Accademia di Santa Sofia – Alessandro Bergonzoni, arrivano i Dunque. Avannotti, Sole Blu e la Storia della giovane Saracinesca uno spettacolo di non violenza, di pace e di amore

All’interno della sua rassegna, l’Accademia di Santa Sofia ha portato a Benevento un evento davvero prezioso: Alessandro Bergonzoni. Una vera chicca per la città, capace di tenere viva l’attenzione dello spettatore per tutta la durata della performance, trascinandolo verso un cambio di prospettiva netto. Non a caso, il pubblico ha applaudito più volte a scena aperta, soprattutto in corrispondenza delle battute più pungenti e taglienti.
Per seguire il suo discorso occorre abbandonare le prospettive a cui siamo abituati: ed è probabilmente proprio questo l’obiettivo che Bergonzoni persegue. Indurci a pensare, risvegliare una coscienza individuale e collettiva, sottrarci alla comodità dei ragionamenti automatici.
In scena, assistiamo a un gioco continuo con le parole e con i concetti che esse nascondono. È uno spettacolo che viene voglia di rivedere, quasi di memorizzare, per poter tornare su ciò che si è appena ascoltato e rifletterci ancora.
Sul palco domina un grande elemento scenico: un’enorme scatola, destinata a “conservarlo” alla fine, quando vi si richiude dopo aver attraversato, citazione dopo citazione, autori e idee. Dante, filosofi come Hegel, e soprattutto una serie di spunti che chiamano in causa vita, morte, amore, pace e guerra.

Congedandosi dal pubblico, dopo oltre un ‘ora e mezza di performance, Bergonzoni ha voluto gridare:” Giustizia e verità per Giulio Regeni!”.
E proprio quando la platea era ormai in piedi, convinta che lo spettacolo fosse terminato, è arrivato un colpo di scena: l’urlo delle sirene, quelle che in tempo di guerra annunciano la necessità di correre nei rifugi, come sta accadendo in questo momento a Gaza… I riferimenti alle situazioni politiche e militari attuali sono stati forti; forte, del resto, dovrebbe essere per tutti l’impegno verso la pace.
Curatissima anche la presenza scenica dell’artista: completo nero (pantaloni e camicia) e un soprabito bianco, lungo e stropicciato, quasi a suggerire che la forma ha s・ la sua importanza, ma che la vera urgenza resta nei contenuti.

Lo spettacolo, scritto da Bergonzoni (che ne firma anche la regia insieme a Riccardo Rodolfi), ・ assolutamente imperdibile. Nelle prossime tappe: 4 e 5 aprile al Teatro Toniolo di Mestre (VE), 9 aprile al Teatro Santa Giulia di Brescia, 11 aprile al Teatro Chiabrera di Savona, 15 aprile al Teatro Politeama di Genova e 17 aprile a Medicina (BO), ci si augura che gli ascoltatori siano numerosissimi, affinché il messaggio di speranza contenuto nello spettacolo possa raggiungere quante più persone possibile.
Ricordiamo infine che il prossimo appuntamento, l’ottavo della stagione, sarà sabato 7 marzo alle ore 19.00 allo Auditorium Sant Agostino con Riccardo Zamuner. La grande musica strumentale italiana: Ottorino Respighi・. Respighi compose opere di vario genere (sonate, concerti, suite, opere liriche, cicli per voce e pianoforte e altro), ma è noto soprattutto per una serie di poemi sinfonici dedicati a Roma (la cosiddetta Trilogia romana・), di cui il secondo, “Il Pino”, è il più celebre e il più conosciuto.
Non possiamo mancare.
Maria Varricchio
