri grandi interpreti della scena internazionale.

È proprio all’interno di questa straordinaria vicenda che si colloca il rinnovato interesse per Antonio Del Donno, artista che per tutta la sua lunga attività ha sviluppato una ricerca fondata sul rapporto tra arte, società, memoria, spiritualità e responsabilità civile.

L’eventuale riconduzione di un’opera di Del Donno alla vicenda di Lucio Amelio e di Terrae Motus assume quindi un particolare significato storico e culturale: non soltanto la presenza di un’opera, ma il riconoscimento di un artista all’interno di quella grande stagione nella quale l’arte contemporanea seppe reagire a una tragedia collettiva trasformandola in memoria, riflessione e forza creativa.

Lucio Amelio aveva infatti concepito Terrae Motus come una collezione “in progress”, chiedendo agli artisti di confrontarsi con il terremoto e con le sue conseguenze. Il progetto divenne rapidamente internazionale: dopo le prime esposizioni, arrivò a Parigi al Grand Palais e dal 1992 trovò la sua collocazione permanente alla Reggia di Caserta, dove la collezione continua a rappresentare una delle testimonianze più importanti del rapporto tra arte contemporanea e storia civile del nostro Paese.

ANTONIO DEL DONNO, UNA RICERCA CHE ATTRAVERSA IL NOVECENTO
Il percorso di Antonio Del Donno si inserisce pienamente nel clima di ricerca e di sperimentazione che ha caratterizzato l’arte italiana del secondo Novecento.

La sua opera, riconoscibile per la forza del segno, l’utilizzo della materia, la dimensione simbolica e il costante dialogo tra parola e immagine, affronta temi universali: il potere, la fede, la memoria, la sofferenza, la giustizia, l’uomo e la società.

È questo il motivo per cui il suo nome continua oggi a essere oggetto di nuove acquisizioni, studi, mostre e approfondimenti istituzionali.

Il Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno, impegnato nella valorizzazione dell’archivio e dell’opera dell’artista, considera particolarmente importante ricostruire anche i rapporti, le testimonianze e le provenienze che possano restituire a Del Donno il posto che gli compete nella storia dell’arte contemporanea italiana.

UNA PAGINA DA RISCRIVERE CON DOCUMENTI E MEMORIA
Il rapporto tra Antonio Del Donno e la vicenda di Lucio Amelio merita oggi un approfondimento specifico, attraverso documenti d’archivio, testimonianze, fotografie, provenienze e materiali storici.

L’obiettivo non è soltanto recuperare una storia, ma restituire alla memoria dell’arte italiana quei legami che hanno attraversato gallerie, artisti, collezionisti e grandi progetti culturali.

Perché Terrae Motus non è stata semplicemente una collezione: è stata una risposta dell’arte alla storia.

E proprio per questo ogni artista collegato a quella straordinaria esperienza rappresenta un tassello di un racconto che ancora oggi continua a interrogare il presente.

Antonio Del Donno torna così al centro di una ricerca che guarda a Lucio Amelio, a Terrae Motus e ai grandi protagonisti dell’arte contemporanea del Novecento, con la volontà di approfondire e documentare una pagina di storia che merita di essere conosciuta, studiata e valorizzata.

Il progetto di ricerca e documentazione è promosso dal Polo Museale e Centro Studi Antonio Del Donno

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