La chiusura improvvisa del CSM di Airola getta nel disagio pazienti e famiglie

AIROLA – Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno. La Asl ha disposto la chiusura del CSM (Centro di Salute Mentale) di Airola, trasferendo con un ordine di servizio tutti i pazienti presso la struttura di Puglianello. Una scelta definita da molti “brutale” per modalità e tempistiche, che sta generando sconcerto e preoccupazione tra utenti, familiari e operatori del territorio.
Il Centro di Salute Mentale di Airola rappresentava da anni un presidio fondamentale per l’assistenza psichiatrica locale. Punto di riferimento per decine di persone fragili, spesso con difficoltà economiche o prive di mezzi propri, la struttura garantiva continuità terapeutica, sostegno psicologico e interventi multidisciplinari. Ora, dall’oggi al domani, tutto questo sembra essersi interrotto.
Secondo quanto riferito da familiari e associazioni, la comunicazione del trasferimento sarebbe arrivata senza un adeguato preavviso. I pazienti sono stati “spostati come pacchi” – denunciano – senza che sia chiaro come avverrà concretamente la presa in carico presso la nuova sede, né quali mezzi di trasporto verranno messi a disposizione. Una situazione che rischia di compromettere percorsi terapeutici delicati, costruiti nel tempo con fatica e fiducia.
Il trasferimento presso la struttura di Puglianello comporta, per molti utenti, un aggravio logistico non indifferente. Chi non dispone di un’auto dovrà affidarsi a familiari o ai mezzi pubblici, spesso carenti nelle aree interne. Per pazienti con disturbi psichiatrici importanti, anche un cambiamento apparentemente semplice può trasformarsi in un fattore destabilizzante.
Gli operatori, dal canto loro, si trovano a gestire una fase di transizione complessa. La relazione terapeutica, elemento cardine nel trattamento dei disturbi mentali, richiede continuità e stabilità. Il rischio, sottolineano alcuni professionisti, è quello di disperdere un patrimonio di lavoro costruito negli anni e di aumentare il carico su una struttura già chiamata a far fronte a numerose richieste.
Intanto cresce la mobilitazione sul territorio. Famiglie e cittadini chiedono chiarimenti alla Asl sulle ragioni della chiusura e sui criteri adottati per il trasferimento. Si parla di razionalizzazione dei servizi, ma molti temono che dietro la decisione vi siano esclusivamente motivazioni economiche, a discapito dei più fragili.
La salute mentale – ricordano le associazioni – non può essere trattata come un capitolo di spesa da comprimere. Ogni interruzione improvvisa di un servizio essenziale rischia di tradursi in un costo sociale ben più alto, fatto di ricoveri evitabili, ricadute cliniche e sofferenze familiari.
In attesa di risposte ufficiali, ad Airola resta un senso diffuso di abbandono. Perché quando si chiude una porta a chi già vive una condizione di fragilità, non si tratta solo di una decisione amministrativa: è una frattura nella rete di protezione di un’intera comunità
