Nel 1936 a Telese Terme
Il concorso della canzone beneventana

Settantotto anni orsono, secondo i documenti, si tenne il " Concorso della Canzone beneventana". Correva l'anno 1936 allorché il dott.Oscar Rampone e il maestro Antonio De Rimini, già autori di melodie di alto profilo poetico-musicale, tentavano con questa operazione di bloccare "l'invasione" della musica d'oltreoceano, come aveva già fatto nel '26 il poeta Ernesto Murolo, del quale si ricorda "Tarantella internazionale".A Telese Terme ai parolieri si affiancava una folta schiera di musicisti che, guidati dal maestro Pino Rosiello, rappresentavano lo stato maggiore della musica a Benevento. Presenti i giornalisti Lillino Portoghese per il "ROMA" e Oscar Rampone de il "Giornale d'Italia". Le signore necessariamente in abito lungo, gli uomini in smoking con tanto di fiore all'occhiello. Il livello qualitativo delle opere era alto ma anche la tensione.
Le voci tenorili di Cosimo Arturo Zitano e di Cosimo Iasiello, interpretarono rispettivamente: "Sott'a luna" di Rampone-De Rimini e "Malandrino" di Vincenzo De Masi-Ettore Paragone. L'orchestra diretta dal maestro De Rimini, pianista e concertista, celebrò la sua composizione con una semplicemente splendida armonia suonata dai clarini del duo Vitolo Fasoli - Alfredo Salzano e dal violoncello di Eugenio Podio, mentre più volte Iasiello propose l'entrata a strappo che colpí il pubblico con "Malandrino". "Chitarra malinconica" di Edgardo De Rimini e di Alfredo Salzano, dal violino di Mario Lamparelli e dal violoncello di Eugenio Podio poi, Cosimo Iasiello, nell'interpretare la guappesca composizione del fortunato e prolifico De Masi Paragone colpí più volte gli astanti con l'entrata a strappo, furbescamente. "Chitarra malinconica", di Edgardo De Rimini e Alfredo Salzano cesellata da Cosimo Arturo Zitani risultò la composizione più vicina ai gusti in voga, perchè più aderente al sentimento. Preziosissimo l'assolo del violino del maestro Todeschini Gogliano. "Lavinia, brano di Italo Cammarota, dedicato alla consorte". Cosí l'annuncio di Rampone. La melodia armonicamente perfetta, languida,costruita una strofa lenta che sfocia in un ritornello di grande effetto, si colloca nel repertorio dei cosiddetti cantanti confidenziali, oggi "Croners". Lucia Popoli, che iniziò a cantare giovanissima risultò efficace anche per i messaggi che mandó con i suoi occhi, ma i messaggi vennero anche dal corpo che amministrava sapientemente. “Ritorna Alfredo Salzano che, questa volta é in coppia con il poeta Vincenzo D'Agostino". "Dimme", la quasi romanza proposta su tempo tagliato per la voce di Cosimo Iasiello, fu percepita fortemente grazie a quello straordinario codice che alberga nell'animo dei meridionali. L'accompagnamento e le fioriture della fisarmonica di Cristofaro Ricci, soprattutto nei registri più bassi, si aggiudicarono lunghi e calorosi applausi. Molti chiamarono l'artista a gran voce.
"Tarantè.../ Marì pecchè te si sbizzarrita/ cu cchesti musiche furastiere?.../ Qua spagnola? Qua americana?/ Ma s' 'o ccredono o fanno apposta?/ Chest 'e mmusica paesana!/ Chest 'e ppane d'a casa nosta ![...]".
La gioiosa composizione, cantata a sorpresa dalle chantauses, Mena Nardone - Lucia Popoli, su ritmo di tarantella ebbe una forza d'urto spettacolare sul pubblico, tutti intorno al palcoscenico. Più di qualcuno abbracciò i cantanti complimentandosi anche con baci. Una donna matura mimò un bacio alla volta di Alfredo Gramazio, batterista e provò senza riuscirci, a pizzicare il contrabbasso di Ettore Paragone. Gran confusione ed eccitazione collettiva.
Solennemente alle 24,00 il maestro Pino Rosiello, presidente della commissione, dichiarò ufficialmente, Cosimo Arturo Zitani vincitore del concorso della canzone con "Sott' a luna". "Stasera nun passa nisciuno sott' á stá luna/ pè chesta via sulagna/... " ...E una signora seduta in prima fila lasciò che una lacrima silenziosa rigasse la sua bella guancia. Così ricorda Oscar Rampone nella sua "Galleria del tempo che fu".
I vincitori offrirono un suntuoso pranzo organizzato da Cirelli detto "Á pica", tanto che una grossa fetta del premio fu dilapidata.
Dalle memorie del maestro Alfredo Salzano: "Ci alzammo da tavola alle tre di notte e tornati a Benevento non ci decidemmo a rientrare e Arturo Zitani non si stancava mai di cantare. L'ultima volta che cantò "Sott' á luna" c'era il sole,ormai.

Enrico Salzano

* Omaggio ai protagonisti del " concorso della canzone" .

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