Maurizio De Giovanni con “Il Miracolo” celebra l’essenza di Napoli attraverso il prisma del calcio

Narrazione e musica che celebra la passione, la fede, la scaramanzia e l’attesa collettiva del quarto scudetto del Napoli calcio, questo il contenuto della rappresentazione teatrale “Il Miracolo”, in scena nella serata dell’8 gennaio 2026 presso il teatro “Vittorio Emmanuele” di Benevento.
L’opera rappresentata è stata scritta e interpretata da Maurizio De Giovanni, celebre autore napoletano di romanzi gialli, affiancato da Marianita Carfora e Alfredo Mundo, il tutto accompagnato dalle musiche di Marco Zurzolo con la regia di Annamaria Russo.


La performance, attraverso le voci ed i racconti di diversi personaggi napoletani, interpretati da De Giovanni, Mundo e Carfora, tutti travolti dall’aspettativa di un nuovo scudetto del Napoli calcio, “Il Miracolo”, è riuscita a coinvolgere il pubblico presente nella passione sportiva e sociale di una città che non accetta di essere considerata inferiore, ma vuole celebrare se stessa con la gioia sincera di quanti amano la propria metropoli con intensità e passione. 
I personaggi interpretati da De Giovanni, sono uomini del popolo che raccontano se stessi e la propria città alla vigilia di un evento sportivo che rappresenta, per ognuno di loro, quasi una rivincita nei confronti di una vita che ha regalato loro difficoltà e amarezze e che, grazie ad un momento sportivo collettivo, dona finalmente un riscatto dal sapore personale e


Belle le musiche che intervallano i racconti, melodie napoletane che hanno trascinato i presenti nei luoghi più suggestivi della città, nei sentimenti più profondi di un popolo che ama e vuole celebrare la propria città e la vita, negli attimi prima della vittoria, momenti che trasformano la tensione in un rito collettivo, un Miracolo, che lega il calcio alla spiritualità popolare. 
La città diventa, attraverso i racconti presentati in forma di confessioni ad un prete tifoso che ambisce solo ad un caffè, mai preso dovendo ascoltare le storie dei suoi fedeli, un’unica realtà che si ritrova alle porte di un’esplosione calcistica dopo la quale nulla, ma proprio nulla, sarà più come prima, che vede e vive la passione sportiva con lo stesso colore, un azzurro che si confonde con il cielo.
C’è però un giorno, quello raccontato dai diversi personaggi che parlano di se stessi, diverso da tutti gli altri, è il giorno prima della festa, un momento in cui tutto è possibile e niente è sicuro, nel quale si finge tranquillità, ma si tiene in tasca un corno, si parla di altro, ma il pensiero va sempre nella stessa direzione, una vittoria collettiva e personale possibile, ma mai certa. 
E’ il momento in cui ci si confessa ad un sacerdote per avere una benedizione che va al di là del rito religioso, è l’attimo in cui si spera in una protezione contro l’ansia e la realizzazione di una speranza dal sapore sacro, il tutto attraverso un amore incondizionato per la squadra che rappresenta il proprio mondo e le proprie aspettative. 
Tutta la rappresentazione è stata presentata con uno stile ironico e commovente, con una tecnica che mescola realismo, commedia e malinconia partenopea, trasformando un trionfo sportivo quasi in una veglia collettiva tra fede, scaramanzia, rabbia e amore, il tutto accompagnato dalla musica calda e piena di un sassofono che ha ricordato il cuore pulsante di Napoli e della sua gente. 


Una passione azzurra che dunque alimenta le circostanze della vita dei diversi personaggi presentati, che vive di superstizione, scaramanzia e speranza, un’eccitazione al centro della quale c’è spesso un prete che elargisce benedizioni “sospese”, preghiere e consigli per scongiurare la sfortuna e portare fortuna alla squadra.
Serata dunque di napoletanità ironica e profonda, di racconti malinconici sostenuti da un’identica passione, quella per una squadra di calcio che potrebbe regalare felicità sportiva, ma soprattutto rivalsa umana e sociale, momento di sana e piacevole commedia resa tale dalla recitazione ironica di De Giovanni, Mundo e Carfora, ma anche dalle musiche che li hanno sapientemente accompagnati. 
Eusapia Tarricone

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