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Gege'
Telesforo
Gegè Telesforo è senza dubbio uno dei maggiori talenti che
abbia espresso il mondo dello “Scat”, cioè l’improvvisazione
consistente nel pronunciare sillabe e parole prive di senso, tanto da
avvicinare la voce ad uno strumento musicale.
Riproponendo un’arte quasi dimenticata, il vocalist foggiano, nato
artisticamente con Renzo Arbore che ne ha scoperto le incredibili doti
vocali, ha raccolto intorno a sé il meglio della scena fusion.
Si ricordano i tanti concerti, a metà degli anni ottanta, in cui
rinnovava vecchi standard jazz, in virtù di arrangiamenti mozzafiato
e trovate armoniche spiazzanti. Percussionista, polistrumentista, ma anche
giornalista, conduttore radio-televisivo, entertainer, Gegè Telesforo
è figura professionale dai mille contorni e dalle altrettante sfumature.
Affermatosi anche all’estero, figura tante volte con Jon Hendricks,
Dizzy Gillispie, Clark Terry, Deedee Bridgewater, Tony Scott, Lucio Dalla,
Roberto Gatto, Rossana Casale, Tullio De Piscopo, e tanti altri pezzi
da novanta della musica. In America, grazie al sodalizio con Ben Sidran,
pianista-cantante, Telesforo ha trovato una seconda patria, collaborando
con i musicisti più in vista degli ultimi anni, la sua ricerca
musicale è indirizzata verso un funk aggressivo e purissimo, in
cui gli elementi jazzistici e improvvisativi si uniscono ad una severa
e infallibile concezione ritmica dominata dal “groove”.
Il lungo e fragoroso applauso premiò, sul palco del “Bengio
Festival” 2004, Gegè Telesforo, che sviluppò un linguaggio
estremamente mobile, fantasioso e, nel contempo, rigorosamente controllato,
associandolo ad una tecnica perfetta.
Un miracolo di equilibrio e buon gusto.
“Ciao vocal-man!” fu la sola espressione che riuscii a trovare
allorché lo incontrai dopo lo spettacolo: ero ancora emozionato,
e forse sotto shock, per quello che avevo visto e particolarmente ascoltato.
“Sai, Benevento come Foggia, sono piccole città, dove pochissimi
nomi tengono alte le tradizioni musicali”.
“Certo! E Benevento deve più di qualcosa al primo direttore
artistico, che per ben cinque anni, ha dato carattere al “Bengio
Festival”.” Così rispondo al sorridente Gegè,
che alzandosi mi ricorda il suo metro e ottanta e più di altezza
e il suo aspetto pulito pulito.
“Ho fatto dischi dove c’era pop, funk, etno, jazz, ma non
amo etichettare la musica. Amo il jazz ma compro la musica degli anni
sessanta, anche perché credo sia stato il periodo più bello
per la musica in generale”.
“Insomma per la tua giovane età ostenti un medagliere invidiabile:
“Dimensione jazz” per Radio Foggia; “Tra la gente”
per Radio 1 RAI; hai collaborato con RDS; “Radio verde RAI”.
Hai partecipato a diversi programmi televisivi di successo: “Quelli
della notte”, “Cari amici vicini e lontani”, “Marisa
la nuit”, “Sanremo International”, “Notte di musica
italiana”, “Trenta ore per la vita”, “Un sogno
americano”, “TIME GERSHWIN”, spettacolo condotto con
Mara Venier. Hai partecipato al Festival blues ad “Umbria jazz”;
autore e conduttore con Serena Dandini della seconda edizione del “World
Food Day Concert”, organizzato dalla FAO.”
“E…Si…Sono soddisfatto di tanto, ma la nascita di mia
figlia è la più bella medaglia! E’ un incanto…!!!
Se sapessi…”
Quella notte non fumai quell’ultima sigaretta e non sentivo i continui
inviti della guardia notturna che aveva necessità a chiudere il
teatro: mi piaceva conversare di musica con il Maestro Gegè Telesforo.
“You
give me fever when you kiss me.
Fever when you hold me tight.
Fever in the morning, fever all trough the night…”
(John Davenport – Eddie Coole)
* Omaggio
al maestro Gegè Telesforo, mio amico. -
Enrico
Salzano
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