La voce di Vincenzo Testa

Spartito musicale anno 1935 ‘O Marenariello dall’archivio di casa Salzano

La voce di Vincenzo Testa profonda, estesa, potente, bella!
Io la ricordo bene in toccanti interpretazioni di musica sacra nel Santuario della Madonna delle Grazie: "L’Oratorio di Natale", "La Grande Messa in SI minore" di Bach, e nella Chiesa di S.Anna nella struggente funzione: "Tre ore di agonia", "Passioni", "La Passione secondo Giovanni" di Bach, con i solisti Padre Eugenio Circelli - organo e direzione orchestrale; Todeschini Gogliano — violino; Vincenzo Greco — violino; Ettore Paragone — contrabbasso; Eugenio Podio — violoncello, che lasciarono forti consensi tra gli appassionati del genere.
Erano gli anni ’50. Vincenzo Testa nacque ad Avezzano il 19 gennaio 1903, fin da giovane studiò i primi elementi della musica con papà Filippo che poi perfezionò in Francia con una nota professoressa di canto. Tornato in Italia, si stabilì a Benevento, dove si pose subito in evidenza con tutta la prepotente vitalità vocale interpretando brani di musica classica, romanze, selezioni di operette e canzoni dell’800 napoletano.
Erano gli anni in cui la gente si estasiava per Enrico Caruso, palpitava per Beniamino Gigli e per Tito Schipa. Il culto del tenore, in Italia e nel mondo, era fortemente sentito. I concerti, per chitarra e voce, con il maestro Ivano Cammarota erano appuntamenti che il colto intenditore non si lasciava sfuggire: "O marenariello" di Ottaviano- Gambardella, "Maggio, si ‘tu!" di E.A.Mario, "Mmiez’o ggrano" di Nicolardi-Nardella", "Tarantella Luciana" di Bovio-Cannio.
Con la professoressa Cattaneo, pianoforte, sul palcoscenico del teatro "La Salle", l’ugola tenorile di Vincenzo Testa magnificò "Brindiam" dalla "Vedova Allegra" di Franz Lehar. Tante le collaborazioni artistiche in particolare, con i maestri Cammarota, Iadarola, Pagliuca, Salzano.
Il suo motto era "tecnica, drammatizzazione e temperamento". Esperto liutaio, creò meravigliosi strumenti per musicisti esigenti.
Fra i suoi migliori allievi, figurano i figli Italo e Nino, verso i quali fu prodigo di suggerimenti e di incoraggiamenti.
La mia stima di musicista, verso questo protagonista della musica a Benevento, rimarrà immutata.
* Omaggio ai miei amici Italo e Nino Testa".

Enrico Salzano

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