Concerto di Sal Da Vinci – Confusione e fastidio da parte degli organizzatori dell’evento nei riguardi dei giornalisti accreditati

Si dimentica che l’accesso della stampa agli eventi è un diritto sacro e non un regalo di chi organizza un evento, per offrire informazione, come sancito dalla Costituzione

Hanno detto della stampa che rappresenta il quarto potere, un potere di informazione che fa conoscere alla gente le cose positive e negative della società,  ma questo potere viene purtroppo spesso ignorato e trattato come qualcosa di fastidioso ed inutile nei piccoli centri durante le manifestazioni organizzate da enti locali, ed è ciò che è  accaduto a Benevento nella serata del 15 luglio, in occasione del concerto di Sal Da Vinci nella serata conclusiva del Bct.

Confusione e fastidio da parte degli organizzatori dell’evento e del Bct beneventano, con situazioni che hanno visto giornalisti che,  pur avendo chiesto regolare accredito per lo spettacolo, presenza richiesta non per loro diletto, ma per elaborare testi e pezzi giornalistici che diventano veicoli di pubblicità soprattutto per coloro che organizzano gli eventi stessi, sono stati relegati in file lunghe e confusionarie in attesa di veder riconosciuto un ingresso dovuto. 

La ragione di ciò è stata relativa al fatto che gli organizzatori non trovavano i loro nomi negli elenchi degli accreditati per l’ingresso e, alle loro domande di spiegazioni, sono stati apostrofati quale fossero degli abusivi in cerca di elemosina, tutti infastiditi da questi operatori sconosciuti e superflui che volevano vedere lo spettacolo gratis….secondo loro. 

Un lavoro, quello del giornalista, che l’organizzazione della serata ha ritenuto inutile e inservibile creando difficoltà incomprensibili fatte di una burocrazia inutile, farraginosa e confusionaria perfino nel consentire l’ingresso di lavoratori dell’informazione.

Amara considerazione relativa ad un’organizzazione disattenta e imprecisa oltre che poco rispettosa dei giornalisti, lavoratori la cui funzione può anche essere ritenuta da alcuni secondaria,  dimenticando però che non si può ritenere secondario un lavoro che ha una sua dignità ed una funzione sociale centrale in quanto rispettosa dei diritti di chi vuole sapere.

Ricordiamo a tutti quanto sancito dalla Costituzione italiana che recita: “ Il diritto dell’informazione si fonda sull’Articolo 21 della Costituzione italiana. Esso garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo. Include il diritto di informare e di essere informati, un pilastro della democrazia.

Un diritto dunque nell’informazione e nella diffusione di notizie a chiunque vuole ed ha diritto di sapere che solo la professione giornalistica consente, professione dunque che merita rispetto, come qualunque altra, senza fastidio e/o noia da parte di chi ha bisogno del loro lavoro. 
Una giornalista amareggiata ed offesa 

Eusapia Tarricone

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