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Il
maestro Rino Tresca

Rino Tresca
alla chitarra (foto d'archivio di Casa Salzano)
Il
donnone sembrava un veliero. Forse cercava di imprimere ritmo alla propria
andatura, mentre tentava di percorrere quello slargo di via Galanti dove,
quella sera destate anni 50, Rino Tresca teneva un mini-concerto
per chitarra e voce: "Nà voce nà chitarra e o
poco e luna".
Rino Tresca nacque a Benevento il 25 Aprile 1945, ereditando
la passione per la canzone romantica. Le cronache familiari narrano che
spesso, davanti alla radio, andava in totale estasi per i classici napoletani:
"Mandolinata a Napule", "Anema e core", "
Sciummo", "Pusilleco addiruso", "Tarantelluccia".
Imparò la chitarra con i maestri Pasquale Gallo (accordi
essenziali) e Mario Lamparelli (tecnica e solfeggio).
Ben presto, con il fraterno amico Pompeo Palatella, cantante, esordì
con "I Modesti", complesso che allietò feste,
matrimoni, serate. Poi fu con la formazione del fisarmonicista-cantante
Mario Lamparelli, sax alto Tonino Itro, batteria Giovanni
Itro, voce solista Pompeo Palatella. Ma seguì lesempio
dei cantanti-chitarristi con la formula "Confidenziale"
di Armando Romeo, Ugo Calise, Fausto Cigliano, Roberto Murolo.
Il suo stile particolarmente gradevole si rivelò fonogenico e ben
presto simpose con il "filillo" di voce, visto
che si accompagnava solo con la sua chitarra classica.
Intanto la canzone napoletana ha guizzi di grande vitalità e, sia
per tante novità, sia per ciò che riguarda il repertorio
del passato, si porta ad una diffusione mai vista. Non mancano i cantanti:
accanto a Roberto Murolo e ai suoi epigoni appaiono le voci di
Mario Abbate, Sergio Bruni, Gloria Christian, Aurelio Fierro, Nunzio
Gallo, Tullio Pane, Maria Paris, Franco Ricci, Giacomo e Luciano Rondinella,
Mario Trevi, Gabriele Vanorio.
La canzone napoletana, inoltre, continua ad essere presente nel repertorio
dei grandi tenori lirici e dei cantanti "allitaliana":
Claudio Villa, Giorgio Consolini, Luciano Tavoli e Luciano Virgili.
E Rino accolse gli insegnamenti della canzone colta e di quella popolare
e i suoi concerti furono graditi agli appassionati del genere: "Scalinatella",
"Me so mbriacato e sole", "Nu quarto e luna",
"Aggio perduto o suonno", "Sarrà chi sa",
"Accarezzame", non disdegnando certamente il cimentarsi
nel cabaret: "U tram dà torretta", "E allora?",
"I gemelli", "E cummarelle", "Attenti alle donne",
"O cutugno", giocando, ironicamente, sui doppi sensi.
Quel giovedì di Pasqua lo trascorsi con Rino Tresca e Pompeo Palatella,
in disquisizioni: "La chitarra e la scuola spagnola", "Il
virtuosismo con sviluppo di tecniche originali", "La chitarra
acustica, il più popolare degli strumenti". Poi, tra un caffè
e una sigaretta, notai gli occhi celesti del chitarrista posarsi prima
sulla chitarra esposta nel mio studio e poi sulle foto del gruppo
"The Marines", della "Banda di Benevento"
e di Nico Fidenco attorniato da belle ragazze, nonché sulle
foto dei musicisti Enrico e Pino Salzano, Alfonso Fasoli.
Soppesando le parole mi disse: "Continua il tuo viaggio fra i
musicisti della nostra città. E importante per la nostra
cultura". Infine citò i maestri: Antonio Micco, Gaetano
Marotti, Ninì Pagliuca, Raffaele Russo, Mario Lamparelli, Raffaele
DElia, Pompeo Palatella, Andrea Principe, Giovanni Musco, Pino DArienzo,
Fernanda Matarazzo, Antonio Baldini, Italo Cammarota, Lorenzo Vessichelli,
Pino Rosiello, Tonino Itro, Silvio Sorgente, Alfredo Salzano, Luigi Palatella,
Alfredo Mottola, Tonino Tresca, Guido Follo, Edgardo De Rimini, Alfredo
Gramazio, Luigi Gramazio, Gigi Giuliano (coraggioso patron del Bengio
Festival).
"Momento napoletano", formazione tipica che propone un repertorio
autentico della tradizione popolare napoletana, vede oggi la chitarra
classica di Rino Tresca affiancarsi al sax e al contrabbasso di Luigi
Gramazio, alla chitarra di Gaetano Marotti e alle voci di Andrea
Principe, Benedetto Politi, Fernanda Matarazzo, Pino DArienzo:
"A città e Pullecenella", "Funiculì Funiculà",
"O Marenariello", "Furturella", "Piscatore
e Pusilleco".
La notte era ancora giovane allorché il duo Tresca-Palatella
mi lasciò e, mentre fumavo lultima sigaretta, scoprii un
cielo ricco di luci che, piano piano, si mossero formando un pentagramma
sul quale, spumeggiante, scrissero "Stardust".
IL MAESTRO RINO TRESCA GUIDA,SPONTANEAMENTE, LA SUA CHITARRA IN ELEGANTI
RITMI MENTRE SI ACCOMPAGNA CON VOCALITA ANTICA E PROFONDA PUR CON
LICENZE ESECUTIVE. PERTANTO E MERITEVOLE DI ANNOVERO TRA I PROTAGONISTI
DELLA MUSICA A BENEVENTO.
* Omaggio al mio
amico Rino Tresca
Enrico
Salzano
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