Il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” è un’istituzione di alta formazione il cui compito primario è quello di formare i futuri professionisti della musica

In relazione all’articolo apparso su un periodico beneventano, che invita il Conservatorio a “sostenere maggiormente la lirica”, si rende necessario un chiarimento istituzionale, non tanto per difendere l’evidenza dei fatti — facilmente verificabile — quanto per tutelare il lavoro di una comunità accademica composta da docenti, studenti e personale che opera quotidianamente nel rispetto della legge, della missione educativa e della dignità dell’alta formazione artistica.
Il Conservatorio di Musica Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala non è un’associazione concertistica, non è un ente di produzione teatrale, né un soggetto chiamato a “fare cassa” attraverso stagioni o cartelloni.
È, per disposizione normativa, un’istituzione di alta formazione, regolata dal D.P.R. n. 132/2003 e inserita nel sistema AFAM, il cui compito primario è formare i futuri professionisti della musica, non compiacere narrazioni nostalgiche o letture riduttive della propria identità.
L’idea secondo cui l’ampliamento dell’offerta formativa — dal repertorio classico alla musica elettronica, dal jazz al pop, canzone classica napoletana, fino alla formazione tecnica di studio di registrazione — rappresenterebbe una “distrazione” dalla lirica, rivela una concezione superata e giuridicamente infondata del ruolo dei Conservatori.
L’art. 2 del D.P.R. 212/2005 impone alle istituzioni AFAM di adeguare la didattica all’evoluzione delle professioni musicali, nel rispetto della domanda formativa e degli sbocchi occupazionali.
In altre parole: non è il Conservatorio a inseguire i generi, ma sono gli studenti a orientare, legittimamente, i percorsi, come avviene in ogni istituzione accademica seria.
È appena il caso di ricordare che il “Nicola Sala” è l’unico Conservatorio al mondo a vantare una cattedra di Canzone Classica Napoletana, disciplina riconosciuta e sostenuta dai più autorevoli compositori, poeti e studiosi del settore. Un primato che difficilmente può essere letto come segnale di disinteresse verso la tradizione.
Quanto alla lirica, essa non è mai stata né marginalizzata né dimenticata.
È insegnata, studiata e rappresentata nei percorsi accademici di primo e secondo livello, come previsto dagli ordinamenti ministeriali, ed è portata nel mondo come ambasciatrice della cultura italiana.
Basti ricordare alcune tappe internazionali recenti:
il coro Canto Beneventano, del Conservatorio alla Carnegie Hall;
la lirica a Philadelphia, presso il Miller Theater;
il jazz nei circuiti dei festival internazionali, Montrèal;
Teatro di San Carlo, Pop/Rock;
la musica classica all’Istituto Italiano di Cultura di Londra.
Risultati ampiamente documentati e ripresi da numerose testate nazionali e internazionali.
Che una sola testata locale scelga sistematicamente di non darne conto è un fatto, non un giudizio.
È opportuno chiarire, per completezza e trasparenza, che la direzione del Conservatorio ha operato — come doveroso — una razionalizzazione delle spese, eliminando figure esterne prive di fondamento ordinamentale e sostituendole con competenze interne, nel rispetto dei principi di economicità, legalità e buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione.
Il Conservatorio è oggi impegnato in un progetto di Housing Universitario unico nel suo genere, che segnerà un passaggio storico per l’intero territorio, creando sinergie tra Università e Alta Formazione Musicale e aprendo nuove prospettive accademiche e sociali.
Da Benevento continuano a laurearsi studenti che operano in Italia e all’estero, portando prestigio al nome del Nicola Sala. Questo è il parametro con cui si misura la qualità di una scuola.
In conclusione, un sincero apprezzamento va agli autori della “Guida all’Ascolto”, per il contributo divulgativo volto a favorire una maggiore comprensione della lirica, patrimonio identitario dell’Italia e modello studiato e replicato a livello internazionale.
La divulgazione, quando è seria e rispettosa, è sempre un valore.
Ciò che non è accettabile — e non lo sarà mai — è l’uso del sarcasmo per colpire un’istituzione pubblica e, attraverso essa, il lavoro di docenti e studenti.
In qualità di Direttore, difendere questa comunità accademica non è una scelta: è un dovere istituzionale.
M° Giuseppe Ilario
Direttore del Conservatorio Nicola Sala di Benevento
