La città dalle strade per soli uomini: a Benevento le donne valgono solo il 4% della memoria

Passeggiare per Benevento significa attraversare un dizionario storico rigorosamente declinato al maschile. Tra imperatori, re, santi, giuristi e patrioti, la memoria impressa sulle targhe in marmo della città racconta quasi ed esclusivamente le gesta degli uomini. Le donne rappresentano un’eccezione alla regola: su circa seicento vie e piazze cittadine, soltanto ventisei sono intitolate a figure femminili. Un misero quattro percento che confina il contributo della donna e relega l’impronta femminile a una presenza del tutto marginale.
La questione va ben oltre il nome apposto: dedicare uno spazio pubblico significa scegliere chi è degno di essere ricordato, colui che deve essere preso ad esempio ed il soggetto che ha contribuito a plasmare la comunità. Continuare a ignorare la presenza femminile nella toponomastica urbana trasmette un messaggio chiaro e distorto: che le trasformazioni sociali, culturali e politiche sono state un’esclusiva maschile.
Continuare su questa strada non è più accettabile, ma restituire equilibrio alla memoria cittadina richiede azioni concrete e immediate.
Per bilanciare questa sproporzione servono azioni concrete: stabilire una moratoria sui nomi maschili per riservare le nuove intitolazioni a figure femminili, mappando al contempo spazi anonimi come rotatorie e parchi da dedicare a pioniere locali, come: Teodorata, Scauniperga o Sibilla de Afflicto. A questo va affiancata la riforma della Commissione Toponomastica in un’ottica di parità di genere e la valorizzazione delle poche vie già esistenti con targhe esplicative e progetti didattici nelle scuole.
Un’amministrazione proiettata nel futuro non può rassegnarsi a una memoria incompleta. Intitolare le strade di Benevento alle donne non significa cancellare la storia, ma compiere un atto di giustizia culturale verso chi quella storia l’ha costruita nell’ombra. Ogni targa diventa così uno strumento educativo permanente: passeggiare tra i vicoli della città non sarà solo un percorso urbano, ma una lezione di storia a cielo aperto capace di mostrare alle nuove generazioni che il valore, il talento e l’ingegno non hanno mai avuto genere. Restituire uno spazio fisico e simbolico alle figure femminili trasforma la toponomastica in un libro vivo, pluralista e finalmente completo.
Luciaelisa Luongo
