Le aree interne

Questa nostra terra è così bella, così ricca di storia.. ma anche così “amara”.

Mimmo, nato qui nel Sannio, dopo gli studi decise “caparbiamente” di rimanere a Benevento e si sarebbe accontentato anche di poco.. pur di non andar via.

Ma, ahimè, non immaginava quanto sarebbe stato difficile! All’epoca era molto giovane, pieno di entusiasmo e anche un po’ imprudente.. “Grandissimo…………….! Dopo tutta l’acqua che ti ho portato con le orecchie, questo oggi è il tuo ringraziamento?” Così Mimmo si rivolse al suo ex datore di lavoro. A quella riunione di confronto era presente anche il consulente legale dell’azienda.

I due pensarono “bene” di querelarlo. Volevano, in questo modo, punire Mimmo per quel suo.. scatto d’orgoglio. Così il poverino, in quelle stesse aule di Tribunale in cui rincorreva la “sua” liquidazione, si ritrovò imputato del reato di diffamazione. Purtroppo, da quel momento, ovunque andasse a presentare il curriculum, arrivava a distanza di qualche giorno la solita “lettera di referenze”. Tanto che, per un certo periodo, Mimmo fu costretto a lavorare fuori provincia. Ultimamente e sempre più spesso, sentiamo degli appelli rivolti ai nostri giovani: “Rimanete, tornate!”

Il vero dramma delle aree interne non è tanto per la loro posizione geografica, ma per la mediocrità della sua classe dirigente. Gli imprenditori, in gran parte, considerano i propri dipendenti solo come dei costi in bilancio e non delle risorse preziose.. da valorizzare e proteggere. Così, quando c’è da tirare su l’utile, s’interviene riducendo le retribuzioni, gli oneri sociali.. la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Peggio degli imprenditori sanno fare solo i politici. Se non riescono a ricandidarsi, per l’ennesima volta, allora ricorrono ai figli. Evidentemente, ci considerano tutti.. dei sudditi! L’accostamento, poi, di un presunto “brand di famiglia” alla gestione della Cosa pubblica, ne è la dimostrazione.

Ma in caso di fallimento, mi chiedo, chi si farà carico del “rischio d’impresa”? La collettività tutta? Troppo facile! Prima la politica era sangue e “merda”. Il sangue inteso come passione e spirito di sacrificio. Oggi cos’è rimasto? Non ci si candida più se un posto non è.. “contendibile”. Mimmo, comunque, non si è mai arreso. Ha sempre trovato la forza di reagire.. anche quando le cose si mettevano male. Ormai sono trascorsi tanti anni e quel procedimento penale a suo carico si è concluso con un nulla di fatto.. una prescrizione! Il giudizio di lavoro, invece, è ancora oggi pendente in Cassazione.

A Benevento, in primo grado, i Giudici avevano ravvisato del “fumus”. Probabilmente nelle aree interne, più che altrove, un lavoratore è credibile solo quando finisce per versare.. in una pozza di sangue! Degli uomini potenti ed arroganti hanno provato in tutti i modi a piegare ed indebolire il nostro Mimmo, ma senza mai riuscirci!

Forse lo avranno impoverito, questo sì. Se non fosse stato costretto a sostenere tutte quelle spese legali, già diversi anni fa avrebbe sostituito la sua macchina. Ma non gli importa. Con la sua vecchia auto, Mimmo circola lo stesso. Per strada, poi, rispetta tutti.. ma non nutre alcun timore! A volte mi capita di osservarlo. Mimmo mi sembra triste. Allora gli chiedo: “Che hai? In fondo, sei sempre riuscito.. a cavartela!” Lui mi sorride ma non risponde.

È consapevole del tempo perduto, di una vita.. che gli è sfuggita dalle mani. Mimmo sono io. Mimmo sei tu, mio caro lettore! Per i nostri figli, invece, vorremmo tutti un destino diverso.. un futuro migliore! Diciamoci la verità, sono troppi i compromessi per continuare a vivere nelle aree interne. Tutti questi “accordi al ribasso” alla lunga finiranno per imprigionare l’anima dei nostri ragazzi e non permetteranno loro di realizzare i propri sogni. In cuor mio sono convinto che ci saranno sempre dei giovani disposti a sacrificarsi, per rendere questo nostro territorio più libero e democratico. Se io non nutrissi questa speranza, ai ragazzi che mi dovessero chiedere cosa fare oggi risponderei: Fujtevenne!

In fede

Beniamino Furno

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