Il maestro Peppe Timbro


Il carattere musicale di Peppe Timbro, che ha acquisito recentemente contorni esatti, nonostante la giovane età, merita un attento rilancio per tre ottimi motivi: perché occupa un ambito fondamentale della nostra musica, cioè quello lasciato vuoto dai musicisti degli anni ’70; perché il suo successo si accompagna ad una crescita personale che non sembra essersi arrestata; e perché è uno dei pochi musicisti beneventani per cui l’Italia mostri interesse.
Cresciuto nell’ambiente musicale della nostra città, di cui fanno parte artisti tanto diversi tra loro, da Cammarota a Fasoli, da Gramazio a Tucci, da Salzano a Giuliano, Timbro, pur avendone subito il carisma e pur confessando anche il suo debito ai fratelli Osvaldo (batterista) e Franco (sassofonista), negli anni ne ha preso le distanze fino ad assumere una fisionomia musicale sostanzialmente autonoma ed una personalità artistica inconfondibile. Egli individua contatti musicali tra culture lontanissime tra loro, senza perdere i segni distintivi della sua appartenenza ad una nobile tradizione.
Peppe Timbro nasce a Benevento nel 1960, dove vive un’infanzia tranquilla, almeno fino alle scuole medie, quando la musica diventa per lui una vera e propria vocazione. Il suo strumento è ormai il basso elettrico ma, confessa, è sempre stato affascinato dalla batteria. Studia contrabbasso con il fratello Enzo e poi con i maestri Plinio Bologna e Francesco Bassolo, perfezionandosi con il maestro Nicola Buonomo, e si diploma con lusinghiera votazione con il maestro Rino Zurzolo presso il Conservatorio di Benevento. Collabora con diversi insiemi orchestrali: “I.S.B.E.S.”, “I musicisti sanniti”, “Orchestra Haydn”, orchestra “Il prete rosso”, “I virtuosi”, “Ensamble barocco”, “L’armonico tributo” diretto dal maestro Bruno Re. Con il basso elettrico il maestro Peppe Timbro si cimenta in diversi generi musicali, distinguendosi in ambito jazz, anche quale organizzatore di festival e rassegne. Suona con musicisti jazz, quali Pietro Condorelli, Marco Sannini, Antonio Onorato, Sandro Deidda, Michele Di Martino e in jam session con Danilo Rea, Roberto Gatto, Paolo Fresu, Flavio Boltro, Mariapia De Vito. Collabora con i maestri Pietro Leveratto ed Ettore Fioravanti nell’ambito delle attività musicali della classe di jazz del Conservatorio di Benevento. Prezioso collaboratore nel settore della musica etnica con i gruppi: “L’altra musica”, “Etnhicantos”, “La sciarra” e con artisti di musica leggera quali Gepy and Gepy, Riccardo Del Turco, Gitano. Figura nell’orchestra del “BENgio Festival” e con l’orchestra del maestro Renato Serio per lo spettacolo “Nascite Zero” con Renato Zero, Tosca, Mariella Nava, Ivan Graziani, New Trolls. E’ con “The Freemen”, “Mj quartet” e con Marco Zurzolo nell’orchestra del “Festival di Napoli”, nel 1998. Autore di colonne sonore in ambito teatrale, tra le quali “Opera Buffa”, con il maestro Antonio Arena e cinematografiche nel film “A ruota libera”. Suona per le pièces teatrali nei lavori “Incontro al vertice”, con Paola Pitagora, “Ben/Maleventum” con Ivana Monti e Duilio Del Prete. Fervida la collaborazione con il maestro Marco Zurzolo, con il quale acquisisce notevole esperienza di spettacolo con “Polvere di Napoli”, “Quelli che il calcio”, “Roxy bar” e con “Trash” condotta su RAI 1 da Enrico Montesano. Apre a Lecce, nel 2002, il concerto di Ray Charles con Antonello Rapuano, piano; Cheryl Nicherson, voce.Oggi è anche insegnante presso l’istituto Carafa di Cerreto Sannita (Bn) e appare felicemente con il sassofonista Vincenzo Saetta.
Insomma, sono proprio lontani i tempi in cui il basso, pregiudizievolmente, veniva tacciato di strumento che “c’è ma non si vede”, diventando elemento dinamico, essenziale, portante.
I suoi ricordi vanno al fratello Enzo e al suo primo complesso denominato “Il vertice”, formato da Enzo Conte, tastiera; Mimmo Zanichelli, batteria; Angelo Florio, chitarra.
L’orologio dalla mia scrivania avvertiva le ore 14,00 ormai, ma con Peppe siamo affascinati da reperti fotografici che riprendono formazioni bandistiche e orchestrali d’altri tempi, che sorridendo, quasi, ci invitano a proseguire nel nostro lavoro.


CREDO CHE I CULTORI DELLA NOSTRA MUSICA TROVANO NEL MAESTRO PEPPE TIMBRO IL LORO PALADINO, PERCHE’ QUESTO MUSICISTA CREDE NELLA NOSTRA ORIGINALITA’, NEI VALORI COLLEGATI AD UNA TRADIZIONE SECOLARE E LI DIFENDE CON IMPEGNO.
PER QUESTI MERITI, FIGURA TRA I PROTAGONISTI DELLA MUSICA A BENEVENTO.

* Omaggio al mio amico Peppe Timbro e alla sua famiglia.

Enrico Salzano

Torna all'indice