Premio Strega 2025: Andrea Bajani trionfa con “L’anniversario” – Tra premi, letture e squilibri da colmare: cosa ci rivela davvero il Premio Strega

di Lucia Caruso

Il 3 luglio 2025, nella suggestiva cornice di Villa Giulia a Roma, è stato assegnato il Premio Strega, il più prestigioso riconoscimento letterario italiano. A vincere è stato Andrea Bajani con il libroL’anniversario (Feltrinelli), un’opera intensa e personale che affronta il tema della memoria familiare e della liberazione da un’eredità patriarcale soffocante.

Con 194 voti, Bajani ha superato Elisabetta Rasy (“Perduto è questo mare”) e Nadia Terranova (“Quello che so di te”), in una cinquina finale di altissimo livello. Il testo, che descrive il ritorno di un figlio nel giorno dell’anniversario della morte del padre, è un atto di rottura e di riconciliazione con il passato, scritto con una prosa limpida e dolorosa.

Il Premio Strega, oltre ad essere un evento letterario, è anche un pezzo di storia beneventana. Nato nel 1947 da un’idea di Maria Bellonci e sostenuto dalla famiglia Alberti, produttrice del celebre Liquore Strega, il premio ha portato il nome di Benevento nel cuore della cultura italiana. Ancora oggi, il legame con la nostra terra è forte e vivo, e ogni edizione è motivo di orgoglio per il Sannio.

Dalla sua fondazione ad oggi, lo storico premio beneventano ha saputo rinnovarsi, rimanendo fedele alle sue radici e, al tempo stesso, capace di stare al passo con i tempi. 

Con il trionfo di Bajani conferma, infatti, la sua capacità di intercettare le voci più autentiche e coraggiose della narrativa italiana contemporanea. E mentre la letteratura evolve, il premio continua a essere un faro per chi legge, editori e scrittori. Per noi beneventani, resta anche un simbolo identitario: un legame fra la nostra storia e la cultura nazionale. Un motivo in più per brindare,magari proprio con un bicchiere di Strega, alla bellezza della parola scritta. Ma accanto ai meriti letterari, il Premio Strega porta con sé anche interrogativi irrisolti, che non possiamo più lasciare ai margini. 

La vittoria di Andrea Bajani è pienamente meritata, e il suo romanzo ha colpito per profondità e intensità. Ma accanto alla celebrazione, non possiamo ignorare un dato: in quasi ottant’anni di cammino di questo prestigioso riconoscimento, solo 13 donne hanno conquistato il primo posto. Una cifra che, da sola, racconta quanto il mondo editoriale italiano sia ancora caratterizzato da squilibri profondi.

Nessuno sostiene che le donne debbano vincere “per diritto” in quanto tali. La scrittura non si misura per quote, ma per qualità. Tuttavia, è lecito – se non doveroso- chiedersi perché, in un panorama ricco di figure femminili potenti e originali, il riconoscimento più alto continui a premiare in larga maggioranza gli uomini. E, al di là dei numeri e delle classifiche rimane il desiderio di capire cosa davvero lascia il segno, oltre le logiche di giuria.

L’ambito trofeo ha il merito di accendere i riflettori su opere di grande valore, ma non sempre i libri vincitori sono quelli più letti. Alcuni titoli vincitori sono rimasti confinati in una nicchia di lettori forti, mentre altri, addirittura esclusi dalla lista del gruppo in gara, hanno scalato le classifiche.

Un esempio emblematico è quello di Elena Ferrante, la cui tetralogia “L’amica geniale” ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, è stata tradotta in oltre 40 lingue e ha ispirato una serie TV internazionale. Eppure, nessuno dei suoi lavori è mai stato premiato nella manifestazione di villa Giulia, né è mai entrato nella cinquina finalista. Un caso che dimostra come il riconoscimento del pubblico possa seguire strade diverse da quelle dei premi, e che la forza di una storia sia in grado di superare qualsiasi giuria.

Gentili lettrici e lettori, non credete anche voi che la scelta di un libro da leggere non debba dipendere esclusivamente dal fatto che sia stato premiato?

L’iniziativa sostenuta dalla famiglia Alberti ci offre ogni anno spunti preziosi, ma la lettura resta un gesto personale, intimo, libero.

Andrea Bajani ha firmato un’opera potente, che merita attenzione. Ma forse il compito più bello che abbiamo, no che leggiamo, è quello di cercare- e scoprire – le storie che ci parlano davvero. Anche quando non godono della visibilità mediatica.

Alla prossima pagina.

L’AUTRICE


Nata a Benevento, dopo gli studi liceali ha conseguito la laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Pisa. Si è dedicata alla docenza presso il liceo classico di Saronno (VA). Attualmente vive tra Benevento e Saronno.  Appassionata di Arte, Musica, Teatro e curatrice di spettacoli teatrali, ha tenuto numerosi corsi di Scrittura Creativa. Articolista per Sannio Matese Magazine, ha scritto svariati libri, pubblicati dal gruppo editoriale PubMe

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